Manovra correttiva o procedura di infrazione: Mef in trattativa con Ue

16 gennaio 2017 ore 22:31, Luca Lippi
La manovra del governo italiano e sotto l’occho del ciclone. Il ciclone nel caso specifico sarebbe la Commissione Europea che (secondo indiscrezioni) starebbe trattando per una manovra correttiva pena una procedura di infrazione (che si tradurrebbe in una sanzione).
Secondo fonti del Ministero dell'Economia "lo scorso 5 dicembre 2016 si è tenuta una riunione dell'Eurogruppo nella quale i ministri delle finanze della Zona euro hanno invitato l'Italia fare passi utili ad assicurare che il bilancio 2017 risulti conforme alle regole del Patto di stabilità e crescita. Tali passi sarebbero cruciali per evitare l'apertura di una procedura di infrazione a causa dell'elevato livello di debito pubblico".
Il governo italiano ha già ricordato che "il percorso di riduzione del rapporto debito pubblico/pil, stabilizzatosi rispetto alla tendenza degli ultimi otto anni, non registra ancora un'adeguata propensione alla contrazione a causa di due fattori fuori dal controllo del governo: l'andamento dei prezzi negativo che incide sull'andamento nominale del pil; le condizione avverse dei mercati finanziari che non hanno reso possibile la cessione di beni del patrimonio dello Stato a condizioni adeguate. Pur in presenza di una dinamica insoddisfacente del debito pubblico, infatti, è intenzione del Governo evitare di svendere asset nazionali".

Manovra correttiva o procedura di infrazione: Mef in trattativa con Ue

Precisano fonti del Ministero dell'economia e delle Finanze in merito ad anticipazioni di stampa relative a una richiesta di aggiustamento di bilancio da parte della Commissione europea: "Sono in corso in questi giorni contatti con la Commissione per valutare i passi opportuni per evitare l'apertura di una procedura di infrazione e al tempo stesso scongiurare il rischio che interventi restrittivi sul bilancio compromettano la crescita riavviata nell'economia nazionale a partire dal 2014 ma ancora debole"
In sostanza Bruxelles avrebbe chiesto una manovra da 3,4 miliardi di euro, pari allo 0,2% del pil, per sistemare la situazione dei conti pubblici.
La Commissione europea, nella sua qualità di "guardiana" dei Trattati, vigila sull’adempimento, da parte degli Stati membri, degli obblighi ad esso incombenti in forza dei Trattati. La procedura d'infrazione costituisce uno strumento indispensabile per garantire il rispetto e l'effettività del diritto dell'Unione. La decisione relativa al suo avvio è una competenza esclusiva della Commissione, la quale, esercitando un potere discrezionale, può agire su denuncia di privati, sulla base di un’interrogazione parlamentare o di propria iniziativa.
Le sanzioni consistono in una somma forfetaria e in una penalità di mora, adeguate alla gravità e alla persistenza dell'inadempimento. Le cifre indicate dalla Commissione per l'Italia ammontano a minimo 8.916.000 euro per la somma forfetaria e oscillano da 10.753,5 a 645.210 euro al giorno per la penalità di mora. Tutto sommato, l’Italia ha ampi spazi di manovra per trattare.

autore / Luca Lippi
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