Pensioni news: anche usuranti e notturni nella quota 41

15 marzo 2017 ore 11:57, Gianfranco Librandi
Estensione della quota 41 agli usuranti e ai lavoratori notturni. Questa è l’ultima variazione e l’ultima notizia utile in seno alla Riforma delle Pensioni per la quale si attendono i decreti attuativi oltre modifiche e precisazioni.
La Legge di Bilancio conferma l'estensione dell'agevolazione, garantita però solo entro precise risorse annuali, non solo agli addetti alle professioni gravose definite dalla stessa legge, agli invalidi, a chi assiste familiari con disabilità grave e ai lavoratori disoccupati a seguito di licenziamento ma anche alle categorie di lavori usuranti e notturni come attualmente già definite nel Dlgs 67/2011 che, come noto, consentono il pensionamento anticipato ai lavoratori dipendenti del settore privato o del pubblico impiego che abbiano svolto determinate mansioni riconosciute per l'appunto usuranti.

NEL DETTAGLIO
Dal prossimo 1° maggio 2017, pertanto, oltre al pensionamento con la quota 97,6 (valore che può essere centrato alternativamente con 61 anni e 7 mesi di età e 36 di contributi oppure con 62 anni e 7 mesi di età e 35 anni di contributi) senza più l'applicazione della finestra mobile i lavoratori addetti a lavori faticosi e pesanti di cui all'articolo 2 del decreto del ministero del lavoro del 19 Maggio 1999, potranno utilizzare, se più favorevole alla disciplina delle quote, il pensionamento anticipato a 41 anni di contributi a prescindere dall'età anagrafica i seguenti lavoratori:
- i lavoratori addetti alla cosiddetta ‘linea catena’
- i conducenti di veicoli adibiti a servizio pubblico di trasporto collettivo di capienza non inferiore a nove posti
- i lavoratori notturni con almeno 64 notti lavorate l'anno . 
Unica condizione, aver lavorato almeno 12 mesi prima del 19esimo anno di età. Questa tipologia di pensionamento, è bene ricordarlo, non porterà alcuna penalità sulla misura dell'assegno pensionistico.  La tavola sottostante riepiloga, pertanto, le novità in arrivo per gli addetti alle mansioni usuranti. 

Pensioni news: anche usuranti e notturni nella quota 41

Gli usuranti e i notturni potranno in sostanza godere, ricorrendo le condizioni sopra esposte, sino ad un anticipo massimo di 5 anni sulla normale pensione di vecchiaia (61 anni e 7 mesi contro 66 anni e 7 mesi) se in possesso di 36 anni di contribuzione, o di un anno e dieci mesi (dieci mesi le donne) sulla pensione anticipata se hanno lavorato almeno 12 mesi prima del 19° anno di età (41 anni di contribuzione contro i 42 anni e 10 mesi di contributi previsti sulla pensione anticipata, 41 anni e 10 mesi le donne). 
Resta inteso che ove non scattino i predetti benefici l'età pensionabile resta agganciata ai requisiti standard per la pensione di vecchiaia (66 anni e 7 mesi, 65 anni e 7 mesi le donne) o 42 anni e 10 mesi di contributi, a prescindere dall'età anagrafica (41 anni e 10 mesi le donne). 
Le prossime istruzioni attuative dovranno colmare però una lacuna di legge circa le modalità di accertamento dei benefici per questi lavoratori. Di regola chi intende fruire dei benefici per il lavoro usurante, secondo la normativa agevolata contenuta nel Dlgs 67/2011, deve infatti presentare domanda di accertamento all'Inps entro il 1° marzo 2017. La legge di bilancio, tuttavia, non ha chiarito se tale scadenza deve essere rispettata anche da coloro che vorrebbero giovarsi dell'uscita con 41 anni di contributi. 

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