Forum Ambrosetti: personalità, dichiarazioni e 'nodo francese'

04 settembre 2017 ore 23:59, Luca Lippi
Arrivata alla conclusione l’annuale riunione del Forum Ambrosetti, celebrato a Como, Villa d'Este di Cernobbio. Facciamo un bilancio per comprendere in sintesi quanto è stato discusso. Prima di ogni cosa, per chi non si occupa professionalmente di Economia facciamo una panoramica per far capire cos’è questo meeting. Il Forum Ambrosetti è un evento che ha luogo dal 1975 annualmente, la location è sempre la medesima. Agli incontri vengono invitati a partecipare capi di Stato, ministri, premi Nobel ed economisti ai più elevati livelli mondiali. In questo consesso si dovrebbe discutere degli scenari economici e geo-politici mondiali, europei e, ovviamente italiani. A cernobbio andrebbero analizzati anche i principali sviluppi scientifici e tecnologici e i loro effetti sul futuro delle istituzioni, delle imprese e, in generale, della società civile. 
QUALI SONO STATI GLI ARGOMENTI IN AGENDA
Il titolo della riunione giunta alla sua 43esima edizione eraLo scenario di oggi e di domani per le strategie competitive”. 
Come di consueto, nel corso dei lavori saranno presentate una serie di ricerche verticali realizzate da The European House – Ambrosetti in particolare:
-Un’analisi comparativa sui principali indicatori macroeconomici delle maggiori economie rielaborata da The European House – Ambrosetti sulle previsioni di oltre 16 istituti finanziari internazionali;
-Ambrosetti Club Economic Indicator – Terza rilevazione 2017 sulle prospettive economiche dell’Italia, sull’occupazione e sugli investimenti delle imprese;
-Celebrating the 60th anniversary of the Treaties of Rome: a history of achievements, we should not take for granted;
-A un anno dalla Brexit: principali implicazioni e proposte per governare la transizione in atto;
-Tecnologia e lavoro: governare il cambiamento – La misurazione degli impatti della tecnologia sul lavoro in Italia e in Europa;
-Gli interventi di miglioramento del sistema giudiziario e la lotta alla corruzione per favorire un ambiente pro-business e l’attrattività dell’Italia;
-e-Mobility Revolution. Gli impatti sulle filiere industriali e sul Sistema-Paese: quale agenda per l’Italia – realizzata in collaborazione con Enel;
-Il futuro della mobilità urbana – Integrazione e nuovi modelli di gestione nel caso italiano – realizzata in collaborazione con FSI
Forum Ambrosetti: personalità, dichiarazioni e 'nodo francese'
I PROTAGONISTI
Sucuramente i nomi che hanno coperto mediaticamente tutti gli altri argomenti ono stati Di maio, Salvini e in chiusura il Ministra dell’Economia Padoan.
Di Maio: coglie la vetrina per esporre il programma economico del M5S. Un intervento molto atteso in mezzo a una platea che vive con scetticismo il corteggiamento del Movimento mondo dell’industria e della finanza. Sul palco Di Maio è seduto accanto al leader della Lega Matteo Salvini e al governatore della Liguria Giovanni Toti, sostenitore dell’alleanza tra Forza Italia e il Carroccio. Ha dichiarato Di Maio: “Non siamo populisti, non siamo estremisti, non siamo anti-europeisti”. Le parole d’ordine sono web, digitale, e soprattutto innovazione. Il deputato recupera molti dei temi emersi nel convegno sul lavoro nel 2025 organizzato alla Camera qualche mese fa: “Internet è la più grande fabbrica di posti di lavoro, ne crea di nuovi e di creativi. Ogni euro investito ne produce tredici”.  La direzione offerta dall’esponente pentastellato porterebbe (secondo l’idea del Movimento) a rinnovare e sviluppare ogni settore, dall’energia ai trasporti, e torna anche quando accenna ad argomenti sul Pil cari ai guru della decrescita: “Non è l’unico strumento per misurare la crescita. Anche felicità e salute sono parametri da tenere in considerazione”. Poi però c’è la realtà dei conti. Di Maio non affronta il nodo del debito ma parla di “tagli selettivi e non lineari”, di regole europee che vanno ridiscusse. Il modello è la Spagna del conservatore Mariano Rajoy: “Fa le cose che dobbiamo fare noi: ha fatto interventi strutturali e ha convinto l’Europa” a sforare il tetto del 3% del rapporto deficit Pil. La politica dell’austerity “ha fallito”, e il Fiscal compact “va cambiato”. Il famoso referendum su cui Grillo ha costruito almeno tre campagne elettorali è stato ridimensionato da Di Maio: “Il referendum ci serve come peso contrattuale per cambiare le regole”. 
