Macron nazionalizza, Rizzo (PC): "Scontro tra grandi società mascherato da derby"

28 luglio 2017 ore 19:17, Andrea Barcariol
E' scontro totale tra Italia e Francia. Prima la decisione di Macron degli hotspot in Libia, poi la nazionalizzazione dei cantieri francesi di Saint Nazaire che bloccano l'acquisizione di Fincantieri di Ftx. Uno sgarbo al governo italiano sottolineato dal ministro Padoan: "Prendo atto con rammarico che gli accordi passati con il precedente governo francese sono stati ripudiati dal nuovo e francamente non capiamo il perché. E' una decisione incomprensibile". Su questo argomento IntelligoNews ha intervistato il leader del Partito Comunista Marco Rizzo.

Macron nazionalizza, Rizzo (PC): 'Scontro tra grandi società mascherato da derby'
Hotspot in Libia e nazionalizzazione dei cantieri. Da Macron schiaffo all'Italia?

"Tra Francia e Italia oggi esistono interessi divergenti che sono in realtà lo specchio degli interessi delle rispettive grandi società e non solo. Con gli hotspot in Libia le grandi aziende francesi puntano a scegliere la migliore manodopera, un po’ come accadeva con il colonialismo. Sulla nazionalizzazione dei cantieri hanno pesato grandi interessi contrastanti. Da una parte l’accordo di Fincantieri con la Cina, dall’altro MSC che è rimasta a bocca asciutta. Però è sbagliato pensare a un derby tra Francia e Italia. Lo scontro è sempre tra settori del capitale. In questo caso tra l’altro diverse società italiane sono state da parti diverse della barricata. Riferire tutto a uno scontro nazionale è una copertura tanto semplicistica quanto errata".

L'opinione pubblica cosa avrebbe detto se tali provvedimenti li avesse fatti Le Pen?

"Intanto il dato essenziale è che Macron ha fatto quello che diceva la Le Pen a testimonianza che la divisione delle forze politiche in un contesto di sistema capitalistico si esaurisce quando da difendere ci sono interessi economici primari. A quel punto tanto l’estrema destra quanto le formazioni centriste parlano la stessa lingua. E questo noi comunisti lo abbiamo sempre detto".

Come deve rispondere l'Italia?

"Guardare alle nazioni come campi omogenei portatori di interessi generali è un errore. Quello che farà l’Italia sarà rispondere, come già sta facendo con la presenza militare in Libia mascherata da intervento umanitario richiesto dalla guardia costiera. Così facendo si cerca di recuperare qualche fetta della torta libica. Ma le mosse del governo italiano, come di quello francese non sono a favore del “popolo”, delle classi popolari, dei lavoratori. Sono a favore delle rispettive grandi società. Nel derby tra la Total e l’Eni i lavoratori non guadagnano nulla. Anche per quanto riguarda Vivendì o altre aziende, che la guida sia italiana o straniera la ricetta sarà sempre comprimere i diritti e i salari dei lavoratori. Non bisogna dimenticarlo".

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