'Avanti' Renzi, a colpi di risposte a Letta, D'Alema e De Bortoli

12 luglio 2017 ore 12:17, intelligo
E' il Pd per Matteo Renzi la risposta a populismi. Dunque, lo dice forte e chiaro alla presentazione del suo libro Avanti "basta attacchi dall'interno. Il mio partito è quello che ha più risorse da spendere con i due populismi, quello del M5s e quello della Lega.  E' un Matteo rinnovato, più tonico, dimagrito che affronta subito le polemiche che lo stanno investendo e di riflesso stanno investendo tutto il partito democratico. Andiamo per capitoli.
'Avanti' Renzi, a colpi di risposte a Letta, D'Alema e De Bortoli
LETTA: "Le ricostruzioni - scrive Renzi nel libro - mettono in scena un golpe in piena regola, come se Letta fosse stato usurpato di chissà quale investitura democratica o popolare, quando invece la sua designazione, nel 2013, non era stata decisa da alcun organismo di partito né da un voto popolare: l'unica volta in cui Enrico Letta si era candidato alle primarie, nel 2007, aveva raccolto la miseria dell'11% dei voti. Più o meno la percentuale di Civati qualche anno più tardi". Nel libro Renzi racconta anche che Letta, come relazione scritta del lavoro, gli consegnò "un foglio scritto a mano in tutta fretta, con alcuni punti appena abbozzati. E' un fogliaccio che sembra la brutta copia di qualcosa. L'ho tenuto con me per mille giorni, nel cassetto di destra della scrivania. E quando ho lasciato Palazzo Chigi me lo sono portato via, per ricordarmi sempre come non si lasciano le cose". 
Poi dice il segretario Pd: "Nel libro racconto il momento di incontro, dopo le primarie e dopo che Letta era in difficoltà, c'è il racconto di quello che è successo. Non si racconti un film di verso da quello che e', il film e' che quel governo era fermo. La direzione del febbraio 2014 in cui si decide come e dove andare e' in streaming. Troverete le parole di Speranza e degli altri agli atti. Non e' una ricostruzione ex post. Golpe di palazzo? Non è andata così. E voi lo sapete perché c'eravate. Si chiama democrazia interna".

PALAZZO CHIGI: Il ritorno? "Dal giorno dopo in cui mi sono dimesso si è diffusa la convinzione che io faccia di tutto per tornare a Palazzo Chigi. Partiti che fino al giorno prima mi dicevano di non mollare poi si sono inventati complotti miei per tornare. Ora io do una mano a Gentiloni, il futuro lo decideranno gli italiani": parola di Matteo Renzi. "Davvero io non volevo tornare in politica quando mi sono dimesso, ma io non sono uno di quelli che escono con il broncio. Ogni mattina mi sveglio e ringrazio per quella esperienza meravigliosa. Cosa succederà in futuro lo decideranno gli elettori", ha aggiunto.

M5S: "Da padre sono preoccupato che vada a gestire la politica estera chi ha dei dubbi sull'allunaggio, la gente che dice che il Venezuela deve fare la mediazione in Libia, che credono alle scie chimiche e alle sirene. C'è questo movimento qua che si preoccupa delle scie chimiche e che non ha un'idea chiara sul futuro dell'Europa". "C'è - ha detto ancora - chi si preoccupa delle scie chimiche e non ha l'idea chiara sul futuro dell'Europa: noi vogliamo cambiare l'Europa da europeisti, Europa sì ma non così. I Cinque stelle un giorno vogliono uscire dall'euro, il giorno dopo vogliono entrare nello stesso gruppo di Mario Monti". "E poi c'è il populismo della Lega" con cui "ci sono differenze abissali, non solo perché Salvini si fa i selfie con Afd, la Le Pen...

DE BORTOLI OSSESSIONATO DA ME: "Prima di conoscerlo personalmente consideravo De Bortoli uno straordinario giornalista british style. Lo seguivo elegante in Tv, ne divoravo gli editoriali, mi sembrava un modello per quei giovani cronisti che amano il giornalismo d'inchiesta. Mi sono presto reso conto tuttavia che non era oro tutto quel che luccicava. E che proprio uno come De Bortoli che dovrebbe essere affezionato a quella straordinaria massima scolpita nel frontespizio del Guardian dal 1821 ('il commento è libero ma i fatti sono sacri') a volte sceglie invece di anteporre il proprio giudizio alla realta' dei fatti. In particolar modo- aggiunge il segretario del Pd- capisco di essere finito sul libro nero del direttore quando mi combina l'accusa più infamante che possa esistere per un ragazzo nato e cresciuto in parrocchia: quella di essere legato ad ambienti segreti portando con me "uno stantio odore di massoneria". Nella mia famiglia Tina Anselmi e Benigno Zaccagnini erano i modelli politici presentati ai figli. Ti immagini parlare di massoneria in casa nostra? Neanche all'asilo mi sono mai messo il grembiulino sentirmi accusato di questo da uno che ha fatto per quasi vent'anni il direttore del Sole e del Corriere mi lascia senza parole. Mi sembra difficile negare che storicamente la massoneria abbia avuto maggiore influenza nelle sedi di quei giornali che nelle parrocchie valdarnesi". Eppure De Bortoli "è capace di mettere in prima pagina i presunti finanziamenti di Banca Etruria al mio birrificio di fiducia ignorando che io non bevo birra e non conosco l'azienda di cui parla e di definirmi caudillo che e' l'equivalente spagnolo di Duce o Fuhrer espressione condita con "maleducato di talento", che detto da uno che ti ha appena dato del dittatore va inteso probabilmente come un complimento. Solo che io, cresciuto leggendo Chesterton, sono affezionato alla sua frase in cui definisce la democrazia come il governo dei maleducati e l'aristocrazia come il governo degli educati male. Mai stato aristocratico io mi domando come la legittima e doverosa critica possa degenerare nell'ossessione personale, dalle birre al caudillo, dalla massoneria alla maleducazione. Ma la contrarietà di De Bortoli non si ferma a me. Due episodi che riguardano due amici e collaboratori quali Marco Carrai nel primo caso, e Maria Elena boschi nel secondo, lo confermano".

BANCHE: Ci siamo affidati a Bankitalia, è stato un errore * Banche, Renzi: ci siamo affidati a Bankitalia, è stato un errore "Lo abbiamo pagato assai caro" Roma, 12 lug. (askanews) - "Quando arriviamo a Palazzo Chigi il dossier banche è uno di quelli più spinosi. Ci affidiamo quasi totalmente alle valutazioni e alle considerazioni della Banca d'Italia, rispettosi della solida tradizione di quella prestigiosa istituzione. E questo è il nostro errore, che pagheremo assai caro dal punto di vista della reputazione più che della sostanza". Lo scrive il segretario Pd Matteo Renzi nel suo libro Avanti, ricordando la sua esperienza al governo. 


MIGRANTI: Se l'Europa non fa la sua parte nell'accoglienza dei migranti noi non facciamo la nostra parte nel dare i soldi a quei paesi che non accolgono i migranti". Così Matteo RENZI, durante la presentazione del suo libro, parlando del tema migranti. 
Renzi: D'Alema smentisce incontro con Berlusconi ma non c'era 

D'ALEMA: smentisce incontro con Berlusconi ma non c'era, "Ho letto che D'Alema ha smentito l'incontro tra me e Berlusconi ma è curioso perché D'Alema non partecipava all'incontro. Sfido chiunque a dire che non è andata in quel modo". 

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