Matteo Salvini. Il leader del Carroccio affronta la platea subito a testa bassa: "Il primo indicatore della nostra politica economica saranno le culle, prima del pil". Secondo quanto riferiscono alcuni presenti in sala, Salvini spiega che "uno stato che non fa figli non ha futuro. Se in Francia nascono più bambini è perché c'è un sistema del welfare che lo permette, non perché ci sono più bonus. Questo sarà il primo impegno quando saremo al governo". Poi attacca direttamente la platea: “avete sbagliato anche voi se il 'no' (al referendum) ha vinto con il 60%". Poi ribadisce: "Nel 2018 sarò al governo. Voglio uno Stato che garantisca a mio figlio una pensione e non, se va bene, 650 euro al mese. Uno Stato che non fa figli non ha futuro. Vogliamo un'Italia più semplice: meno burocrazia e meno Stato possibile, più strategia e meno bonus". Riguardo l’euro Salvini ha dichiarato: "La questione della ‘sovranità' monetaria non è più un dibattito solo della Lega ma un dibattito ormai comune anche sui principali quotidiani economici italiani"
Il segretario della Lega ha confermato di ritenere che nel centrodestra fra lui e Silvio Berlusconi comanderà "chi avrà preso un voto in più" alle elezioni Politiche.
Sul tema dell’immigrazione dalla Libia salvini ha detto: "Secondo me si sono presi qualche mese di pausa in attesa delle elezioni tedesche, austriache e italiane. Poi riapriranno i rubinetti ma se la Lega vince i rubinetti non si aprono. Noi dicevamo che bloccando le Ong che facevano da scafisti si bloccano i flussi, le partenze e i morti. L'hanno fatto tardi e male scopiazzando la Lega, ma bloccare l'immigrazione clandestina si può. E' difficile credere ad Alfano. Credo piu al mago Merlino che ad Alfano sul tema dell'immigrazione. Prendo atto che come dicevamo noi bloccando le Ong si bloccano i flussi che faceva da vice scafisti. Bloccando le partenze si fermano i morti. Volere è potere. Bloccare l'immigrazione clandestina come ho detto, si può".
L'intervento di Matteo Salvini al Forum Abrosetti trova la chiosa sull’argomento dello Ius Soli: "Lo ius soli è una follia. Ho dimostrato, numeri alla mano, che l'Italia è il paese europeo a legislazione vigente che ha concesso più cittadinanze nel 2015 e 2016. Non si capisce perché occorre regalarne altre per diventare la sala parto d'Europa".
Pier Carlo Padoan: “Lo stato dell’economia che la prossima legislatura eredita è sicuramente migliore di quella che questa legislatura ha ereditato dalla precedente, segnata da crisi fortissima. E permettetemi una notazione personale: credo che questo non sia solo merito della ripresa della domanda mondiale”. Così il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan ha chiuso il suo intervento al Forum Ambrosetti di Cernobbio.    
Padoan ha aggiunto che la ripresa “è sicuramente con una forte componente ciclica, non solo in Italia ma anche in eurozona. Ma ha una componente strutturale che va crescendo”. Secondo il ministro, per ridurre gli squilibri “bisogna avere una visione complessiva del Paese. Il problema di una crescita di lungo periodo non è un problema nuovo, o la produttività calante, ce lo portiamo avanti da un ventennio” ma questo “nasconde un problema più serio, gli squilibri, territoriali, di genere, di dimensione e istruzione. C’è una finestra di opportunità, c’è un clima politico ed economico che lo consente e se non la si coglie il Paese non sta fermo, va indietro”, ha sottolineato Padoan. “Non possiamo permetterci di perdere questa opportunità e il Paese è nelle condizioni migliori per sfruttarla, perché così si consolida un risultato. E qui entra in gioco l’elemento politico, il prossimo governo, al di là di quello che farà questo, dovrà proseguirlo in avanti”.
