Decreto attuativo Ape volontaria, spunta il nodo banche e assicurazioni

07 settembre 2017 ore 13:12, Luca Lippi
Firmato il 4 settembre il decreto attuativo sull’Ape volontaria. Il decreto attuativo prevede un accesso alla misura retroattivo dal 1° maggio 2017, recependo il parere del Consiglio di Stato. A proposito della retroattività, si può parlare di anticipo pensionistico con gli arretrati. Per chi lo richiederà entro 6 mesi dall’entrata in vigore del decreto attuativo: è quanto emerge dal testo del decreto stesso, appena firmato dal premier Gentiloni. Nel dettaglio, potranno percepire le quote arretrate di Ape volontaria coloro che hanno maturato i requisiti per l’anticipo pensionistico tra il 1° maggio 2017 e la data di entrata in vigore del decreto, se richiederanno la prestazione entro 6 mesi da tale ultima data.
Considerando che i mesi di arretrati che possono essere percepiti non sono pochi, quest’iniezione di liquidità incentiverà sicuramente la presentazione di un elevato numero di domande di Ape volontaria. Non bisogna dimenticare, però, il rovescio della medaglia, ossia la penalizzazione sulla futura pensione che l’anticipo pensionistico comporta: dato che la prestazione è erogata attraverso un finanziamento bancario, più questa è elevata, maggiore è l’importo che il pensionato deve restituire alla banca. Ottenere una somma cospicua grazie agli arretrati, dunque, può rivelarsi un’arma a doppio taglio, in quanto determina una maggiore decurtazione della pensione.
L’APE VOLONTARIA
Non deve essere confusa con la pensione anticipata: si tratta invece di una prestazione, ottenuta grazie a un prestito bancario, che accompagna il lavoratore dai 63 anni di età (o dal momento in cui richiede il trattamento) sino all’età pensionabile (cioè all’età in cui si può ottenere la pensione di vecchiaia).
In pratica, con l’Ape il lavoratore può ricevere un assegno, a partire dai 63 anni di età, se possiede almeno 20 anni di contributi, sino alla data di maturazione della pensione di vecchiaia. Considerando che l’età per la pensione di vecchiaia, attualmente, è pari a 66 anni e 7 mesi, l’anticipo massimo possibile è pari a 3 anni e 7 mesi.
In ogni caso, l’importo erogato col finanziamento bancario deve essere restituito in 20 anni.
L’anticipo minimo deve essere pari a 6 mesi e la futura pensione, al netto della ritenuta Ape, non deve essere inferiore a 1,4 volte il trattamento minimo (circa 702 euro).
Decreto attuativo Ape volontaria, spunta il nodo banche e assicurazioni

CHI PUÒ RICHIEDERLA
Non tutti i lavoratori possono richiedere l’Ape, ma soltanto gli iscritti a una delle gestioni previdenziali facenti capo all’Inps: il trattamento non è infatti previsto dalle casse dei liberi professionisti, in quanto a gestire l’intera procedura è l’Inps, che interagisce con la banca convenzionata scelta per l’erogazione del prestito.

A QUANTO AMMONTA LA PENALIZZAZIONE
Per capire a quanto ammontano, nel dettaglio, i costi che l’Ape comporta, va innanzitutto chiarito che a pesare sulla pensione futura non è soltanto la restituzione del prestito, ma anche l’assicurazione obbligatoria, per il rischio di premorienza (cioè per il rischio che il pensionato muoia prima di restituire l’intero prestito).
Le stime relative ai costi dell’Ape volontaria dipendono sia dall’ammontare richiesto con l’anticipo (che può andare dal 90% al 75% della futura pensione), sia dalla duratadell’anticipo stesso.
Nel dettaglio, l’anticipo pensionistico dovrebbe costare al pensionato, per ogni anno di prestazione, una rata sulla pensione netta futura che andrà da un minimo del 2% fino al 5-5,5% medio annuo; il valore netto della penalizzazione, però, sarà inferiore grazie a un credito d’imposta che può arrivare fino al 50% dell’interesse sul finanziamento e sul premio. Si dovrebbe così ottenere un Taeg (tasso annuo effettivo globale) del prestito Ape pari al 3,2 %.

