Migranti, Centinaio (LN) dà ragione al pm Gratteri: "Intelligence vada in Africa ad indagare"

24 maggio 2017 ore 13:25, Americo Mascarucci
Il Procuratore della Repubblica di Catanzaro Nicola Gratteri di fronte alla Commissione parlamentare Schengen presieduta da Laura Ravetto ha riferito in merito all'inchiesta giudiziaria sul Cara di Isola Capo Rizzuto e sui legami fra ‘ndrangheta calabrese e immigrazione. Da Gratteri sono arrivate pesanti critiche sulla gestione dei flussi migratori e alcune proposte decisamente "radicali" che vanno dall'invio di agenti dell'intelligence negli Stati del Centro Africa per capire chi organizza i flussi migratori alla creazione di infrastrutture e imprese in grado di scoraggiare la partenza dei migranti. Tutte proposte che hanno trovato d’accordo la Lega Nord come conferma ad Intelligonews il capogruppo al Senato Gian Marco Centinaio: "Le parole di Gratteri vanno nella direzione di ciò che la Lega va sostenendo da anni".

Gratteri denuncia: "La ‘ndrangheta usa i migranti per l’agricoltura, comprano latifondi per ottenere contribuiti europei e nei campi fanno lavorare gli extracomunitari pagandoli 20 euro al giorno di cui 5 vanno al caporale". E’ la conferma che l’immigrazione prima che accoglienza è business?

"Dire che avevamo ragione è piuttosto superfluo, e quando abbiamo sostenuto che lo scopo prioritario dell’immigrazione era quello di ottenere manodopera a basso costo ci hanno sempre accusato di razzismo. Del resto lo si evince pure ascoltando molti politici ripetere ogni giorno in televisione e nei dibattiti che gli immigrati servono perché vanno a svolgere lavori che gli italiani non vogliono fare più. E sono i lavori in cui si viene sfruttati di più, in agricoltura per esempio o nell'edilizia, quelli dove c’è il caporalato. Se fino agli anni settanta tornava utile sfruttare gli italiani oggi è molto più conveniente sfruttare gli stranieri che entrano nel nostro Paese e poi rischiano di diventare a tutti gli effetti dei clandestini".
Migranti, Centinaio (LN) dà ragione al pm Gratteri: 'Intelligence vada in Africa ad indagare'

Gratteri sostiene anche che per frenare i flussi migratori sarebbe opportuno che l'intelligence italiana mandi agenti negli Stati del Centro Africa da dove partono i migranti per vedere chi c’è dietro e come questi flussi sono organizzati. E’ d’accordo?

"Certo che sì. Noi diciamo due cose. Le intelligence devono andare laggiù e sradicare i traffici criminali di migranti ma ci deve essere anche collaborazione con gli stati. Visto e considerato che gli immigrati che fuggono dalle guerre sono sempre di meno come dicono i dati del Governo, mentre cresce il numero di quelli che vengono in Italia per motivi economici, dobbiamo fare in modo che la cooperazione internazionale consenta di creare occasioni di lavoro per queste persone nei loro paesi di provenienza affinché non sentano più il bisogno di venire da noi”.

Anche su questo Gratteri è stato molto esplicito, suggerendo all'Europa di mandare le sue imprese ad investire laggiù in aziende agricole, asili, scuole, ospedali per evitare che le persone attraversino il deserto per non morire di fame.

"Giusta osservazione. L’Europa e i cosiddetti paesi sviluppati devono andare in Africa non soltanto per sfruttare ma anche per investire in imprese e posti di lavoro in agricoltura, industria ma anche turismo e creare posti di lavoro. Anche perché resto dell’idea che a nessuno faccia piacere di lasciare il proprio paese se non costretto da ragioni economiche. Gratteri ha parlato anche del trasporto di migranti come di un pessimo servizio taxi, termine che abbiamo usato anche noi beccandoci l’accusa di essere razzisti. Noi riteniamo che le identificazioni vadano fatte prima della partenza non dopo. Non possiamo accettare che il trasporto venga affidato agli scafisti su barconi fatiscenti costringendo poi l’Italia ad andarli a salvare nelle acque libiche per non farli affondare".

Ancora una volta è la magistratura però a denunciare e a dettare la linea alla politica?

"La politica conta come il due di picche, perché ad una parte che dice cose vere, ne corrisponde un’altra che invece nasconde i problemi e taccia gli altri di populismo. E’ chiaro che poi nel momento in cui la magistratura mette in luce tutta una serie di problemi, quella parte politica che li ha sempre nascosti si accodi per tentare di risolverli. Noi possiamo vantare il merito di aver sempre denunciato le cose prima che a farlo fossero i procuratori, adesso non possiamo far altro che augurarci che chi di dovere corra ai ripari e blocchi finalmente questo flusso incontrollato di migranti. Ma non certamente con la legge Minniti che alla fine non garantisce affatto le espulsioni dei clandestini come vorrebbero far credere"




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