Canada, sparatoria in moschea di Quebec City: 6 morti. Trudeau: "Contro i musulmani"

30 gennaio 2017 ore 12:32, intelligo
La #Moschea di #QuebecCity, in #Canada, è stata attaccata con una #sparatoria surreale. Si parla di "due uomini che avevano un cappuccio nero" e un "forte accento del Quebec", secondo un testimone intervistato da Radio Canada. Quando hanno iniziato a sparare "gli uomini si sono gettati a terra", ha aggiunto quest'ultimo. Al momento dell'attacco, all'interno del Quebec Islamic Cultural Centre c'erano oltre 50 fedeli.  
La vicenda terrorizza i musulmani della zona che già a giugno 2016 in pieno #Ramadan avevano avuto un'altro terribile segno di ostilità: una testa di maiale era stata lasciata davanti a uno degli ingressi della moschea. 
Canada, sparatoria in moschea di Quebec City: 6 morti. Trudeau: 'Contro i musulmani'
E' già giunto intanto il cordoglio del primo ministro canadese #Trudeau: "Stasera i canadesi piangono per le persone uccise in un attacco codardo in una moschea a Quebec City. I miei pensieri sono per le vittime e le loro famiglie" ha scritto in un tweet. Poi ha parlato chiaramente di un attacco terroristico "contro i musulmani". 
Solidarietà "ai cittadini del Quebec di religione musulmana" e condanna della "violenza barbara". Ad esprimerle, commentando l'attentato nella moschea di Quebec è stato su Twitter il premier della provincia canadese, Philippe #Couillard. "Il Quebec respinge categoricamente questa violenza barbara. Tutta la nostra solidarietà alle persone vicine alle vittime, ai feriti e alle loro famiglie". 
Il presidente del centro religioso ha fatto sapere che ci sarebbero almeno sei morti e 8 feriti. Due persone sono state arrestate come ha riferito la polizia, secondo cui uno degli attentatori è stato arrestato sulla scena, l'altro poco vicino. I media canadesi hanno reso noto che le sei vittime sono di età compresa tra i 35 ed i 70 anni e che tra gli otto feriti ce ne sono alcuni in gravi condizioni. 
E ora sono arrivate anche le parole di Mohamed Yangui, presidente della moschea assaltata: "Questa gente va pacificamente a pregare ogni giorno ma ora qualcuno di loro non tornerà mai più a casa dalla preghiera". Yangui ha raccontato di essere stato chiamato all'obitorio per il riconoscimento dei corpi e ha riferito di un grosso dispiegamento di forze dell'ordine attorno al Centro Culturale Islamico. 
autore / intelligo
caricamento in corso...
caricamento in corso...