Grillo contro i giornalisti, non sembra teatro: "Sono qui, estrapolano frasi e..."

28 aprile 2017 ore 11:07, Luca Lippi
Grillo torna ad attaccare i giornalisti, stavolta lo fa in teatro a Livorno: “Guardateli in faccia e ricordatevi di loro”. Beppe Grillo indicando un gruppo di cronisti, in platea visibili non appena si sono accese le luci al suo spettacolo al Teatro Goldoni di Livorno, ha cominciato a inveire: “In sala stasera ci sono i giornalisti, guardate sono qui prendono appunti. Estrapolano pezzi di frasi e poi fanno i titoli sui giornali. Poi dicono che sono io pericoloso per l'informazione. Guardateli in faccia e ricordatevi di loro”.
Poi da teatrante, Grillo indicando lo stomaco dice: “Il mio cervello è qui. Non ho segreti né dentro né fuori per questo vi ho portato la mia rettoscopia”.
Alle spalle dell’attore un grande schermo dove scorrono le immagini dell'esame clinico e il comico affonda: “Vedete la sonda inizia il viaggio, ecco il buco nero: è quando incontrai Napolitano”. Le battute scorrono a fiumi come nello stile del comico, poi sullo schermo compaiono dei barattoli contenenti “i miei calcoli, il primo mi venne per colpa di Craxi”.
Grillo contro i giornalisti, non sembra teatro: 'Sono qui, estrapolano frasi e...'
Lo spettacolo (Grillo vs Grillo) del leader del M5S ha aperto con unSignori e signore siamo già nel futuro. Nel futuro del Movimento 5 Stelle. Siamo dappertutto, migliaia di persone nei meetup in tutto il mondo, 160 parlamentari eletti, ne abbiamo mandato via qualcuno.... Siamo rimasti in 9 ma va bene”. Aggiunge proseguendo nella sua rappresentazione: “Ho sempre fatto il comico e se dico tutto e il contrario di tutto da comico è satira, se lo dico da politico lo prendo in quel posto perché non ho l'immunità parlamentare”.
In chiusura del suo spettacolo a Livorno, città governata da una giunta M5s, Beppe Grillo ha elogiato pubblicamente il lavoro del sindaco Filippo Nogarin, invitando la sala ad applaudirlo: “Ha ereditato l'azienda dei rifiuti con 40 milioni di debiti e l'ha salvata con un concordato senza licenziamenti, ha introdotto il reddito di cittadinanza per 500 famiglie e tassa le macchine per incentivare l'uso della bicicletta per farvi respirare un'aria migliore. Che cosa volete di più”. 
L’attacco ai giornalisti è il seguito a quanto riportato il 25 aprile scorso dal suo blog: “Folle di gossippari e pennivendoli”. Poi citando il Vangelo secondo Giovanni e la scena di Gesù che arriva al Tempio e trova i mercanti: “Il Parlamento è il luogo più sacro, di una sacralità profana, della Repubblica Italiana, ma è sconsacrato ogni secondo, ogni minuto, frequentato impunemente, spesso senza segni di riconoscimento, da folle di gossipari e pennivendoli dei quotidiani alla ricerca della parola sbagliata, del titolo scandalistico, del sussurro captato dietro a una porta chiusa. Qualche deputato li scambia talvolta per colleghi e parla, parla per ritrovare sul giornale quella che credeva una conversazione privata. Mercanti di parole rubate”.
Secondo Grillo i giornalisti sarebbero persone che origliano discorsi e che attendono la mossa sbagliata per rovinare i parlamentari a 5 Stelle.  “Taci, il giornalista ti ascolta! Si nascondono ovunque. L’unica difesa è il silenzio, il linguaggio dei segni. I giornalisti non possono infestare Camera e Senato e muoversi a loro piacimento. Vanno disciplinati in spazi appositi, esterni al Palazzo. Per un’intervista chiedano un appuntamento, come si usa tra persone civili, non bracchino i parlamentari per le scale o al cesso. All’ingresso di Montecitorio e di Palazzo Madama va posto un cartello “No gossip. Il Parlamento non è un bordello.

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autore / Luca Lippi
Luca Lippi
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