Aumenta il Debito pubblico, 2.229,4 mld: Lannutti e Trefiletti insorgono

13 gennaio 2017 ore 14:38, Luca Lippi
Debito Pubblico ancora in crescita, solo nel mese di novembre 2016è aumentato di ulteriori 5,6 miliardi rispetto a ottobre 2016. Complessivamente dall’inizio dell’anno (relativamente alla rilevazione) nei primi 11 mesi del 2016 il Debito è aumentato di 57 miliardi di euro. Il totale al 30 novembre 2017 si attesta a 2.229,4 miliardi.
I numeri emergono dal supplemento al Bollettino Statistico "Finanza pubblica, fabbisogno e debito" di Bankitalia.
L'incremento è dovuto totalmente alle amministrazioni centrali, il cui debito è salito di 5,7 miliardi contro una riduzione di 0,1 miliardi nelle amministrazioni locali. Sostanzialmente stabile l'indebitamento degli enti di previdenza. Sul fronte delle entrate il Bollettino registra un introito di 33,8 miliardi a novembre che porta il totale, nei primi undici mesi dell'anno a 368,4 miliardi, il 4,3% in più rispetto allo stesso periodo del 2015.
In linea generale, l'incremento riflette il fabbisogno (52,4 miliardi) e l'aumento delle disponibilità liquide del Tesoro (10,4 miliardi); in senso opposto ha operato, per 6 miliardi, l'effetto complessivo degli scarti e dei premi all'emissione e al rimborso, della rivalutazione dei titoli indicizzati all'inflazione e della variazione del tasso di cambio.

Aumenta il Debito pubblico, 2.229,4 mld: Lannutti e Trefiletti insorgono

Il debito pubblico nei 33 mesi del Governo Renzi, è cresciuto di 122,243 miliardi di euro, il che equivale a quasi 3,71 miliardi di euro al mese, circa 124 milioni di euro al giorno, 5,1 milioni di euro l'ora, 85.00 euro al minuto, 1,416 euro ogni secondo.
Secondo Elio Lannutti e Rosario Trefiletti, presidenti di Adusbef e Federconsumatori, il debito non potrà diminuire neppure nel 2017, sara' destinato ad aumentare almeno di ulteriori 20 miliardi di euro. Il calcolo operato dai due rappresentanti delle Associazioni de Consumatori suddette è confortato esclusivamente da una previsione basata sugli interventi dello stato nell’ambito del ‘salva-risparmio'.   
Lannutti e Trefiletti  concludono: “Dubitiamo che il premier Gentiloni possa invertire la rotta, ma continuiamo a rilanciare l'idea della sovranità monetaria, nazionalizzando Bankitalia (come in tutti i paesi europei e del mondo con le banche centrali pubbliche), incassando così 380 milioni di euro di cedole che la Banca d'Italia versa ogni anno alle banche socie ed altri azionisti, alienando le quote di oro e riserve, pari a 100 miliardi di euro, da tempo proposto da Adusbef e Federconsumatori, che non è di proprietà di cleptocrati, tecnocrati  ed oligarchi di Palazzo Koch o della Bce di Francoforte, ma del popolo italiano”.

autore / Luca Lippi
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