Banche, una tragedia infinita

05 giugno 2017 ore 14:27, intelligo
Non stiamo messi bene, gli ultimi governi hanno fatto ben poco per tenere sotto controllo il debito pubblico e la faraonica spesa pubblica, a questi si aggiungono le politiche delle banche che distribuiscono denaro che in molti casi non torna indietro a soggetti economici legati al mondo politico. Istituzioni relativamente piccole e grandi, sanno di avere un potere di ricatto enorme, se lo stato (ovvero il contribuente) non interviene per il loro salvataggio, il panico creato dalla loro caduta creerebbe una situazione di pericolo per tutto il mondo finanziario e produttivo. Il Monte dei Paschi, la banca più antica al mondo, ha ottenuto nei giorni scorsi l'ok dalle istituzioni europee perché lo stato italiano intervenga per la sua ricapitalizzazione, ma sarebbe da ricordare che Mps di ricapitalizzazioni negli ultimi anni ne ha fatte già due e questi capitali sono stati bruciati in poco tempo. La gloriosa banca detiene il non felice primato europeo fra le banche sotto vigilanza Bce per crediti non recuperati o non recuperabili.
Banche, una tragedia infinita
 Abbiamo poi Carige, la Cassa di Risparmio di Genova, che acquistava immobili a prezzi gonfiati da un gruppo ben definito di personaggi, i suoi dirigenti sono stati condannati e la magistratura ha accertato che tali soggetti hanno prodotto un danno per un miliardo di euro agli azionisti. Vicenda non ancora conclusa.

Non parliamo delle "quattro banche" Chieti, Ferrara, Etruria, Marche, oggetto di bail in (il salvataggio interno, cioè ad opera di azionisti e obbligazionisti), perché la vicenda si è conclusa, ma abbiamo sul fuoco due altre importanti istituzioni, Veneto Banca e Banca Popolare di Vicenza che ancora non sappiamo che destino le attende, visto che lo Stato come al solito era disposto a metterci i soldi, ma le istituzioni europee hanno stabilito dei limiti. Le due banche hanno goduto un anno fa della ricapitalizzazione ad opera del Fondo Atlante a cui partecipavano banche e istituzioni formalmente private come Poste Italiane e Cassa Depositi e Prestiti, visto che i privati propriamente detti non avevano alcuna intenzione di diventare soci. Veneto Banca ha chiuso i conti 2016 con una perdita di un miliardo e mezzo ed è oggetto di indagine per truffa e altri reati minori. La Popolare di Vicenza gestita per anni da un imprenditore piuttosto noto, Gianni Zonin, ha riportato nel 2016 perdite per 1,9 miliardi, gli avvocati che difendono i risparmiatori danneggiati hanno parlato di: "concessione di finanziamenti a favore di soggetti che, nella maggior parte dei casi, erano palesemente privi di merito creditizio", di acquisti di immobili in forma incauta, nonché di una pratica considerata non legale e molto singolare, quella di prestare soldi ai clienti che avrebbero dovuto acquistare azioni della banca stessa.
Non c'è che dire, risparmiatori e cittadini non vivono un bel momento, abbiamo una grande necessità di una vigilanza forte e indipendente sul mondo bancario, non si può far vivere una nazione sotto il costante ricatto che il crollo di una banca provocherebbe un danno all'economia e alla fiducia nel credito troppo pesante da digerire e far finta di niente. 

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di Luciano Atticciati

autore / intelligo
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