Il 'salva risparmio' è legge: con lo 'scudo' il Tesoro rientra in banca

17 febbraio 2017 ore 11:13, Luca Lippi
Ieri la Camera ha dato il via libera finale alla conversione in legge del decreto salva-risparmio (246 voti favorevoli, 147 contrari e 22 astenuti), varato dal governo nelle ore successive al fallito aumento di capitale del Monte dei Paschi di Siena. Dunque diventa legge lo scudo da 20 miliardi di euro per mettere in sicurezza il sistema bancario italiano.
Il presidente del Consiglio ha subito espresso soddisfazione su Twitter “Un passo avanti per garantire più sicurezza economica a famiglie e imprese”. Il passo è stato compiuto dal governo a una settimana dalla pubblicazione del rapporto-Paese stilato dall’Unione europea, che alla situazione del credito in Italia dedica un ampio capitolo, mettendo in risalto la necessità di continuare a intervenire sui non performing loan.
Entrando nel dettaglio:

RICAPITALIZZAZIONE
In sostanza, il nodo sciolto con il ‘salva-risparmio’ è l’ingresso dello Stato nel capitale degli istituti. In sostanza, dopo quanto fatto dal governo per il Monte Paschi da oggi il medesimo trattamento può essere adottato per Popolare di Vicenza e per Veneto Banca. L’intervento dello stato si concretizza nella possibilità di concedere una garanzia sulle passività degli istituti con sede in Italia che abbiano un patrimoni netto positivo, ma bisogno di liquidità; alle banche in risoluzione e alle good bank nate da processi di risoluzione. Gli istituti che godranno della garanzia dovranno a loro volta presentare un piano di ristrutturazione, a meno che non rimborsino gli aiuti entro due mesi.

Il 'salva risparmio' è legge: con lo 'scudo' il Tesoro rientra in banca

CRITERI DI VALUTAZIONE PATRIMONIALE
I criteri di riferimento per determinare il prezzo delle azioni, distinguendo aziende quotate e quelle non quotate, sarà agganciato all’andamento del titolo nei 30 giorni precedenti l’operazione. Il nuovo prezzo sarà attribuito ad azionisti e creditori degli istituti messi sotto ricapitalizzazione precauzionale.
Nel caso di sospensione della contrattazioni per oltre 15 giorni, (come ad esempio Mps) il valore dell’azione sarà il minore tra il prezzo di riferimento medio sui 30 giorni e quello determinato in base alla consistenza patrimoniale e ai criteri previsti per le non quotate. 
Due sono i livelli di sconto sul valore delle azioni: uno per gli obbligazionisti subordinati i cui titoli saranno convertiti in azioni e uno per il Tesoro. Per lo Stato è previsto uno sconto al 25% contro il 15% degli azionisti, Gli istituti che riceveranno il sostegno pubblico potranno contare sulla neutralità fiscale del burden sharing, vale a dire la condivisione dei rischi tra azionisti e obbligazionisti.

RIMBORSI
Prevista l’estensione al 31 maggio dei termini per richiedere i rimborsi forfettari per i risparmiatori delle quattro banche regionali messe in risoluzione a novembre 2015 (Banca Marche, Banca Etruria , CariChieti e CariFerrara). La platea degli aventi diritto viene estesa al secondo grado di parentela. Ma nessun meccanismo di compensazione sarà previsto per chi ha acquistato obbligazioni subordinate di una banca in risoluzione dopo il 1 gennaio 2016, data di entrata in vigore della direttiva europea sul bail-in, in quanto si presume che l’investitore conosca i rischi connessi ai prodotti scelti.

BLOCCO ALLE SPECULAZIONI
Come richiesto dalla Consob in audizione, si prevede un limite al riacquisto delle azioni che il risparmiatore ottiene con l’applicazione del burden sharing. Il ristoro non potrà superare il prezzo d’acquisto.

LA LISTA DEI GRANDI DEBITORI
La maggioranza si è limitata a decidere che il Tesoro dovrà presentare al Parlamento una relazione quadrimestrale con i profili di rischio anonimi di quanti vantino un debito pari o superiore all’1% del patrimonio creditrice.

BANCHE DI CREDITO COOPERATIVO
Le bcc potranno in questo modo trasformare in credito d’imposta le perdite derivanti dalle svalutazioni dei crediti effettuati fino al 2015. Una misura che secondo la relazione tecnica varrà circa 6,2 miliardi

BANCHE POPOLARI
Manca il pronunciamento della Consulta sulla costituzionalità delle norme sul diritto di recesso dei soci delle popolari che si trasformeranno in spa, ogni proroga o decisione che riguarda la riforma del comparto è congelata. Nel caso comunque che il Mef entri nel capitale di una popolare si muoverà come un azionista di una spa. Non varrà quindi il principio del voto capitario. Questa è una misura che fa pensare a una particolare attenzione alle banche Venete su cui il Mef è intenzionato a intervenire.

IN CONCLUSIONE
In linea di principio è stato confermato quello che già era noto, tuttavia nel decreto c’è un capitolo destinato all’educazione finanziaria degli italiani. In sostanza sono state destinate risorse (un milione di euro l’anno) per favorire l’educazione finanziaria degli italiani. Per lo scopo sarà istituito un comitato di 11 componenti per programmare e coordinare le attività. Un organismo che dovrà essere istituito entro 3 mesi, ha ricordato il presidente della commissione Finanze della Camera, Maurizio Bernardo. Sarebbe interessante conoscere questo programma di finanza per ‘dummies’.

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autore / Luca Lippi
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