Verso la riforma dei Voucher: come evitare il camouflage e il referendum

12 gennaio 2017 ore 13:34, Luca Lippi
Si punta velocemente a ‘rivoluzionare’ l’uso dei voucher, prima di tutto per cercare di evitare il referendum che ne chiede l’eliminazione e poi per armonizzarne la funzione. Sul tavolo del governo già pronte tre soluzioni.
Poletti giudica la revisione dello strumento necessaria: "In relazione alle prime evidenze registrate dal monitoraggio sui voucher il governo considera necessaria la revisione di questo strumento per riportarlo all'origine di una copertura dei lavori occasionali per portarli fuori dal lavoro nero". 
Le correzioni, secondo indiscrezioni, dovrebbero giungere verso metà febbraio e il testo definitivo sarà predisposto dopo la pubblicazione dei dati relativi alla tracciabilità dei voucher che l'Inps fornirà il mese prossimo. Dopo la pubblicazione dei dati da parte dell’Inps le commissioni avranno un quadro più chiaro del fenomeno da arginare.
Intanto le ipotesi sul tavolo sono le seguenti:
I tempo di incasso
La prima modifica dovrebbe riguardare il tempo di incasso del rimborso dei voucher da parte del datore di lavoro: la soglia attualmente annuale dovrebbe essere ridotta sino a 6 o 3 mesi. In questo modo, si vorrebbe arginare il fenomeno di abuso in virtù del quale le aziende, dopo che siano già state oggetto di un’ispezione, sfruttino lavoro “nero” e chiedano il rimborso dei voucher utilizzati nell’arco di un anno.

Verso la riforma dei Voucher: come evitare il camouflage e il referendum

Tetto reddituale annuale
Seconda proposta di modifica, deve diminuire il tetto massimo di reddito annuo conseguibile attraverso i voucher: da 7mila euro si pensa possa passare a 5mila euro. Tuttavia, tale modifica si configura come una revisione teorica dovuta per la coerenza complessiva dell’istituto giuridico, più che non come una scelta incisiva: infatti, ad oggi il reddito da voucher dei 40mila lavoratori coinvolti non supera i 250 euro.
Uso dei Voucher
Infine, sembrerebbe necessaria la limitazione dei settori professionali nell’ambito dei quali utilizzare i voucher. In ogni caso, indipendentemente dalla quantità di professioni in cui la retribuzione può essere conferita tramite voucher, è da vietarsi l’utilizzo per il pagamento di lavoratori “contrattualizzati”, anche per le ore di straordinario.
La proposta di Boeri
Boeri ha avanzato una proposta che si aggiunge alle altre già sul tavolo del governo: “Si possono imporre dei limiti all'utilizzo mensile anziché annuale dei voucher. Se vediamo che in un mese lo stesso datore di lavoro ha usato lo stesso lavoratore per molte ore con i voucher questo indica la sostituzione di un contratto di lavoro alle dipendenze con i voucher. Si possono migliorare i controlli facendo pervenire direttamente all'Inps anziché al ministero gli sms di attivazione e rendendo finalmente operativo l'ispettorato nazionale del lavoro per assicurare che al voucher corrisponda effettivamente a un'ora lavorata. Questo lo renderebbe come un salario minimo, un istituto di cui si sente il bisogno in Italia”.
Il probabile ‘nuovo vaucher’
Entro febbraio, si otterranno anche dati critici sull’effettiva tracciabilità dei voucher a seguito delle modifiche di ottobre. In base al D. Lgs. n. 185/2016, infatti, i committenti di prestazioni di lavoro accessorio devono comunicare alla sede territoriale dell’ispettorato del lavoro i dati anagrafici del lavoratore e la durata della prestazione, a pena di sanzioni che variano dai 400 ai 2400 euro.
La tracciabilità secondo il decreto, prevede che:
-i committenti che non appartengono al settore dell’agricoltura devono comunicare i dati, insieme alla data e al luogo della prestazione e alle sue ore di inizio e di fine, almeno 60 minuti prima dell’inizio dell’operazione;
-i committenti imprenditori agricoli, invece, sono tenuti a comunicare i dati relativi al lavoratore e alla prestazione svolta “con riferimento ad un arco temporale non superiore a tre giorni“.Tutto ciò sempre che e nel limite in cui la Corte Costituzionale non si pronunci sull’illegittimità dei voucher come istituto.

autore / Luca Lippi
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