Dietro le quinte Salvini ce l'ha con Berlusconi per 'la pedina' Zaia

28 febbraio 2017 ore 13:41, Adriano Scianca
Berlusconi e Salvini di nuovo ai ferri corti, Matteo sarebbe infuriato secondo fonti parlamentari. Galeotto fu l'endorsement dell'ex premier per il presidente del Veneto Luca Zaia. Beninteso, il Cavaliere ribadisce di essere ancora in campo, il candidato premier vuole essere lui, ma se si dovesse votare prima della sentenza di Strasburgo che potrebbe riabilitarlo, Berlusconi ha già in mente un'alternativa. 

Dietro le quinte Salvini ce l'ha con Berlusconi per 'la pedina' Zaia

E non è Salvini: “Se non potrò tornare in campo il centrodestra dovrà trovare una leadership al proprio interno. La classe dirigente c'è ed è molto valida sia tra gli azzurri sia tra i leghisti. Il governatore del Veneto, il leghista Luza Zaia, per esempio, si sta comportando molto bene. Dico Zaia ma potrebbe anche essere qualcun altro in grado di emergere ma soprattutto convincere tutti i moderati. Il centrodestra dev'essere moderato e allargato il più possibile”. Insomma, un candidato leghista, ma non il segretario della Lega. Una vera provocazione, rispedita al mittente da zaia stesso: “Basta con sta manfrina. Amministrare una Regione non è una questione semplice ma di impegno quotidiano e di credibilità. Per me resta una manfrina, per quanto riguarda la Lega abbiamo già un candidato, che è Matteo Salvini”. 

Ma è Salvini stesso a non nascondere la sua irritazione: “Sono orgoglioso che da altri partiti si indichino uomini della Lega alla guida del Paese. Zaia ha ribadito che farà il governatore del Veneto come Maroni farà quello della Lombardia. Il nostro candidato c'è ed è il segretario della Lega. Noi stiamo lavorando sul programma, preparando un pacchetto lavoro, sulle tasse, sulle imprese sui professionisti e sulle partite Iva. Il dibattito sui premier potenziali futuri ci appassiona poco”. Poi, parlando a Repubblica, rincara la dose: “Se qualcuno pensa di mettere zizzania nella Lega facendo nomi sbaglia”. Il riferimento alla zizzania non è casuale: nella Lega, come noto, non tutti sostengono il progetto salviniano. Quella di Maroni, tirato in ballo non casualmente dal segretario nella sua risposta, è una delle voci più critiche. Zaia resta in un ruolo più interlocutorio, ma Berlusconi sa che, mettendo in luce personaggi alternativi a Salvini, sta mettendo il dito nella piaga. E al leader del Carroccio, la cosa non va giù.
#Salvini #Berlusconi #Zaia
caricamento in corso...
caricamento in corso...