Calenda Vs bonus Renzi. Il Ministro sogna un futuro da leader

03 marzo 2017 ore 10:55, Americo Mascarucci
Chissà se ieri Matteo Renzi nell'ascoltare le parole del Ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda contro la politica dei bonus si sarà sentito un pò Giulio Cesare nel momento in cui riceve la pugnalata fatale dal pupillo Bruto? Ma come, l'ex premier l'ha voluto prima ambasciatore a Bruxelles, poi ministro dello Sviluppo e adesso proprio lui demolisce il fiore all'occhiello del Governo Renzi, ossia quella politica dei bonus tanto sbandierata?
Inevitabilmente in molti hanno letto nelle dichiarazioni di Calenda una chiara presa di posizione anti-renziana, sebbene il ministro si sia poi affrettato a chiarire di non aver voluto fare alcuna polemica, né tantomeno un attacco nei confronti dell'ex Premier al cui governo riconosce grandi meriti.
Calenda Vs bonus Renzi. Il Ministro sogna un futuro da leader

LE DICHIARAZIONI DI CALENDA
"Per creare lavoro e reddito non esistono scorciatoie, non esistono invenzioni di redditi, invenzioni di lavori, invenzioni di bonus - ha dichiarato il Ministro intervenendo alla cerimonia al Quirinale per la consegna dei premi Leonardo - Dobbiamo essere realisti: non credo sia compito del governo spargere ottimismo né che sia compito dell’opposizione spargere pessimismo. Serve un percorso che si basi sul realismo, sui dati, sulla complessità".
Le stesse accuse che per mesi le opposizioni hanno lanciato contro Renzi ora appaiono rilanciate dall'ex pupillo di Luca di Montezemolo, poi diventato stretto collaboratore dell'ex Presidente del Consiglio. 

I RETROSCENA
Inevitabilmente, al di là delle precisazioni e delle smentite, il messaggio appare chiaro: Calenda ritiene da archiviare la politica del Governo Renzi per ciò che riguarda i bonus e i redditi che al contrario l'ex premier, candidato alla segreteria del Pd intende rilanciare. E c'è chi guarda oltre, e legge nella presa di distanza del Ministro la volontà di smarcarsi dal renzismo per proiettarsi verso un'altra dimensione. 
Non è detto che alle prossime elezioni, ancora di più con l'incognita di una legge elettorale tutta da riscrivere, in caso di vittoria del Pd, Renzi possa automaticamente tornare a Palazzo Chigi pur riconfermato segretario del partito.
Se il Pd non sarà in grado di avere la maggioranza dovrà necessariamente aprirsi alle larghe intese e quindi dovrà trovare figure in grado di andare oltre il Pd, magari abbracciando anche il campo moderato del centrodestra leggi Berlusconi) 
Forse Calenda sta già guardando in quella direzione? Del resto come detto viene dal mondo dell'industria, è un imprenditore prestato alla politica, e potrebbe ben ambire ad un ruolo di federatore dei moderati. 
Prendere le distanze da Renzi oggi quindi, potrebbe essere parte di una strategia studiata per il medio lungo termine?
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