Governo, Gentiloni assegna proprio a Poletti deleghe su politiche giovanili

03 marzo 2017 ore 16:00, intelligo
Governo, Gentiloni assegna proprio a Poletti deleghe su politiche giovanili
Il Consiglio dei ministri ha condiviso la decisione del presidente Paolo Gentiloni di conferire al ministro del Lavoro e delle politiche sociali Giuliano Poletti le funzioni, attualmente proprie, in materia di politiche giovanili, servizio civile nazionale e universale, nonché integrazione.
Lo rende noto palazzo Chigi a proposito delle decisioni del Cdm di oggi. Il Consiglio dei ministri ha inoltre approvato l'integrazione della delega di funzioni conferita dal ministro dell'Economia e delle finanze Pier Carlo Padoan al vice ministro Luigi Casero. L'integrazione riguarda le funzioni relative al contenzioso valutario e all'attività finalizzata al contrasto del riciclaggio, nonché quelle per la disciplina della revisione legale e della gestione dei relativi registri ed elenchi, spiega sempre palazzo Chigi.

IL PRECEDENTE CHE INDIGNO' I GIOVANI

"Le dichiarazioni sui giovani che lasciano l'Italia sono state un mio errore per un inciso sbagliato, un'espressione molto lontana dal mio pensiero". Il Ministro del Lavoro Giuliano Poletti così chiese scusa dinnanzi all'aula del Senato per le frasi rivolte verso i giovani emigrati all'estero in cerca di lavoro che avevano portato le opposizioni a presentare una mozione di sfiducia contro di lui. Poletti aveva detto che era meglio averli "fuori dai piedi". Ma il Ministro si giustificò così: "In ragione degli incontri svolti in quelle ore, dove avevo dialogato con tanti giovani che si stanno impegnando per realizzare le loro aspettative in questo paese riportando impressioni molto positive, ho risposto in modo sbagliato ad una domanda sulla fuga dei cervelli all'estero, contrapponendo lo sfrozo e l'impegno di questi ragazzi che restano in Italia con quelli dei loro coetanei che scelgono un altro paese per costruire il loro futuro. Ho sostenuto che non è giusto affermare che quelli che lasciano il nostro paese sono i migliori e di conseguenza che quelli che restano hanno meno competenze e qualità degli altri".
autore / intelligo
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