Viminale, nuove regole per migranti con lavoro a rifugiati: giallo stipendio

16 gennaio 2017 ore 11:57, Americo Mascarucci
"Chi chiede asilo dovrà lavorare, servizi socialmente utili in cambio dello status di rifugiato". 
E' il punto cruciale del nuovo piano dell'immigrazione predisposto dal Ministro dell'Interno Marco Minniti che sarà presentato in Parlamento.
Lavoro, espulsioni, rimpatri, queste le tre gambe su cui dovrebbe poggiare la svolta targata Minniti.
Ma andiamo a vedere nei dettagli cosa cambia realmente.
Quando un migrante sbarcherà in Italia verrà dichiarato "sedicente" rispetto alle generalità da lui dichiarate. Sarà compito delle Commissioni poi verificare se corrispondono a verità. 
Nel frattempo, visto che l'attesa media per essere valutati dalle Commissioni è di 12 mesi, il richiedente asilo verrà inserito in un piano di lavori socialmente utili: chi partecipa potrà ottenere con più facilità lo status di rifugiato. 
L'intento del ministro è far andare questo sistema a regime, in modo che, modificando l'attuale normativa, il lavoro diventi un requisito obbligatorio. C'è da superare, però, l'ipotesi retribuzione, che al momento rappresenta uno scoglio. 
Viminale, nuove regole per migranti con lavoro a rifugiati: giallo stipendio

Poi c'è la riapertura dei Cie (Centri di identificazione ed espulsione).
Per Minniti dovranno essere piccoli, situati fuori dai centri cittadini e vicini a infrastrutture come gli aeroporti: potranno avere un massimo di 100 posti ciascuno e in essi saranno destinati i sospetti criminali da rimpatriare.. 
All'interno sarà presente la figura di un garante per verificare il rispetto dei diritti e delle procedure. 
I poliziotti saranno impiegati all'interno per le identificazioni, mentre la sorveglianza all'esterno spetterebbe all'esercito. 
Sarà inoltre previsto un solo grado di appello nel caso di bocciatura della domanda di asilo.
Da definire invece le modifiche al reato di clandestinità.
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