Primo tempo Alitalia: 160 mln di tagli. Poi tocca al personale?

24 gennaio 2017 ore 10:29, Luca Lippi
Alitalia di nuovo al piano di rilancio, pronti tagli, al momento di costi, per 160 milioni di euro, ma non c’è solo questo nel piano di risanamento.
Nel dettaglio
Non si ferma il lavoro del manager australiano Cramen Ball per risollevare le sorti della compagnia che continua a perdere oltre 500mila euro al giorno: mentre prosegue la ricerca di nuovi accordi commerciali, è partito infatti un piano di tagli (escluso il costo del personale) che prevede almeno 160 milioni di euro di risparmi nel 2017.
Durante il consiglio di amministrazione Ball ha illustrato ai consiglieri un’ “approfondita analisi” dei punti chiave del piano industriale. E li ha anche informati del piano, già avviato, di una “drastica riduzione dei costi”, che prevede un risparmio già identificato (ma non relativo al costo del personale) di almeno 160 milioni di euro nel 2017: si tratta di ‘sacche di sprechi’ individuate in vari settori, come fornitori, leasing e partner commerciali, frutto della ricognizione che Ball aveva chiesto di avviare nel cda del 22 dicembre scorso.
Durante il consiglio non si è invece parlato del delicato tema degli esuberi, che come richiesto dal governo vengono rimandati alla fase successiva alla presentazione di un Piano “dettagliato” e “condiviso”. Mentre per quanto riguarda i conti dei primi tre mesi dell’anno, il cda ha “preso atto” che le performance finanziarie del primo trimestre “sono in linea con le previsioni del Piano”.

Primo tempo Alitalia: 160 mln di tagli. Poi tocca al personale?

La questione del personale in esubero
Poiché nell’immediato Alitalia ha comunque bisogno di liquidità, Intesa e UniCredit, nel doppio ruolo di azionisti e creditori, accordano una linea di credito da 180 milioni solo se il piano riformulato dal consiglio di amministrazione di Alitalia sarà ridefinito con impegni più stringenti. Questi impegni stringenti sono, appunto, il taglio di costi subito, e in seguito l’impegno su misure che portino a una radicale riduzione dei costi.
In sostanza, l’unico modo per garantire il sostegno di lungo termine di soci e istituti finanziari e assicurare così la sostenibilità dell’azienda. Gli esuberi a cui starebbe pensando Alitalia, secondo quanto si apprende da fonti sindacali, si aggirerebbero intorno ai 1.500 unità, considerando gli esuberi veri e propri, le esternalizzazioni e il mancato rinnovo dei contratti a termine. Sarebbe quindi questa la cifra da cui si partirebbe, posto che a breve si aprirà un confronto con la compagnia.
Ma non finisce qui
La notizia che non è stata abbastanza “valutata” è che Etihad Airways ha annunciato oggi che il presidente e amministratore delegato, James Hogan, lascerà il suo incarico nella seconda metà 2017, dopo aver guidato per più di 10 anni lo sviluppo della compagnia. Etihad Airways, la compagnia aerea controllata dal governo di Abu Dhabi e che controlla Alitalia, ha spiegato in una nota che l’uscita di Hogan fa parte di un “processo di transizione”, avviato dal consiglio di amministrazione e dallo stesso Hogan. La compagnia aerea ha fatto sapere che è già stata avviata la ricerca a livello globale per il nuovo Ceo così come per il responsabile finanziario del gruppo, visto che anche l’attuale Cfo (responsabile della gestione finanziaria) James Rigney lascerà il gruppo insieme a Hogan. Contemporaneamente Etihad ha fatto sapere che intende restare vicina ai partner in difficoltà Air Berlin e Alitalia.
In conclusione, seguendo il detto “excusatio non petita…”, se Etihad assicura di rimanere vicina ai partner in difficoltà, perché toglie i suoi uomini dal consiglio di amministrazione di Alitalia? Seguiamo con attenzione gli sviluppi

autore / Luca Lippi
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