Ansia e batteri intestinali, il legame ''segreto'': la chiave nei MicroRNA

29 agosto 2017 ore 12:46, Stefano Ursi
L'ansia è un disturbo con cui moltissimi nel mondo hanno a che fare. Uno studio dell'Università di Cork, in Irlanda, pubblicato sulla rivista Microbiome, rivela che potrebbe esserci un legame batteri della flora intestinale e controllo dell'ansia. Il tutto si basa sulla relazione, che i ricercatori hanno rilevato, fra alcuni regolatori dei geni del cervello legati all'ansia (MicroRNA), e, appunto, i batteri intestinali. I ricercatori, si legge, hanno preso in esame dei topi e si sono accorti che quelli liberi da germi, tenuti in una 'bolla' libera da germi, mostravano ansia e deficit cognitivi e comportamenti assimilabili alla depressione.

Ansia e batteri intestinali, il legame ''segreto'': la chiave nei MicroRNA
immagine di repertorio
Così Gerard Clarke, tra gli autori dello studio: ''I microbi intestinali sembrano influenzare i microRNA nell’amigdala e nella corteccia prefrontale – dice – questo è importante perché possono influenzare processi fisiologici fondamentali per il funzionamento del sistema nervoso centrale e in regioni del cervello che sono fortemente implicate nello sviluppo di ansia e depressione''. ''La rivoluzione psicobiotica sta arrivando'' ha spiegato il Prof Cryan ''e ora possiamo aggiungere microRNA all'espansione di bersagli terapeutici nel cervello che può essere potenzialmente controllato tramite i batteri nel nostro tratto gastrointestinale''. Sia Clarke che Cryan predicano cautela, visto che, dicono, c'è bisogno di altri avanzamenti nella comprensione dei meccanismi sottostanti prima che la medicina traslazionale possa fare progressi in questo senso.

A scatenare l’ansia, secondo uno studio del 2016 dell'Università di Cambridge e che offre spunti interessanti, sarebbero diversi i fattori riconducibili allo stato d’animo di una persona: dalla paura, al disagio, alla preoccupazione. Tre elementi che protratti nel tempo possono diventare ingestibili, o incontrollabili e portare perfino a conseguenze fisiche quali, ad esempio, l’aumento della pressione sanguigna, nausea persistente e disturbi del sonno. Tutti sintomi che raccontano, dicono gli esperti, di un problema che non deve essere sottovalutato. Gli studiosi infatti raccomandano di prestare la massima “attenzione perché l’ansia è più comune di quanto si pensi” e se minimizzata, “può rendere la vita estremamente difficile”. Ne soffrono mediamente 4 persone su 100 e si rivela “più radicata” in alcuni Paesi quali l’America del Nord dove di ansia soffre l’8 per cento della popolazione.

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autore / Stefano Ursi
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