Vitalizi, camera approva ricalcolo: cosa cambia con l'abolizione

27 luglio 2017 ore 11:12, Luca Lippi
Taglio ai vitalizi per i parlamentari, o introduzione del calcolo retributivo anche per i parlamentari. Stiamo parlando della legge a firma Richetti. E’ tempo di riforma pensioni anche per i parlamentari. Ovviamente la riforma dei trattamenti pensionistici dei parlamentari non ha mancato di suscitare polemiche, in più di qualcuno anche stupore. La proposta prevede una riforma sulle pensioni dei parlamentari con l’introduzione di un calcolo contributivo simile a quello dei normali lavoratori pubblici. L’età di pensionamento, secondo le novità, sarebbe fissata a 65 anni.

VITALIZI GIA’ IN PAGAMENTO
La legge Richetti prevede un calcolo dell’assegno pensionistico sulla base del sistema contributivo vigente per i dipendenti delle pubbliche amministrazioni. Il ricalcolo su base integralmente contributiva è imposto per le pensioni di Parlamento, Regioni e provincie autonome e riguarderà anche chi percepisce già vitalizi.
Il montante pensioni, secondo quanto prevede la legge passata in parlamento e ora al vaglio del Senato, è determinato applicando un’aliquota e un coefficiente di trasformazione analogo a quelli dei normali lavoratori. In poche parole la situazione per i parlamentari sarà sostanzialmente uguale a quella dei normali dipendenti pubblici.
Inoltre è prevista l’istituzione di una ‘Gestione separata previdenza dei parlamentari’ presso l’Inps che dovrà gestire i contributi versati da membri di Camera e Senato.
La norma proposta e che ha creato più di qualche perplessità, è l’applicazione del calcolo contributivo anche ai vitalizi in essere.
Vitalizi, camera approva ricalcolo: cosa cambia con l'abolizione
VITALIZI GIA’ ABOLITI
C’è però da sottolineare che i vitalizi sono già stati aboliti nel 2012. Le novità introdotte allora e già vigenti prevedono che la pensione venga erogata sulla base dei contributi versati al Fondo pensioni di Camera e Senato e pari all’8,8% dell’indennità parlamentare, a cui si aggiunge una quota versata dalle Camere.
L’abolizione dei vitalizi è quindi già stata operata dal 1° gennaio 2012. Per chi aveva già maturato il diritto al vitalizio prima di quella data però nulla è cambiato con la riforma del 2011. Le novità della nuova legge a firma Richetti impone anche a loro il nuovo calcolo contributivo alla maniera degli altri dipendenti pubblici.
La sostanza della riforma delle pensioni dei parlamentari trova il nocciolo duro soprattutto per il suo effetto retroattivo. 

LE CRITICITÀ
Potrebbe emergere il problema della incostituzionalità della proposta, merito che sicuramente sarà sottoposto al vaglio della Consulta da parte di parlamentari che si vedono di colpo abbattuto un cosiddetto ‘diritto acquisito’. L’Aula ha escluso un esame preventivo della Consulta sulla norma, questo è il motivo per cui la Corte Costituzionale non si è ancora pronunciata sulla legge, tuttavia questo non si può escludere a seguito di ricorsi per vie legali. Il nodo è quello, appunto, dei diritti acquisiti  che non prevede unicamente un effetto futuro, ma anche retroattivo su chi già gode della pensione per parlamentari.
In realtà, però, il primo scoglio, che era quello della Camera, è stato già superato, ora tutto passa al Senato dove i numeri sono piuttosto ‘ristretti’. 

LA BEFFA
L’Inps ha certificato che 117 ex onorevoli della "Casta" potrebbero ritrovarsi un assegno ancora più pesante. Il ricalcolo contributivo dei vitalizi favorirebbe tutti quegli onorevoli che hanno attraversato più legislature. Vero è che con la legge Richetti il vitalizio medio scenderebbe da 56.830 euro annui a 33.568 lordi, comunque poca roba nel computo generale delle spese della Camera la cui voce di uscita maggiore sono le superpensioni dei dipendenti, roba da 400 milioni di euro l'anno.

PROBLEMI DI RICALCOLO ANCHE PER TUTTI GLI ALTRI
Quando si parla di ‘tutti gli altri’ si intendono gli italiani in generale. C’è un altro problema che rischia di emergere con violenza tra tutte le altre polemiche. In Parlamento, più di una voce autorevole (a cominciare da quella dell’ex ministro del Lavoro Pd Cesare Damiano) ha parlato di “pericoloso precedente”, facendo esplicito riferimento all’ipotesi che la soluzione del ricalcolo retroattivo dei vitalizi applicata ai parlamentari possa, in un momento successivo, essere utilizzata per tutte le pensioni. Lo stesso leader grillino Luigi Di Maio, del resto, ha lanciato il messaggio per le prossime tappe: “Preparatevi”, si potrà arrivare anche alle pensioni d’oro.
I dossier tecnici in materia, d’altra parte, non mancano. E recano tutti la firma di Boeri, oltre che degli esperti in materia Fabrizio e Stefano Patriarca, quest’ultimo oggi consigliere di Paolo Gentiloni, dopo esserlo stato di Matteo Renzi.

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autore / Luca Lippi
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