Pensioni, quota 96: le novità e la grana della classe ’52 per Gentiloni

23 dicembre 2016 ore 23:59, Luca Lippi
l'Onorevole Maria Luisa Gnecchi durante la conferenza stampa che si è tenuta nel pomeriggio di mercoledì 21 dicembre presso Montecitorio, in merito alla circolare Inps n.35 del 2012, tuona riguardo la questione ‘quota 96’. Dichiara in polemica con l’Inps: “Esistono ancora donne nate nel 1952 e uomini che hanno perfezionato la quota 96 nel 2012 che non sanno di avere il diritto (se hanno lavorato nel settore privato) di andare in pensione a 64 anni. Questa è l'unica gradualità che abbiamo faticosamente conquistato durante la discussione del Salva Italia, quindi nelle famose notti del dicembre 2011".
La parlamentare Dem a difesa dei lavoratori esclusi dichiara:Noi l'avremmo voluta (quota 96) anche per il settore pubblico ed il settore autonomo. Non è stata d'accordo la Ministra Fornero. Abbiamo provato successivamente ad estenderla, ma purtroppo la RdS ce l'ha calcolata talmente pesante dal punto di vista economico, che non siamo riusciti”, a questo punto però la Gnecchi rivendica il diritto per chi rientra nel provvedimento "almeno tutti coloro che hanno lavorato nel settore privato, vogliamo che sappiano che hanno diritto".

Pensioni, quota 96: le novità e la grana della classe ’52 per Gentiloni

La contesa nasce dall’interpretazione dell'Inps sulla vicenda, Dice l’Onorevole  Gnecchi: "Purtroppo la circolare 35 del marzo 2012 ha previsto che questo diritto valga per chi fosse occupato il 28/12 del 2011: ovviamente noi già dal marzo del 2012 abbiamo sostenuto che la legge non prevede questa data e per noi era ancora più importante permettere di andare in pensione a chi il lavoro lo avesse già perso" specifica la Parlamentare, "e quindi non fosse al lavoro il 28/12 del 2011. La discussione con il Ministero del Lavoro e l'Inps è andata avanti fino a novembre del 2016. L'11 di novembre del 2016 l'Inps ha fatto una circolare correttiva" ha sottolineato l'On Gnecchi, ricordando che l'istituto di previdenza "ha quindi capito che non era indispensabile essere al lavoro il 28/12 del 2011. Ci teniamo anche a sottolineare che già la Manovra Fornero aveva previsto questa norma per 55mila persone con una pensione media di 17100 euro l'anno".
L’Onorevole Gnecchi ha poi proseguito specificando anche che :L'Inps ha corretto questa circolare, però è riuscita a mettere dentro altre clausole. Si deve avere tutta la contribuzione nel settore privato per poter andare in pensione e senza contribuzione figurativa volontaria. È una cosa assolutamente inaccettabile perché per esempio, per gli uomini rispetto a quota 96 non verrebbe calcolato il servizio militare". 
Tuttavia per la parlamentare Dem ancora più grave è che "non verrebbe riconosciuta la maternità obbligatoria fuori dal rapporto di lavoro, che è stata una vera conquista fatta nel 2000 con la legge di Livia Turco, riconoscendo per la maternità un periodo di contribuzione figurativa, anche se fuori dal rapporto di lavoro". 
In conclusione, l’Onorevole prendendo atto della situazione chiosa: "la cosa per noi  assolutamente inaccettabile è che con una circolare si possa addirittura prevedere di rimettere in discussione quelli che sono i pilastri del sistema previdenziale, non è che l'Inps può inventare quale sia la contribuzione utile, è evidente che questo comma 15 bis deve permettere di andare in pensione a tutte le nate nel '52 e a tutti coloro che hanno conquistato quota 96 nel 2012".

autore / Luca Lippi
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