Mps in mano al retail: Azionisti e subordinati attendono il verdetto

14 dicembre 2016 ore 16:25, Luca Lippi
Con una nota, la banca senese informa di aver ricevuto una “draft decision”, in cui viene negata l’autorizzazione a posticipare al mese di gennaio 2017 l’operazione comunicata al mercato in data 25 ottobre 2016.
In concreto, è arrivata la conferma da Banca Mps della ricezione della lettera di Bce nella quale si negano gli ulteriori 20 giorni richiesti per l’operazione di mercato programmata per completare l’aumento di capitale da 5 miliardi.
Si aspettava solo la formalizzazione ma tutti sapevano del ‘niet’. La decisione della vigilanza bancaria guidata da Nouy, era stata già anticipata da fonti dell’Eurotower, ma attendeva la formalizzazione da parte del Board.
Interessanti le motivazioni messe in evidenza dalla Bce, il ritardo nel completamento della ricapitalizzazione potrebbe comportare un ulteriore deterioramento della posizione di liquidità e un peggioramento dei coefficienti patrimoniali, ponendo a rischio la sopravvivenza della banca. La Bce ritiene inoltre che lo slittamento dell’operazione al mese di gennaio 2017 non garantirebbe un contesto di mercato più favorevole che consenta la stipula di un accordo di garanzia con le banche del consorzio.
Come se non bastasse, l’agenzia di rating Dbrs ha tagliato il rating di Mps, portando quello a lungo termine a “B (low)” da “B (high)” e quello a breve termine a “R-5” da “R-4”, modificando anche l’outlook a “in evoluzione” da “negativo”.
Moody’s invece, direttamente sulle banche italiane, non ha perso tempo a modificare l’outlook sulle banche da “stabile” a “negativo”, ma sarebbe lecito pensare che sia più una valutazione politica (una sorta di avvertimento al nuovo governo) più che una reale valutazione sulla fragilità delle banche che in concreto è assai meno grave di quella delle banche tedesche. 

Mps in mano al retail: Azionisti e subordinati attendono il verdetto

Detto questo, e considerata la semplice formalizzazione del ‘No’ da parte della Bce, Moretti non ha perso tempo, e nel frattempo ha proseguito le attività volte a raccogliere entro fine anno, 5 miliardi di euro, provando a riaprire
l’offerta ai titolari retail di bond subordinati verificando il coinvolgimento degli investitori che avevano manifestato interesse.
Dal Cda di domenica era emerso che  “La Banca intende riaprire l’esercizio di liability management, una volta ottenute le necessarie autorizzazioni, ed avviare un market book building verificando il coinvolgimento degli investitori che avevano manifestato interesse”, si legge nella nota di Mps.
A tal fine, e coerentemente con la struttura sopra delineata, le banche del consorzio hanno confermato la disponibilità a supportare l’operazione di aumento di capitale su base best effort, venendo così meno il precedente accordo di pre-underwriting. Il nuovo accordo è attualmente in fase di negoziazione”.
In parallelo, spiega ancora la banca senese “proseguono le fasi finali delle negoziazioni tra i senior lenders e Quaestio Capital Management SGR in merito alla struttura del finanziamento senior. Tutte le decisioni sono comunque soggette alle approvazioni delle autorità competenti con cui la Banca è in costante contatto”.
Che rischi corrono i risparmiatori che hanno investito nei titoli della banca senese?
I rischi sono quelli che si corrono essendo soci di una società per azioni che ha difficoltà, rimane la questione della correttezza nel rendere chiari i termini dell’investimento, ma questa è una valutazione che esce fuori dal perimetro della pura questione pratica.
Di certo l’Europa non si metterà di traverso nel caso in cui l’aiuto pubblico dovesse rilevarsi necessario. 
Lo ha lasciato intendere il Presidente della Bundesbank, Jens Weidmann, durante un’intervista alla Frankfurter Allgemeine Sonntagszeitung a proposito del caso Mps e della situazione in generale delle banche italiane.  
In linea di principio non si può mai escludere che uno Stato sia coinvolto nella soluzione di una crisi bancaria in aggiunta agli investitori”, ha dichiarato il falco, membro della BCE, spiegando che si possono risparmiare dalle perdite alcune categorie di investitori, ma “le regole del bail in non dovrebbero essere ammorbidite”.
Per parlare di rischi concreti bisogna entrare nei meccanismi delle ‘stanze segrete’, Mps è quotata in Borsa e non si potrebbe in nessun modo avere anticipazioni, neanche supporre qualcosa, ma emerge chiaro che non si vorrà ripetere l’esperienza del salvataggio delle note quattro banche ai danni dei risparmiatori. Tuttavia gli interventi degli organi d’informazione e della politica qualificata internazionale non sono schierati a tamburo battente verso una risoluzione negativa. Dobbiamo aspettare per avere maggiori dettagli. Si confermano le informazioni già leggibili qui.

autore / Luca Lippi
Luca Lippi
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