Europa-Germania, il vero 'vecchio' volto della Merkel

29 maggio 2017 ore 17:25, Luca Lippi
È clamoroso, per Angela Merkel non ci si può più fidare di Usa e UK e chiede all’Ue di seguirla! Ancora più nello specifico, la Merkel dichiara guerra direttamente a Trump ma nessuno dice che lo avrebbe fatto anche con Obama. I motivi non sono né Trump né Obama e neanche la May spalleggiata dalla Regina. Il problema vero è che la Merkel chiede ai paesi europei di schierarsi con lei, o sarà implicito che saranno contro di lei, o contro la Germania, sicura di rappresentarla a pieno titolo anche per tutta la prossima legislatura tedesca. A questo punto la domanda è un’altra: cosa dovrebbe scegliere l’Italia? Prima di rispondere facciamo un rapido riassunto di quanto accaduto negli ultimi giorni e nell’ultimo secolo, perché il lupo perde il pelo ma non il vizio! Dato per scontato che nessuno vorrebbe morire di austerità eurotedesca, è bene ricordare due o tre cosine che sfuggono.
Per la prima volta da 85 anni un rappresentante politico europeo dichiara candidamente che l’Europa deve seguire la propria strada, in alternativa gli Usa e a Londra, da sempre un tutt’uno. La cosa interessante è che a parlare è la Germania, ossia il paese che ha perso la guerra mondiale ed a cui è stato comunque permesso di arricchirsi anche più degli altri pur partendo da una posizione di sconfitto e soprattutto reo di avere causato la guerra.
Questi sono i fatti. Per chi vuole far finta di non aver capito, le parole di Angela Merkel rappresentano più o meno una dichiarazione di guerra.
Europa-Germania, il vero 'vecchio' volto della Merkel
Da oggi, quindi, la Germania sarebbe in dichiarata rotta di collisione con gli Usa. Sappiamo anche che Obama aveva barattato una forma di supporto Europeo per le sue politiche post crisi sub prime (e magari anche qualche “successo personale”) in cambio della sostituzione a termine del comando Europeo, da Washington e Londra a Berlino-Parigi. Per essere più chiari, da oggi (ma forse da tempo, e questo spiega la rigidità di Donald Trump) la competizione non solo commerciale ma anche geostrategica tra Ue franco-tedesca e Usa diventerà reale. E dunque si comprendono anche le sillabe pronunciate pre Brexit da Sua Maestà la Regina Elisabetta II quando assunse che Londra di fatto doveva uscire dall’Ue, doveva (…), contro ogni pronostico ed anche contro ogni logica.
Da domani Berlino farà diretta competizione strategica e militare a Washington nel Mediterraneo e nel vicino medio oriente. Da domani Berlino sarà feroce competitor commerciale degli Usa senza alcun progetto comune come in passato.

Tuttavia c’è un problema: esiste un paese in Europa che senza essere anglosassone abbia radici culturali, politiche, militari, economiche, genealogiche (gli oriundi) inscindibili con gli Usa? Si c’è, questo Paese è l’Italia, e guarda caso dall’Italia rischia di dipendere la sopravvivenza dell’Ue e della moneta unica, per svariate ragioni, una fra tutte il debito enorme. Dunque da oggi, dopo il fallimento del G7 e la non accettazione dello status quo da parte tedesca (ossia restare agganciata a Washington come dal 1945 in avanti) le cose dovranno necessariamente cambiare.
E allora l’Italia si trasformerà necessariamente in terreno di scontro tra poteri europei e poteri anglosassoni. Ricordiamo che in Italia giacciono il numero maggiore che in tutti gli altri paesi Ue/Nato di testate nucleari americane. Da qui, allora, la necessità di schierarsi lato italiano.

Per motivi storici, culturali, economici ecc. la scelta è a senso unico, verso gli Usa. Il fatto di scegliere Washington dovrebbe essere inevitabile per chiunque ambisca ad una Italia ragionevolmente indipendente, abbastanza benestante e libera oltre che democratica (in assenza di altre scelte valide), perché sono 100 anni che i tedeschi, e prima ancora i franco-tedeschi, attentano alla democrazia ed alla libertà dei paesi europei. E se ciò implicherà essere una Repubblica a sovranità limitata come negli ultimi 75 anni, beh, bisognerà farsene una ragione, meglio così (relativamente benestanti) che schiavi.
Sarebbe bello pensare di tornare agli antichi romani in cui Roma non aveva bisogno di nessuno: purtroppo quei tempi non ci sono più e bisogna dunque rassegnarsi, leggasi schierarsi, scegliendo. E ricordando che gli Usa dopo la seconda guerra mondiale non hanno trattato i paesi perdenti in termini di sconfitti, hanno permesso loro dall’alto della loro enorme ricchezza e potere di diventare ricchissimi, anche più del paese vincitore. Invece il comportamento europeo a rappresentanza germanica con la povera Grecia a partire dal 2010 (pur non avendo perso una guerra mondiale che lei stessa ha causato) ci dice qualcosa di terribilmente diverso…
Dunque, rispetto alla scelta di diventare schiavi e sottomessi dei tedeschi restando nell’Ue, cavie dell’austerità, sembra piuttosto chiaro che non si possa fare a meno di scegliere ancora una volta gli Usa. Certo, la sponda italiana ha bisogno di disincrostarsi delle smielate obamiane (per necessità filo franco-tedesche). Appena partiranno le inchieste fino ad oggi arenate nei cassetti dell’FBI succederà il finimondo in termini di cambio di paradigma politico globale. 

Il nido anglosassone, dopo 85 anni ci ritroviamo al punto di partenza, è l’unico a offrirci molto più di una contropartita economica. In ogni caso, qualsiasi sia la scelta, non sarà una passeggiata, l’avvertimento è già la prossima legge finanziaria imposta dall’Ue, letteralmente lacrime e sangue.

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autore / Luca Lippi
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