COME FARE DOMANDA
Per ottenere l’Ape volontaria l’interessato dovrà in primo luogo chiedere all’Inps la certificazione del diritto all’Ape e, in seguito, presentare all’istituto la domanda di pensione di vecchiaia, da liquidare al raggiungimento dei requisiti di legge.
Il servizio online per l’inoltro della domanda, che si troverà all’interno del portale web dell’Inps, verrà rilasciato a breve, dopo l’entrata in vigore del decreto attuativo.
La domanda di Ape e quella di pensione non sono revocabili, salvo il diritto di recesso, che si deve esercitare nei termini previsti dalla legge in materia creditizia e bancaria e dal codice del consumo. Nella domanda il richiedente deve indicare sia la banca cui richiedere il prestito sia l’assicurazione alla quale richiedere la copertura del rischio di premorienza.
Una volta inviata la domanda di certificazione del diritto, l’Inps verifica il possesso dei requisiti di legge, certifica il diritto all’Ape e comunica al richiedente l’importo minimo e massimo del prestito ottenibile. A questo punto, la banca deve trasmettere all’Inps il contratto di prestito o l’eventuale comunicazione di rifiuto dello stesso. In quest’ultimo caso la domanda di pensione decade ed è priva di effetti.
In caso di concessione del prestito, dal momento in cui il contratto è reso disponibile online al richiedente decorrono i termini di 14 giorni per esercitare il diritto di recesso. In caso di recesso la domanda di pensione decade ed è priva di effetti.

IL PARERE DELLA CONSULTA
Il 21 luglio scorso, il Consiglio di Stato, aveva dato il via libera ma “con osservazioni”. Nella nota della Consulta si leggeva che  “L’Ape volontario  rappresenta un’ulteriore risposta alle criticità, a beneficio dei soggetti in possesso dei requisiti (età minima di 63 anni, almeno 20 anni di contributi e non più di 3 anni e 7 mesi dalla maturazione del diritto alla pensione)”.
Le osservazioni erano volte prevalentemente a rafforzare la tutela degli aventi diritto e a non delimitarne troppo l’ambito. Il Consiglio di Stato ha invitato a  “considerare l’opportunità, e a volte la necessità, di prevedere, a domanda dell’interessato, l’efficacia retroattiva della norma, in modo da sterilizzare il ritardo nell’emanazione del regolamento e far beneficiare degli effetti della misura fin dalla data del 1° maggio 2017, con conseguente maturazione del diritto alla corresponsione degli arretrati dei ratei dell’anticipazione pensionistica”. Tutto questo, secondo la Consulta “potrebbe avvenire in favore di quei soggetti che versino in situazioni particolarmente disagevoli, anche a causa della perdita dell’attività lavorativa, e che tuttavia non si trovino nelle condizioni di potere beneficiare, in vista della maggiore flessibilità in uscita, degli strumenti dell’Ape social o di quella per i lavoratori precoci”. Tra le richieste pervenute alle porte dell’estate, anche più trasparenza nei contratti da stipulare con le banche, in particolare con “clausole chiare e intellegibili” sugli effetti dell’adeguamento all’aspettativa di vita e sul diritto di recesso.
Altre indicazioni del Consiglio di Stato:
-sollecita conclusione degli accordi quadro, che condizionano la pratica operabilità dell’istituto;
-affiancare alla già prevista assistenza fornita dagli intermediari a ciò autorizzati (essenzialmente, i patronati), altre forme di comunicazione, informazione, interlocuzione e orientamento al pubblico, quali, per esempio, sportelli di ricevimento e di accoglienza presso l’Inps e numeri verdi, serviti da un adeguato call center;
-introduzione di strumenti di mediazione e di conciliazione che contribuiscano in via preventiva a elidere il contenzioso oppure a risolverlo in via successiva attraverso modalità alternative al sistema giurisdizionale ordinario, da attivarsi anche presso l’Inps;
-distinguere gli elementi la cui attestazione ricade sotto la responsabilità personale del richiedente e quelli, invece, rientranti sotto la piena responsabilità dell’Inps;
-disciplinare più compiutamente il diritto di recesso dal contratto di finanziamento e dal contratto di assicurazione;
-specificare nelle condizioni generali di contratto, mediante clausole chiare e immediatamente intellegibili, gli effetti conseguenti, in corso di erogazione dell’Ape, all’adeguamento dei requisiti pensionistici all’aspettativa di vita, quali che essi saranno (rideterminazione del piano di ammortamento, della relativa rata mensile, durata del finanziamento).

NODO CONVENZIONI
E' utile ricordare che non sono ancora pronte le convenzioni con banche e assicurazioni, determinanti per cercare di avere una visione concreta dell'esborso che il pensionando dovrà sostenere per poter prendere una decisione accorta.

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