Pescherecci di Mazara attaccati fra Libia e Tunisia: ipotesi rappresaglia

03 agosto 2017 ore 10:41, Americo Mascarucci
Due pescherecci italiani facenti parte del Compartimento Marittimo di Mazara del Vallo, sono stati attaccati mentre si trovavano in acque internazionali vicino la località tunisina di Zarzis, non distante dal confine con la Libia. Si tratta dei pescherecci Aliseo e Anna Madre. Un episodio sconcertante reso ancora più allarmante dopo che il generale libico Kalifa Haftar a capo del governo di Tobruk avrebbe minacciato l'Italia avvisando: "Bombarderemo le navi italiane". I due pescherecci si trovavano in acque internazionali antistanti la località tunisina di Zarzis, non distante dal confine con la Libia.
Pescherecci di Mazara attaccati fra Libia e Tunisia: ipotesi rappresaglia

I FATTI
Ad attaccare i pescherecci un'imbarcazione tunisina a bordo della quale pare vi fossero miliziani libici. Soltanto il contemporaneo intervento di un elicottero militare italiano e di un’unità navale della Marina tunisina avrebbe permesso di evitare il peggio, facendo allontanare l’imbarcazione. 
Si sta cercando di caspire se l'attacco sia da collegare a questioni legate alla pesca, la famosa "guerra del pesce", o se invece i miliziani libici hanno agito nell'ambito della strategia annunciata dal generale Haftar, l’uomo forte del governo di Tobruk. Il generale avrebbe dato ordine alle sue forze di bombardare le navi italiane impegnate nella missione di supporto navale alla Libia concordata dall'Italia con il governo di Tripoli guidato dal premier Fayez Sarraj, l'unico riconosciuto dalla comunità internazionale. 
Tuttavia il Governo italiano avrebbe smentito le minacce di Haftar dicendo che si tratterebbe di informazioni non confermate considerando che sarebbero state divulgate, non dal governo di Tobruk, ma da un tweet dell’emittente Al Arabiya. E' vero però che il Parlamento di Tobruk ha espresso contrarietà all’operazione navale italiana concordata con Tripoli per porre in atto operazioni congiunte di contrasto ai trafficanti di esseri umani. Per il Parlamento di Tobruk la presenza delle navi italiane in Libia rappresenterebbe una violazione della sovranità nazionale.
Intanto il pericolo sembra essere scongiurato grazie all'azione congiunta di forze italiane e tunisine. 
"Esprimo grande apprezzamento per l’azione sinergica ed operativa del Ministero degli Affari Esteri italiano e dell’Ambasciata Italiana a Tunisi, della Marina Militare Italiana e della Marina Militare Tunisina – ha commentato il presidente del Distretto della pesca mazarese – tuttavia registriamo indignazione e sgomento per quanto accaduto, un ulteriore episodio di una “guerra del pesce” che dura da oltre 50 anni e mette a repentaglio l’incolumità dei nostri pescatori". E c'è chi è pronto a scommettere che questo attacco potrebbe essere l'inizio di una nuova guerra: dove il pesce potrebbe rappresentare soltanto un pretesto. 

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