Prima nave Ong fermata a Lampedusa: nessun sequestro e inchiesta

02 agosto 2017 ore 15:14, Luca Lippi
Nei giorni scorsi il Viminale aveva chiesto alle Ong di firmare un codice di condotta per poter attraccare ai porti italiani. Il fronte del no è stato quasi totale, con l'eccezione di Save the Children e Proactiva Open Arms su dieci ong che operano a largo della Libia. Questa notte la Guardia costiera italiana ha fermato e scortato in porto la nave di una ong tedesca appartenente al gruppo di Ong che non ha firmato l’accordo con il governo italiano. Ma con quali effetti? Oggi è stato diffuso un comunicato in cui parlava genericamente di “conseguenze” per le ong che non avevano firmato e secondo fonti anonime consultate dai principali quotidiani le “conseguenze” sarebbero state probabilmente controlli aggiuntivi da parte della polizia. Infatti, dopo che il comandante della Capitaneria di porto di Lampedusa, il tenente di vascello Paolo Monaco, è salito a bordo, e ha controllato che tutti i documenti della nave e dell’equipaggio risulteranno in regola. Poi alla nave probabilmente sarà permesso di ripartire già oggi. 
Prima nave Ong fermata a Lampedusa: nessun sequestro e inchiesta
LA NAVE FERMATA
Si tratta della Iuventa, un ex peschereccio diventato una nave di soccorso per migranti. 
La Ong tedesca JUGEND RETTET (questo il nome completo) è stata fondata nel giugno 2015, ed è battente bandiera olandese. Di 33 metri per 184 tonnellate effettua missioni di due settimane con un equipaggio di 12-15 persone. Fornisce anche assistenza sanitaria in collaborazione con la onlus italiana Rainbow for Africa. Utilizza come base logistica Malta. ?
Non ha firmato il cosiddetto “codice delle ong“ e l'Ansa riporta che "per scortare in porto la Iuventa sono intervenute diverse motovedette della Guardia costiera, con un grande spiegamento di forze dell’ordine anche sulla banchina".
AGGIORNAMENTO DELLE 15:00
La storia della Iuventa non è recente, già in aprile Repubblica aveva riportato di una indagine proprio sulla Iuventa di Jugend Rettet da parte della Procura trapanese aperta dopo che, al termine di uno sbarco, alcuni verbali di migranti, ma anche di cosiddetti scafisti per necessità avevano rivelato contatti diretti tra alcuni componenti dell'equipaggio della Ong tedesca e le organizzazioni di trafficanti. Contatti che avrebbero poi trovato parziale conferma nei tabulati telefonici degli scafisti e in alcune intercettazioni disposte successivamente.
Secondo quanto riporta Repubblica, il procuratore Cartosio, che il prossimo 10 agosto lascerà Trapani per insediarsi alla guida della Procura di Termini Imerese, non dice una sola parola né a conferma né a smentita del mandato che starebbe alla base del fermo della nave di ieri sera. A bordo c'erano anche due migranti siriani che erano stati salvati da una nave della Marina militare e trasbordati sulla Iuventa. I due sono stati ora accompagnati al centro di accoglienza di Lampedusa.
Dalla Ong tedesca fanno sapere che "La Iuventa non è stata confiscata, l'equipaggio non è stato arrestato. Quello che è successo è una procedura standard. Aspettiamo altre informazioni".
autore / Luca Lippi
Luca Lippi
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