Morgan Stanley e Tesoro a processo, caccia ai responsabili dei 'derivati'

06 luglio 2017 ore 10:07, Luca Lippi
Morgan Stanley è stata rinviata a giudizio presso la Corte dei Conti. Inoltre la Corte dei conti ha deliberato di citare in citare in giudizio anche quattro alti dirigenti del Tesoro. Per tutti la contestazione addebiti è danno erariale complessivo di 3,9 miliardi di euro per la chiusura e ristrutturazione di derivati sul debito pubblico, riferisce una fonte vicina alla situazione.
Il caso è quello dei derivati contratti con il Tesoro che avrebbero contenuto una clausola, la cui attivazione da parte della banca avrebbe comportato un danno complessivo di 2,7 miliardi di euro. Altri 1,18 miliardi di danno sarebbero a carico del direttore generale del Tesoro Vincenzo La Via, di Maria Cannata, direttore del dipartimento del debito pubblico del Tesoro, e agli ex ministri dell’Economia Domenico Siniscalco e Vittorio?Grilli.
Tra fine 2011 e inizio 2012 il ministero dell'Economia ha versato alla banca americana circa 3 miliardi in conseguenza di una clausola di "Additional termination event" presente in alcuni contratti. La clausola, secondo la Corte dei Conti, consentiva la conclusione dei contratti a discrezione di Morgan Stanley.
Morgan Stanley e Tesoro a processo, caccia ai responsabili dei 'derivati'
I derivati hanno avuto, tra 2013 e 2016, un impatto negativo sul bilancio pubblico di 24 miliardi: 13,7 sono esborsi netti mentre 10,3 sono riclassificazioni statistiche, quel che Eurostat chiama 'net incurrence'. [nL8N1HW27Q]
Il Tesoro ha sempre sostenuto di aver utilizzato i derivati come assicurazione contro il rischio di un aumento dei tassi, soprattutto durante gli anni peggiori della crisi finanziaria.
Ma, come spiegato dalla procura della Corte dei Conti a febbraio, alcuni dei contratti "evidenziavano profili speculativi che li rendevano inidonei alla finalità di ristrutturazione del debito pubblico - l'unica consentita dalla normativa per operazioni in derivati - non essendo ammissibile per lo Stato, investitore pubblico, assumersi rischi rilevantissimi".
Secondo indiscrezioni, pare che la fase istruttoria è terminata e la Corte dei Conti chiede i danni. La prima udienza sarebbe stata fissata per aprile 2018 e il processo dovrebbe concludersi entro il luglio del prossimo anno. L'esito del giudizio può essere impugnato davanti alla sezione di appello della Corte.
Alla banca americana vengono richiesti 2,7 miliardi di danni, agli altri 1,2 miliardi circa. In caso di condanna e di mancato pagamento dei danni la Corte può procedere anche al pignoramento di beni.
Un portavoce del Tesoro ha commentato la notizia: "Esprimiamo piena fiducia nel lavoro svolto dai dirigenti e fiducia che il lavoro della magistratura possa fare chiarezza sugli episodi oggetto di accertamenti", mentre da Morgan Stanley non sono arrivate reazioni di nessun tipo, le ultime dichiarzioni sul caso risalgono ad agosto 2016, quando il caso era emerso e aveva definito le accuse prive di fondamento.

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