Orlando anti-Minniti sui migranti: cosa c'è dietro lo scontro fra ministri

31 agosto 2017 ore 10:08, Americo Mascarucci
E' scontro al bon ton fra il ministro della Giustizia Andrea Orlando e quello dell'Interno Marco Minniti. Oggetto del contendere i migranti e lo stato dell'accoglienza in Italia. Dalla festa dell'Unità di Pesaro l'inquilino del Viminale aveva detto: "Ad un certo momento ho avuto paura. Davanti all' ondata migratoria e alle problematiche di gestione dei flussi avanzate dai sindaci, ho temuto che ci fosse un rischio per la tenuta democratica del Paese. Per questo dovevamo agire come abbiamo fatto non aspettando più gli altri Paesi europei". Il ministro della Giustizia però corregge il tiro e sembra prendere le distanze dal collega pur facendo di tutto per non dare l'impressione di essere in disaccordo con lui.
Orlando anti-Minniti sui migranti: cosa c'è dietro lo scontro fra ministri

COSA HA DETTO ORLANDO
Orlando intervenendo sempre a Pesaro ha spiegato: "Vedo che sta tornando un fascismo non giustificato da nessun flusso migratorio al mondo. Non credo sia in questione la tenuta democratica del Paese per pochi immigrati rispetto al numero dei nostri abitanti. Non cediamo alla narrazione dell'emergenza perché altrimenti noi creiamo le condizioni per consentire a chi vuole rifondare i fascismi di speculare. Bisogna evitare di associare immigrazione e sicurezza. Dovremmo convivere con il fenomeno dell'immigrazione e sul tema il ministro Minniti sta facendo bene". 
Il classico metodo del bastone e della carota? L'attacco mitigato dall'elogio finale? Appare evidente come il Ministro Orlando abbia voluto prendere le distanze da Minniti come del resto avvenuto anche in passato: la linea dura del Viminale contro quella dialogante e più soft di Via Arenula? Non è un mistero che anche sul codice di condotta delle Ong fra i due ministri non fossero tutte rose e fiori. Ma dietro probabilmente c'è uno scontro che va ben oltre la questione migranti e riguarda gli equilibri interni del Pd: con i due pronti ad aspirare a futuri roli di leadership. E se Orlando in realtà ha già sfidato Renzi in occasione dell'ultimo congresso uscendo con le ossa (quasi) rotte, adesso molti vedono in Minniti un potenziale prossimo leader pronto a sfidare il segretario. E non è un caso che da tempo Minniti sia nel mirino dei renziani duri e puri come dimostrano le polemiche scatenate dal ministro Delrio contro il codice di condotta delle Ong. 

IUS SOLI
Anche Orlando come Minniti però semgbra confermare la linea del Governo sullo Ius Soli .
"Se c'è la volontà c'è anche il tempo per fare questa legge molto importante - ha detto -  Che è una legge di civiltà ed è conveniente per la sicurezza dei cittadini. Perché chi non ha cittadinanza è deresponsabilizzato". Ora tutto sta nel capire se ci saranno o meno i numeri per approvare la legge sulla cittadinanza agli stranieri nati in Italia arenatasi in Parlamento prima della pausa estiva e ritirata per volontà del premier Gentiloni in attesa di tempi migliori. Nella maggioranza pesava il no di Area Popolare che ora però dopo la chiusura dell'accordo con il Pd in Sicilia potrebbe mitigare la sua posizione e dare semaforo verde allo Ius Soli. Del resto il No degli alfaniani sembrava tanto un retaggio dello scontro Alfano-Renzi seguito allo sgambetto dem sulla legge elettorale.

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