Inps: Boeri contro pensioni all'estero. Proposta Zanetti e tante polemiche

19 luglio 2017 ore 15:39, Giuseppe Tetto
Bufera pensioni estere. Nel 2016 sono costate quasi 1 miliardo di euro le 373mila pensioni pagate dall’Inps ai pensionati che risiedono in 160 paesi esteri. È questa la denuncia del responsabile dell’Istituto di previdenza nazionale Tito Boeri sentito dal Comitato permanente sugli italiani nel mondo alla Camera: “Le prestazioni assistenziali pagate all’estero vanno a ridurre gli oneri di spesa sociale di altri Paesi, è quindi come se il nostro Paese operasse un trasferimento verso altri senza avere un ritorno in consumi”. Un dato che risulta essere ancora più inquietante considerato che nel 2017 si è registrata un'impennata dei beneficiari delle quattordicesime pari al 131%.

Inps: Boeri contro pensioni all'estero. Proposta Zanetti e tante polemiche
I NUMERI
Ma analizziamo i numeri. Boeri denuncia che più di un terzo delle pensioni pagate a giugno 2017 hanno in verità periodi di contribuzione molto brevi, inferiore ai tre anni e il 70% ha una contribuzione in Italia inferiore ai 6 anni. "Siamo di fronte a periodi contributivi molto brevi in Italia. L'83% ha una contribuzione - ha detto Boeri - comunque inferiore ai 10 anni. Si tratta in tutti i casi di durate contributive molto basse e a fronte di queste i beneficiari possono accedere a prestazioni assistenziali quali le integrazioni al minimo o la quattordicesima" . Ne consegue quindi un problema per il nostro Paese perché si viene a creare un vuoto tra l'entità e la durata dei contributi e la possibilità ad accedere a delle prestazioni che vanno molto al di là dei contributi versati".

LE POLEMICHE Immediate le polemiche del mondo politico e delle associazioni di categoria. Secondo Massimiliano Dona, presidente dell'Unione Nazionale Consumatori, la colpa del fenomeno è delle tasse troppo alte che si pagano in Italia e al costo della vita troppo elevato: "Se il Portogallo è diventato l'Eldorado degli ultrasessantenni è perché basta vivere 183 giorni l'anno nel paese, assumere lo status di residente non abituale e per dieci anni la pensione e' esentasse. I prezzi, poi, sono molto vantaggiosi". Da qui la ricetta è semplice e  risulta essere sempre la stessa: rendere più appetitoso rimanere nel nostro Paese. 

PROPOSTA "INDECENTE" Enrico Zanetti, segretario di Scelta Civica ha una visone un po' tutta sua del concetto."Occorre  approvare il nostro emendamento alla recente "manovrina" che introduceva anche in Italia un regime fiscale attrattivo per i pensionati esteri del ceto medio-alto del Nord Europa, per bilanciare il crescente flusso di trasferimenti all'estero determinati da misure analoghe di altri Paesi europei con un costo della vita inferiore al nostro". 

TURISMO PREVIDENZIALE Il fenomeno del turismo previdenziale da sempre spacca in due. Da una parte chi difende i cosiddetti "migranti economici di necessità" che ha causa di periodi di contribuzione molto bassi è costretto ad emigrare all'estero. Si tratta di famiglie che se vivessero in Italia non avrebbero abbastanza per poter vivere e rientrerebbero nella fila dei poveri assoluti. Dall'altra chi accusa invece "i furbetti della migrazione economica" che nonostante godano di "signore" pensioni spostano la residenza all'estero per usufruire dei regimi fiscali vantaggiosi e guadagnare quei mille euro in più che non fanno mai male...tranne a chi rimane in Italia e paga le tasse. 
caricamento in corso...
caricamento in corso...