Libia, Gentiloni incontra Sarraj e Haftar si vendica: “Bombardare navi italiane”

03 agosto 2017 ore 12:31, Luca Lippi
Il generale Libico Khalifa Haftar ha minacciato l’Italia di fare fuoco su ogni imbarcazione militare italiana in acque libiche. Dopo il recente incontro a Parigi è come se si fosse innescata una sorta di lotta di competizione tra Italia e Francia e nel mezzo ci sono i due rappresentanti libici che sono stati di recente oggetto di un accordo distensivo sotto l’ala protettrice della Francia. L’Italia da parte sua ha varato una missione militare in acque libiche. La decisione potrebbe essere il frutto di una conclamata competizione per offuscare l’attivismo di Macron, e non in seconda battuta, un cambio di rotta sulla questione dell’accoglienza, necessaria e sufficiente per non urtare equilibri elettorali del governo.
Libia, Gentiloni incontra Sarraj e Haftar si vendica: “Bombardare navi italiane”
LA SITUAZIONE
Macron ha tentato una pacificazione libica ma nella sostanza si è occupato di altro. La pacificazione libica non è possibile come non lo è stata già nel tentativo a marca Onu-Italia. Il generale Khalifa Haftar è il leader militare più forte e soprattutto erede delle superstiti forze militari del colonnello Gheddafi. Sarraj, è fin troppo debole e soprattutto ha potere al massimo su un pezzo di Tripolitania. Gentiloni, oltretutto, lo ha incontrato scatenando qualche perplessità nel generale libico Haftar.

IL CAMBIAMENTO DI STRATEGIA
Fino a qualche settimana fa, le barche degli scafisti erano a malapena in grado di galleggiare e le Ong erano accusate di arrivare troppo vicino alle coste libiche per soccorrerle. Ora invece vengono presentate come vascelli armati che non esitano a sparare contro le motovedette libiche. Quindi occorre andare in loro soccorso.

IN SINTESI LA SITUAZIONE REALE
Alla luce di tutto questo, parte la missione militare italiana, la missione si riduce all’invio di un pattugliatore classe Comandanti e di una nave supporto. Al Arabya ha diffusola notizia, non confermata, che l’unità potrebbe essere bombardata se entrasse in acque libiche, attività prevista dalla propria missione e dagli accordi con Sarraj.
Non è la prima volta che Haftar lancia minacce di questo tenore. Nella realtà, quello che resta dell’aviazione libica è qualche Mirage F1 e qualche MiG , comunque sufficienti, se il geberale lo ordinasse, a sganciare qualche bomba . La Classe Comandanti è composta da unità di piccola stazza, che per la difesa contraerea si affidano a mitragliere da 25 mm, ed al cannone OTO Melara 76/62 che può sparare il proiettile guidato antimissile antiaereo DAVIDE, ma nulla più. Dato il suo isolamento potrebbe essere un bersaglio a per qualche pilota libico (o mercenario), ma la chiave di tutto è che né l’Italia ha lanciato una vera e propria missione militare, né Haftar è in condizioni di accendere una miccia per così poco. La conclusione più ovvia è che la Francia, pur di fare i suoi comodi, sta scatenando il solito caos senza assumersene la responsabilità.

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autore / Luca Lippi
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