Torrisi, tra Alfano e Orfini volano 'crisi'. L'ipotesi 'golpe' del Pd renziano

06 aprile 2017 ore 16:56, Luca Lippi
Orfini accusa Alfano di tradimento, Alfano risponde parlando di un Pd alla ricerca di 'pretesti'. È il giorno successivo all'elezione a sorpresa di Salvatore Torrisi di Alternativa Popolare al posto di Giorgio Pagliari. Una sorta di incidente visto il polverone che si è alzato. Questa mattina, con un’intervista rilasciata, Orfini ha accusato senza mezzi termini gli alfaniani di essere i primi responsabili, insieme a Mdp, di quanto accaduto, dicendo chehanno tradito”. Il presidente dem ha poi rincarato la dose: “due pezzi importanti della maggioranza hanno votato contro un accordo preso e contro il principale partito della maggioranza, senza dirlo, a voto segreto, con un'intesa sottobanco con le opposizioni".
Poiché la miglior difesa è sempre l’attacco, Angelino Alfano ha immediatamente replicato: “Questa mattina ho letto dichiarazioni surreali di Matteo Orfini. In tutto quello che è accaduto certamente ci sono delle responsabilità del Partito democratico”.
Torrisi, tra Alfano e Orfini volano 'crisi'. L'ipotesi 'golpe' del Pd renziano
Alfano senza mezzi termini: “Evidentemente se c’è stata questa frana della maggioranza, il principale partito della coalizione invece di attaccare gli altri, che sono leali e seri, dovrebbe porsi il problema se ha sbagliato lui qualcosa”.
La posizione di Angelino Alfano è sostanzialmente quella di rassicurare tutti sul fatto che ‘i suoi’ (i due rappresentanti di Ap in commissione Affari costituzionali) hanno votato certamente Pagliari. Il Ministro degli esteri ha poi parlato di una vera e propria strategia per forzare il voto anticipato: “Se qualcuno è alla ricerca di pretesti per far finire la legislatura, per far cader il governo o per andare al voto, come mi pare di capire dalle dichiarazioni di Orfini, lo dica chiaramente perché qui nessuno è nato ieri e abbiamo capito il giochino al quale noi non ci prestiamo. Diciamo a Salvo Torrisi, che è persona stimata da noi, di rinunciare all’incarico e usare le 24 ore che ci ha richiesto per decidere cosa fare. Sapendo però che, per quanto ci riguarda, non sarebbe possibile una permanenza all’interno del movimento politico che abbiamo appena fondato in caso di una decisione che vada in una direzione opposta a quella da noi suggerita”.

RETROSCENA: IL GOLPE RENZIANO 
Secondo Mario Adinolfi, ex parlamentare dem,  la votazione del nuovo presidente della Commissione Affari  Costituzionale, a scrutinio segreto, potrebbe essere stata sostenuta dai renziani. Le primarie del Pd infatti si svolgeranno il 30 aprile e Renzi ha già incassato un consenso molto ampio al primo round. Una volta vinte le primarie aperte, Renzi seguirà, con ogni probabilità, lo stesso schema seguito ai tempi di Enrico Letta. In altri termini, Renzi, rafforzato dalle primarie, tenterà di far cadere il governo Gentiloni. 

IN CONCLUSIONE
Le prossime ore sono decisive per sapere se quanto accaduto in queste ore sia solo un fuoco di paglia o sia il segnale dell’apertura di una crisi che metterebbe a rischio il futuro del governo guidato da Paolo Gentiloni. Nel pomeriggio segnali decisivi giungeranno dall’incontro che avrà Matteo Renzi con i deputati che si riconoscono nella sua mozione per la segreteria. 

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autore / Luca Lippi
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