Riguardo le crisi bancarie Padoan ha fatto il punto dichiarado: “La riforma del sistema finanziario deve avere come idea quella di rafforzare il sistema reale. Dal lato bancario ha messo da parte focolai di crisi, con potenzialità sistemiche significative ma che ha introdotto anche molte misure che complementano il credito per innovazione, con strumenti innovativi e non creditizi”: il siferimento è all’iperammortamento e ai piani individuali di risparmio, fino a industria 4.0.
Il ministro è intervenuto anche sulla vicenda Fincantieri-Stx: “Ribadiamo che sarebbe un po’ strano che un’impresa, Fincantieri, che ha acquisito i due terzi della proprietà di Stx, si ritrovi a essere non in maggioranza: sarebbe difficile da giustificare. Detto questo vedremo cosa intende fare il governo francese. Da parte nostra c’è tutta la volontà di continuare un dialogo di collaborazione con il governo francese e il ministro Le Maire”. In concluisione, qualche dichiarazione rilasciata all’Ansa anche sul Def: “I tecnici sono al lavoro, tra pochissime settimane ci sarà la nota di aggiornamento al Def che verrà presentata al Parlamento con le nostre nuove stime. E’ un lavoro complicato, al momento non possiamo anticipare le cifre allo studio del Governo”.

QUANTA FRANCIA C’E’ STATA A CERNOBBIO?
Tanta, forse troppa, un particolare che a molti è sfuggito! Il commissario Ue agli Affari economici, Pierre Moscovici, Bruno Lamaire, ministro dell'Economia in carica nell'amministrazione Macron. E poi Arnaud de Puyfontaine, da poche settimane presidente di Tim per conto di Vivendi, senza trascurare la partecipazione di Jean Pierre Mustier e Philippe Donnet, ai vertici dei due gioielli finanziari italiani, UniCredit e Generali. 
L'ex direttore e oggi editorialista del Corriere della Sera, Ferruccio de Bortoli in una video intervista ha dichiarato che i francesi "Sono e si muovono come un sistema. La Francia continua ad avere una struttura di 'poteri forti' costruita attorno ai suoi P-dg: quasi tutti i capi dei grandi gruppi hanno avuto esperienze importanti nel governo e nell'amministrazione pubblica, a Parigi le istituzioni sono forti e lo Stato non è percepito come un'entità ostile".
Sicuramente tutti i francesi di Cernobbio hanno detto cose che tutti i notiziari si sono sentiti in dovere di riportate. Secondo quanto si legge da Sussidiario.net, Moscovici, candidato a primo ‘ministro delle Finanze’ d'Europa, ha ribadito che sul debito pubblico l'Italia non può rinviare una prima riflessione operativa. Lemaire ha riparlato di "compromesso" sulla vicenda Fincantieri-Stx, dopo lo stop di Parigi all'acquisizione perfezionata dall'Italia sui cantieri di Saint Nazare. Mustier e Donnet si sono fatti eco a vicenda: la ripresa in Italia è iniziata, ma il paese deve proseguire sul terreno delle riforme. De Puyfontaine ha lasciato parlare il suo predecessore Giuseppe Recchi, rimasto in Tim come vicepresidente. Ma non c'è dubbio che le due posizioni rilasciate a Cernobbio siano esattamente quelle di Vincent Bolloré, patron di Vivendi. Se il controllo francese di Tim richiede la cessione di Sparkle (gestore delle tlc strategiche nel Mediterraneo) non c'è pregiudizio a discuterne con il governo italiano, mentre sull'ipotesi di cessione dell'intera rete a Open Fiber, Recchi ha significativamente rinviato alle cifre. In ogni caso sul dossier composito Vivendi-Tim-Mediaset, il ‘sistema Francia’ ha un'agenda chiara. Forse più di quanto ce l'abbia la stessa Italia. Cernobbio, soprattutto, deve essere servito a chiarire questo. Parlare a nuora perché suocera intenda?

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autore / Luca Lippi
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