Taxi, Uber e Delrio: riordinare settore per evitare il blocco. Ma Sindacati...

22 marzo 2017 ore 10:22, Luca Lippi
Uber, taxi e sindacati combattuti sulle soluzioni proposte dal Mit. Il decreto di riordino del trasporto pubblico sarebbe alle fasi finali.
Tre i punti chiave; per prima cosa verrebbero istituite delle "aree protette" per gli Ncc: in pratica delle zone di competenza, libere, per gli autisti di auto a noleggio, che una volta lasciato il cliente non dovrebbero rientrare nelle autorimesse di partenza (vincolo per altro mai applicato, come chiarito da ultimo nel Milleproroghe), ma limitarsi a restare in un ambito territoriale ottimale, forse su base regionale.
Il secondo aspetto riguarda una stretta sui controlli nei confronti delle app che permettono l'incontro tra domanda e offerta di viaggi con autista. Sarebbe invece da leggere come una apertura ai tassisti l'innovazione allo studio in termini di maggiore flessibilità sul cumulo delle licenze, sui turni e sui prezzi da applicare (mantenendo però le tariffe fisse per alcuni servizi come il collegamento agli aeroporti).

Taxi, Uber e Delrio: riordinare settore per evitare il blocco. Ma Sindacati...

LE DICHIARAZIONI DEL MIT
Alle 15 oggi nuovo incontro al Mit con i sindacati per scongiurare lo sciopero di domani. A tale proposito il ministero fa sapere: Sta proseguendo il percorso previsto dopo l'incontro con le associazioni rappresentative del settore taxi un mese fa e dopo l'apertura del tavolo con taxi e Ncc. Le rappresentanze Taxi sono state convocate dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti oggi e quelle Ncc per la prossima settimana”. Nella nota del Mit si legge ancora “Sono pronti per il confronto una bozza del decreto interministeriale Mit-Mise attuativo dell'articolo 2 DL 40/2010 per misure tese ad impedire pratiche di esercizio abusivo del servizio taxi e del servizio noleggio con conducente o, comunque, non rispondenti ai principi ordinamentali che regolano la materia e una prima stesura dei principi per attuare la delega di riordino del settore inserita nella legge quadro 21/92, ‘Concorrenza’, di prossima approvazione. Il percorso individuato, sta portando alla definizione dei principi oggetto del confronto. In questo percorso, oltre al tavolo permanente con i vettori, il ministero si è riservato di consultare, come è sua prerogativa, altri attori che, a diverso titolo, si occupano della materia”.

LA REAZIONE DEI SINDACATI
La soluzione sembra non convincere i sindacati. Come spiega Nicola di Giacobbe della Filt Cgil-Unica "le autorizzazioni per Ncc e le licenze per i taxi sono rilasciate dai Comuni, per le esigenze di mobilità dei loro cittadini. Il governo non deve far altro che demandare alle Regioni il compito di stabilire l'entità territoriale dei bacini dei servizi. Ma sul vincolo di far passare le auto con conducente dal garage non si può retrocedere: è fondamentale perché i due mercati di riferimento restino separati. Il taxi è un 'servizio alla piazza', il noleggio ha esigenze diverse: macchina disponibile per più ore. Siamo contrari ad abolire questo vincolo". 
Il sindacalista solleva anche il problema della normazione delle nuove tecnologie: "Stanno entrando sempre più soggetti sul mercato. Le pare normale che se apro un'applicazione per condividere un viaggio trovo decine di guidatori pronti a portarmi dalla stazione Termini a Fiumicino? Se stanno diventando strumenti di lavoro, bisogna intervenire: la tecnologia non può essere uno strumento di concorrenza sleale".  

UBER
L'impostazione di Uber è invece di tutt'altro tenore. Il general manager per l'Italia, Carlo Tursi, nei giorni scorsi ha aperto a una forma di risarcimento per i tassisti in una fase transitoria di apertura del mercato. In una nota ufficiale Tirsi ha spiegato:  "Oggi siamo finalmente di fronte all'opportunità di offrire alle persone quello che chiedono: più scelta e qualità nei servizi che usano per spostarsi. Le nuove tecnologie possono e devono consentirlo seguendo regole fatte per tutelare i consumatori e che aprano alla concorrenza nel settore. Solo in questo modo sarà possibile avere servizi più economici e creare lavoro. Ci auguriamo che il governo ascolti anche le voci dei cittadini e dei consumatori".
Intanto si comincia a contare a livello globale l'impatto economico che Uber ha sui tassisti, a cominciare dal "valore" delle licenze. Secondo uno studio della New York City Taxi and Limousine Commission negli ultimi tre anni nella Grande Mela il valore delle licenze taxi individuali è crollato di oltre il 50%. Da un milione di dollari nel 2014 a poco meno di 500 mila ad inizio 2017.

IN CONCLUSIONE
Uber spinge sostenendo che il servizio offerto è accessibile e non circoscritto solamente alla fascia alta dell’utenza, i rappresentanti della categoria dei Taxisti si sentono presi in giro e non vogliono rinunciare allo sciopero e intanto ammoniscono il governo di mantenere gli impegni, mantenendo in piedi l’iniziativa di una nuova agitazione prevista domani.

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autore / Luca Lippi
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