Incendio Grande-Synthe: campo profughi un "mucchio di cenere" [VIDEO]

11 aprile 2017 ore 10:01, Andrea De Angelis
A fuoco un campo di rifugiati, con 300 strutture di legno messe a disposizione da marzo del 2016 quando è stato aperto. Il drammatico evento è successo a Grande-Synthe, vicino a Dunkerque nel dipartimento del Nord, in Francia. Evacuate subito 1.500 tra curdi iracheni e persone di altre nazionalità. Pochi fortunatamente i feriti, forse una decina secondo le fonti dei Vigili del fuoco. Non esiste più il campo, ridotto ormai a "un mucchio di cenere". Dunque è la parola fine per quello che era diventato un punto di riferimento per donne, uomini e bambini in fuga da fame, guerra e terrorismo. A trasmettere questa idea è stato il prefetto Michel Lalande, il quale ha aggiunto che "sarà impossibile" ripristinare il campo. 

Incendio Grande-Synthe: campo profughi un 'mucchio di cenere' [VIDEO]
GLI SCONTRI, POI LE FIAMME
Stando a quanto riporta l'Ansa, le fiamme sono divampate qualche ora dopo gli scontri avvenuti tra circa 150 migranti che avevano causato cinque feriti, tre dei quali sono stati ricoverati in ospedale. Secondo le autorità, dunque, il rogo sarebbe collegato agli scontri. Dopo l’incendio, visibile a chilometri di distanza, i migranti sono stati evacuati dal campo e trasferiti in rifugi di emergenza. Il campo, lo ricordiamo, era stato aperto in quella zona lo scorso anno da Medici senza frontiere ed accoglieva stabilmente ben oltre mille persone. La loro sorte adesso è tutto da comprendere, al di là dell'emergenza. 

LA SITUAZIONE IN FRANCIA
La Francia è sicuramente uno dei Paesi chiamati, più di altri, ad affrontare la questione migranti. I campi sono una delle soluzioni previste, ma è evidente che da un lato mantenere la "calma" in quegli spazi non è sempre facile né scontato, dall'altro buona parte delle persone che si trovano nel nord puntano a raggiungere il Regno Unito. Come riporta puntualmente Il Post, venendo a Grande-Synthe, meno di un mese fa il ministro dell’Interno francese Bruno Le Roux aveva annunciato l’intenzione di iniziare lo smantellamento del campo. Il motivo era proprio negli scontri che si erano verificati negli ultimi mesi all'interno del perimetro.

GRANDE-SYNTHE
Il sindaco ecologista di Grande-Synthe Damien Carême si era invece opposto alla decisione di Le Roux dicendo che il campo era necessario, soprattutto in una situazione di tensione e di numeri imponenti per quanto riguarda l'accoglienza. Un braccio di ferro durato poco e conclusosi lo scorso 17 marzo con una soluzione intermedia tra Carême e Le Roux. Lo smantellamento, in sostanza, restava non solo un'ipotesi sul tavolo, ma un piano previsto a patto che se ne sarebbe riparlato dopo sei mesi. A distanza di tre settimane, invece, quel campo non c'è più e adesso la Francia dovrà trovare una soluzione diversa. Ben prima dei sei mesi previsti. 

IL VIDEO
I quotidiani francesi e le televisioni si stanno ovviamente concentrando su quanto accaduto nel nord del Paese. Prendiamo dunque da uno dei giornali principali, ovvero Le Figaro, un video che rende bene l'idea di quanto successo a Grande-Synthe. 
  

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