Di Maio choc: "Se Raggi rinviata a giudizio non si dimetterà". Ma Muraro sì

26 maggio 2017 ore 12:19, intelligo
Luigi Di Maio difende a spada tratta Virginia Raggi dalle pagine de Il Messaggero. 
D'altronde l'aveva sostenuta alle comunarie e poi durante la campagna elettorale e la pentastellata si dice sia la sua "cocca". Il punto è che il caso Marra (imputato con Sergio Scarpellini) rischia di farla cadere da Cavallo, anzi dalla Lupa, e oggi alla domanda se rinviata a giudizio cosa farebbe il M5S, il vice presidente della Camera parla chiaro: va a processo ma no si dimetterebbe, questa la sintesi. «Il nostro codice etico prevede che in caso di condanna in primo grado si venga esclusi dal M5S, o sospesi o espulsi. Ma ci riserviamo discrezionalità: ricordo che sono state adottate misure anche solo in caso di avviso di garanzia, se dalle carte legate all’avviso risultano evidenze immorali interveniamo immediatamente. Ma anche senza avviso: abbiamo espulso il sindaco di Gela perché rifiutava di tagliarsi lo stipendio nonostante l’impegno preso»: ha dichiarato nell'intervista.
Una posizione quella presa da Di Maio che sembra smentire quanto finora detto e proclamato dal Movimento, non lo stesso è successo per altri grillini, si pensi alla Giulia Di Vita e Riccardo Nuti in Sicilia che si sono dimessi in attesa di dimostrare la verità. Il Provvedimento del collegio d'altronde era stato chiaro: "Il loro comportamento è suscettibile di pregiudicare l'immagine del Movimento 5 Stelle".

Di Maio choc: 'Se Raggi rinviata a giudizio non si dimetterà'. Ma Muraro sì
Nella decisione, i probiviri ricostruivano inoltre la vicenda: "In particolare - si leggeva sul blog di Beppe Grillo - è stato segnalato come comportamento lesivo il non aver raccolto l'appello del garante del Movimento 5 Stelle che aveva
chiesto un'autosospensione a tutela dell'immagine del Movimento non appena si fosse venuti a conoscenza di un'indagine a carico". A questo si aggiungevano gli addebiti specifici, per i quali "sono stati segnalati inoltre come comportamenti non conformi ai principi del Movimento l'avvalersi della facoltà di non rispondere di fronte ai pm e il rifiuto di procurare un saggio grafico (come appreso dalle agenzie di stampa)".
Nel caso Raggi sarà diverso? Di Maio fa trasparire di sì: «Il nostro codice etico prevede che in caso di condanna in primo grado si venga esclusi dal M5S, o sospesi o espulsi. Ma ci riserviamo discrezionalità: ricordo che sono state adottate misure anche solo in caso di avviso di garanzia, se dalle carte legate all’avviso risultano evidenze immorali interveniamo immediatamente. Ma anche senza avviso: abbiamo espulso il sindaco di Gela perché rifiutava di tagliarsi lo stipendio nonostante l’impegno preso».
Ricordate il caso Muraro, l'ex assessore all'Ambiente che dopo l'avviso di garanzia arrivò alle dimissioni: "Muraro indagata? Non ha ancora ricevuto un avviso di garanzia ma nel caso il Movimento non ha mai fatto sconti a nessuno...".
Ecco deve aver cambiato idea Luigi. 

autore / intelligo
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