Migranti, al vertice di Parigi Italia meno sola: cosa chiederà Gentiloni

28 agosto 2017 ore 19:58, Americo Mascarucci
Il Premier Paolo Gentiloni sembra partire per il vertice di Parigi sui migranti e sulla Libia con la speranza di ottenere sostegni concreti e njon più soltanto appoggi incondizionati e tante belle parole. Fino ad oggi tutti i paesi europei, Francia e Germania su tutti si sono detti vicini all'Italia e pronti a sostenere i suoi sforzi per ciò che riguarda l'emergenza migranti ma poi all'atto finale la cosa più importante chiesta da Roma, ossia la "regionalizzazione" degli sbarchi è stata rigettata al mittente. Ora Gentiloni spera, con l'appoggio del presidente francese Macron di portare a casa due obiettivi ritenuti strategici.
Migranti, al vertice di Parigi Italia meno sola: cosa chiederà Gentiloni

LE RICHIESTE ITALIANE
In particolare l'Italia punterebbe a ridurre il flusso di migranti investendo risorse in Libia: a tale scopo chiederà all'Europa lo sblocco di 270 milioni da destinare alla Libia per potenziare il controllo delle frontiere e il blocco delle partenze: dall'altro chiederà di sostenere economicamente la realizzazione di opere pubbliche, quelle richieste dai sindaci libici al Ministro dell'Interno Marco Minniti. Scuole, ospedali, infrastrutture, opere stategiche per rilanciare lo sviluppo del Paese e quindi offrire ai libici concrete prospettive per il futuro, incentivando i libici a restare in Patria e a non cercare "fortuna" in Europa. Dossier molto delicati che l'Italia ritiene indispensabili per ridurre il numero degli sbarchi e quindi scoraggiare nuove partenze dalla Libia. 
Sembra certo che sul documento finale del vertice tra Italia, Spagna, Francia e Germania, ci sarà l'impegno di concreti aiuti a Roma per fronteggiare l'immigrazione, la creazione di centri di accoglienza modello hotspot in Libia e aiuti finanziari alla Libia. Questo in teoria, in pratica è tutto da vedere.

APERTURE DI MERKEL
Concreti segnali di apertura sembrano arrivare dalla cancelliera tedesca Angela Merkel la quale ha dichiarato: "Non è possibile che la Grecia o l'Italia da sole debbano sopportare tutti gli oneri solo per la loro posizione geografica". Non solo, la Merkel ha anche posto l'accento sulle disfunzioni dell'accordo di Dublico che avrebbe "sovraccaricato Atene e Roma". Per poi concludere:  "I profughi vanno distribuiti in modo solidale". Vallo a dire ai paesi dell'Est pronti a chiedere le frontiere e ad erigere nuovi muri. 
Per Merkel è necessario evitare "situazioni come l'esodo da Est che, nel 2015, costrinse Berlino ad aprire le porta a un milione di richiedenti asilo, molti dei quali provenienti da Siria e Iraq. Non possiamo permettere l'attività dei trafficanti - ha poi aggiunto Merkel - la guardia costiera libica va dotata delle attrezzature necessarie a fare il proprio lavoro". Un plauso all'Italia è poigiunto sul codice di condotta per le Ong. I presupposti perché Gentiloni non torni da Parigi a roma con le mani vuote sembrarebbero esserci tutti. Ma fra il dire e il fare......

AGGIORNAMENTO 19.50 - ''Daremo asilo ai migranti avviando la procedura nei Paesi di provenienza. L’identificazione degli aventi diritto avverrà con liste preparate dall’Unhcr''. Così il presidente francese Emmanuel Macron nella conferenza stampa tenuta all’Eliseo al termine del summit. Questa dichiarazione spiega che il meccanismo di identificazione dei migranti che vogliono raggiungere l’Europa entrerà in funzione direttamente in Africa. Angela Merkel, invece, ha invece riproposto la “distinzione tra i migranti economici e chi si candida ad esser davvero un rifugiato” e assicurato l’impegno europeo affinché “i migranti economici possano rientrare nei lori Paesi”.

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