Epatite C, proposte in Senato: farmaci sicuri, equi e a basso costo

12 aprile 2017 ore 11:04, Americo Mascarucci
Sull'accesso alle nuove cure per l'epatite C e l'acquisto dei nuovi farmaci sono state presentate nove mozioni in Senato da parte dei rappresentanti di diverse forze politiche. Dopo la circolare del Ministro della Salute Beatrice Lorenzin che ha in pratica rivisto i criteri per l'accesso e l'acquisto dei farmaci aumentando la platea dei beneficiari prima ristretta ai casi più gravi, da parte dei senatori sono state chieste maggiori garanzie soprattutto sui prezzi dei farmaci affinché sia garantita effettivamente l'accessiilità per tutti i malati attraverso criteri etici nel fissare i costi del prodotto.
Epatite C, proposte in Senato: farmaci sicuri, equi e a basso costo


LE MOZIONI IN SENATO
Con le nove mozioni i senatori chiedono sostanzialmente:
Di esercitare la licenza obbligatoria, per derogare alle norme che regolano la brevettabilità e produrre i farmaci anti-epatite C a basso costo per garantirne l'accessibilità a tutti i pazienti che ne hanno bisogno; 
di mettere in campo iniziative per definire un prezzo etico di acquisto dei farmaci; 
di puntare su una politica di concorrenza per ottenere prezzi più bassi e dare chiarezza interpretativa ai nuovi criteri stabiliti dall'Aifa per l’accesso alle cure; 
di promuovere una politica comune di ricerca a livello europeo; 
di riformare in tempi certi la governance del settore e valutare, in alternativa alla negoziazione di Aifa, di ricorrere a gare regionali di equivalenza. 

COS'E' L'EPATITE C
L'epatite C è una malattia infettiva, causata dall'Hepatitis C virus (HCV), che colpisce in primo luogo il fegato. L'infezione è spesso asintomatica, ma la sua cronicizzazione può condurre alla cicatrizzazione del fegato e, infine, alla cirrosi, che risulta generalmente evidente dopo molti anni. In alcuni casi, la cirrosi epatica potrà portare a sviluppare insufficienza epatica, cancro del fegato, varici esofagee e gastriche.
L'HCV è trasmesso principalmente per contatto diretto con il sangue infetto, spesso dovuto all'uso di droghe per via endovenosa, a presidi medici non sterilizzati e trasfusioni di sangue. Si stima che circa 130-170 milioni di persone al mondo siano infettate dal virus dell'epatite C. L'esistenza dell'epatite C, in origine definita "epatite non A non B", è stata ipotizzata nel 1970 e confermata nel 1989.
Il virus persiste nel fegato di circa l'85% delle persone infette. Questa infezione persistente può essere trattata con numerosi farmaci, alcuni giunti a disposizione solo dal 2015. Con i farmaci più moderni si può avere la guarigione in oltre il 90% dei pazienti trattati. Chi ha già sviluppato la cirrosi o il cancro del fegato (epatocarcinoma) beneficerà molto meno del trattamento farmacologico e pertanto per questi pazienti in fase avanzata potrebbe essere necessario un trapianto di fegato. Finora non è ancora stato sviluppato un vaccino specifico.
Solo i pazienti più gravi fino ad oggi avevano accesso alla cura. Si tratta di una platea molto ampia di malati che fino ad oggi hanno trovato utile in attesa di ottenere l'accesso alle cure acquistare i farmaci all'estero, soprattutto in India, anche tramite internet. 

LA CIRCOLARE LORENZIN
I nuovi criteri fissati dal Ministro Lorenzin in accordo con l'Agenzia del Farmaco stabiliscono che nessun medicinale può essere commercializzato in Italia senza avere ottenuto un'autorizzazione da Aifa o di livello comunitario. Il Ministro non ha modificato questo principio in vigore da sempre che resta valido, ma ha concesso delle deroghe per ciò che concerne due categorie di farmaci:
"I medicinali posti regolarmente in vendita nei Paesi esteri ma non autorizzati all'immissione in commercio sul territorio nazionale, spediti dall'estero su richiesta del medico curante"; e "i medicinali regolarmente registrati in Paesi esteri, che vengono personalmente portati dal viaggiatore al momento dell'ingresso nel territorio nazionale, purché destinati a uso personale per un trattamento terapeutico non superiore a 30 giorni". 
Viene così riconosciuta per la prima volta la possibilità di acquistare su internet, farmaci di provenienza certificata. In ogni caso, comunque, ci vuole sempre la ricetta e bisogna mandare al ministero un modulo compiltato dal medico curante. Tutto questo può avvenire però quando manca una valida alternativa terapeutica, ossia quando quel medicinale acquistato all'estero è migliore di quelli acquistati in Italia con gli stessi principi attivi. 
Le mozioni sono ora all'esame del Senato. 

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