Italia spalle al muro, Corte Ue: al Paese d'arrivo compete l'asilo dei migranti

26 luglio 2017 ore 11:15, intelligo
Anche in caso di "crisi migratoria", lo Stato europeo in cui i migranti arrivano è competente per l'esame delle richieste di asilo. La sentenza della Corte Ue mette l'Italia con le spalle al muro. 
Se da una parte tra le Ong e il Viminale è andato male all'incontro di ieri al ministero dell'Interno, con la mancata approvazione del Codice di condotta per le Organizzazioni non governative anche sul fronte Ue l'Italia appare sempre più isolata. E fregata. 

Solo la Commissione Ue manda segnali di collaborazione concreta nei confronti dell'Italia, con l'impegno di istituire una task force che aiuti l'asilo e il rimpatrio, più 100 milioni di euro del fondo per l'emergenza per rendere più attuabile il piano Minniti per l'accoglienza e l'integrazione. Per il resto nessuna apertura giuridica sulla condivisione del peso degli sbarchi a livello europeo. 
Italia spalle al muro, Corte Ue: al Paese d'arrivo compete l'asilo dei migranti
Dunque, riallacciandoci al discorso, l’Italia dovrà continuare a farsi carico delle persone che sbarcano sulle proprie coste. "L'attraversamento di una frontiera in violazione dei requisiti imposti dalla normativa applicabile nello Stato membro interessato - si legge nella sentenza - deve necessariamente essere considerato illegale ai sensi del regolamento Dublino III". Il dispositivo spiega, inoltre, che la nozione di "attraversamento irregolare di una frontiera" abbraccia anche la situazione in cui "uno Stato ammetta nel proprio territorio cittadini di un Paese non Ue invocando ragioni umanitarie e derogando ai requisiti di ingresso in linea di principio imposti ai cittadini di Paesi non Ue". L'unica eccezione al trasferimento di un richiedente asilo verso lo Stato competente di primo arrivo può essere prevista "se, a seguito del'arrivo di un numero eccezionalmente elevato di cittadini di Paesi non Ue intenzionati a ottenere una protezione internazionale, esiste un rischio reale che l'interessato subisca trattamenti inumani o degradanti in caso di realizzazione di tale trasferimento".
Il regolamento di Dublino, che disciplina il sistema comune di asilo, si deve applicare sempre, anche in caso di emergenza. In sostanza l'Italia dovrà continuare a farsi carico delle persone che sbarcano sulle proprie coste. 
La Corte di giustizia dell’Ue ha sostenuto l’impossibilità di applicare le norme attualmente in vigore nei casi di emergenza, e conferma la validità dell’impianto giuridico con cui fino ad oggi è stato gestito il fenomeno migratorio. 

La crisi per l'Italia è sempre più grande.

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