'Salva Banche' subito, la 'fiducia' e l'ostruzionismo M5S: il decreto

12 luglio 2017 ore 15:42, Gianfranco Librandi
Immodificabile il decreto salva-banche, e non perché sia perfetto, ma perché Intesa ha chiaramente detto sin dall’inizio che cambiarne solo una parola la costringerebbe a fare un passo indietro dagli accordi presi col governo per rilevare le Banche venete. L’orientamento del governo, dunque, dopo una sommaria discussione preliminare è quello di non modificare il decreto salva-banche e di approvare la fiducia. In sintesi, è confermato che il motivo principale che porta alla scelta della fiducia è quello di evitare problemi con l’Europa e Banca Intesa e nonostante due emendamenti che chiedevano di cambiare qualche cosa.
Il pericolo che si sarebbe potuto correre senza ricorrere alla Fiducia era quello di innescare tutta una serie di risentimenti che non sono mai sopiti sin dai giorni scorsi riguardo il salvataggio delle Banche venete. Intesa Sanpaolo da parte sua ha posto le condizioni senza farsi carico di risolvere il problema maggiore che è quello di salvaguardare il risparmio di una comunità come quella del territorio dove operano le Banche venete, di fatto lasciando la patata bollente nelle mani dello Stato.
'Salva Banche' subito, la 'fiducia' e l'ostruzionismo M5S: il decreto
 
Bruxelles da una parte, chiede la minimizzazione dell’intervento pubblico. La Dg Competition, in particolare, intende verificare tutti i passaggi dell’operazione cosicché il cosiddetto “aiuto alla liquidazione” dello Stato sia compatibile con i trattati europei. Dall’altro lato c’è la Bce, che invece ha a cuore la stabilità del sistema, e pretende adeguate coperture.
Dal Parlamento sono sempre arrivate voci dissonanti, esortazioni a dichiarare irricevibile l’offerta di Intesa Sanpaolo. "Da cittadino un'offerta di questo tipo mi farebbe inorridire. Voglio sperare che il governo la giudichi irricevibile". Il segretario di Sc Enrico Zanetti, ha sempre bocciato l'offerta di Banca Intesa su Popolare di Vicenza e Veneto Banca. "Non voglio neanche pensare che il governo possa vagliare un'offerta di questo genere", insiste l'ex vice ministro all'Economia. E incalzava: "Se fossi un azionista di Intesa stringerei la mano all'ad perché si porta a casa solo la parte buona delle banche, gli attivi, avrebbe le garanzie su alcuni crediti intermedi e i finanziamenti del find esuberi senza caricarsi le sofferenze ma da cittadino italiano se mai il Tesoro avallasse questa proposta sarebbe una pazzia. Ma sono convinto che non succederà".
Paolo Gentiloni invece ha sempre avuto fretta che questa storia si chiudesse nel più breve tempo possibile e per questo motivo deve licenziare più in fretta possibile e senza troppe discussioni il via libera all’acquisto da parte di Intesa delle attività in bonis delle due banche al prezzo simbolico di un euro.

PALETTI Intesa Sanpaolo:  - Intesa ha chiesto al governo la copertura degli ‘oneri di integrazione e razionalizzazione’ (come gli esuberi) e la ‘sterilizzazione’ dei rischi (crediti deteriorati, titoli tossici e in sofferenza). Secondo gli analisti 3,5 miliardi dello Stato dovrebbero essere investiti nella bad bank in tal senso. 
Che la soluzione sia ormai questa lo fanno capire anche le parole del governatore del Veneto Luca Zaia, da sempre sostenitore del piano (tramontato) di ricapitalizzazione con fusione dei due istituti in un unico polo bancario: "Sarebbe stata la soluzione del cuore ma siamo in un momento di grossa difficoltà e davanti al malato grave non ci si pone il problema di chi porta la medicina. Restano i nodi dell’occupazione, degli azionisti che non devono vedere azzerate le proprie azioni, del servizio sul territorio ma siamo fiduciosi e immagino che i prossimi giorni saranno cruciali”.

I NUMERI : Stando alle condizioni di Intesa, sicuramente rimarranno a Vicenza e Montebelluna i 9,6 miliardi di sofferenze lorde (dati al 31dicembre), ma anche gli 8,3 miliardi di inadempienze probabili e i 238 milioni di scaduti; cifre che complessivamente portano in pancia alla nascente bad bank 18,8 miliardi di crediti deteriorati lordi,
facendone uno dei veicoli più capienti tra quelli al momento presenti in Italia. E poi ci saranno da aggiungere
i crediti in bonis “ad alto rischio” che Intesa non vuole accollarsi: almeno altri 2,5 miliardi, stimano gli
analisti, dei 31 miliardi di impieghi non deteriorati che le due banche vantavano a fine 2016 (ma il dato è
sceso). In totale, una maxi banco da oltre 20 miliardi di crediti lordi.
Dunque il traguardo è prossimo e soprattutto senza ostacoli, nonostante il salva banche per le Banche Venete stralci in un sol colpo almeno 34 articoli del Codice civile. Aspettarsi un intervento della Consulta non sarebbe illogico, Intesa ci ha pensato?

M5S: I deputati M5S si preparano all'ostruzionismo nell'Aula della Camera. Tutti gli 83 deputati del gruppo hanno presentato ordini del giorno che intendono illustrare e su cui esprimere la dichiarazione di voto: dieci minuti a testa per un totale di quasi quattordici ore. A quanto si apprende, tutti gli 83 deputati del gruppo M5S intendono iscriversi a parlare in dichiarazione di voto (altre quasi 14 ore): per cui pare alle viste per domani una seduta fiume, con la possibilità di arrivare al voto finale anche venerdì.


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