La Bce conferma tassi bassi a lungo, ma vede rischi da Brexit e Trump

02 febbraio 2017 ore 15:53, Anna Lisa Renoldi
Il bollettino mensile della #Bce conferma la politica dei #tassi bassi annunciandone un’ulteriore stretta e lamenta  #rischi da politiche commerciali Usa e Brexit. Oltre le perplessità sull’aumento dell’inflazione nella zona euro la Bce conferma dal prossimo mese di aprile la riduzione degli acquisti di asset da 80 a 60 miliardi. Nonostante questo, i tassi di interesse di riferimento si manterranno allo stesso livello attuale o addirittura inferiori per un periodo che andrà oltre gli acquisti da parte della Bce.
Contestualmente agli acquisti netti, si legge nel documento dell'istituto presieduto da Mario Draghi, sarà reinvestito il capitale rimborsato sui titoli giunti a scadenza acquistati nel quadro del programma di acquisto di attività. Il Qe dunque andrà avanti finché non ci sarà aggiustamento nei prezzi.
Riguardo l’inflazione, la Bce imputa il recente aumento ai rialzi dei prezzi sull'energia, aggiungendo che le pressioni di fondo restano contenute.
Tuttavia le misure dell'inflazione di fondo dovrebbero mostrare un incremento più graduale nel medio termine, sostenute dalle misure di politica monetaria della Bce, dall'attesa ripresa economica e dalla corrispondente graduale riduzione della capacità produttiva inutilizzata.
Le considerazioni partono dai dati fino a dicembre, quando il caro vita aveva raggiunto l'1,1% e quindi nel bollettino economico non viene presa in considerazione la nuova forte crescita mostrata del caro vita a gennaio (all'1,8% l'inflazione si è molto avvicinata all'obiettivo nominale della stessa Bce).
In ogni caso, si legge nel bollettino "il Consiglio direttivo continuerà a guardare oltre le variazioni dell'inflazione qualora siano valutate temporanee e senza implicazioni per le prospettive per la stabilità dei prezzi nel medio termine".
Insieme all'inflazione, in questo inizio 2017 sembra prendere slancio anche la crescita economica della zona euro, trainata principalmente dalla domanda interna. E la Bce si attende un suo ulteriore consolidamento.
"La trasmissione delle misure di politica monetaria della Bce sostiene la domanda interna e facilita il processo di riduzione della leva finanziaria in atto. Le condizioni finanziarie molto favorevoli e il miglioramento della redditività delle imprese continuano a promuovere la ripresa degli investimenti. In aggiunta, i durevoli incrementi dell'occupazione, che beneficiano anche delle passate riforme strutturali, forniscono sostegno ai consumi privati attraverso l'aumento del reddito disponibile reale delle famiglie. Al tempo stesso, vi sono segnali di un certo rafforzamento della ripresa mondiale", si legge nel bollettino.
Dal quale emergono però anche motivi di preoccupazione. 
Per la Bce la crescita economica dell'area dell'euro sarebbe frenata dalla lenta attuazione delle riforme strutturali e dagli ulteriori aggiustamenti dei bilanci in diversi settori. I rischi per le prospettive di crescita nell'area restano quindi orientati al ribasso e sono connessi principalmente a fattori mondiali.
A pesare sono la Brexit e il nuovo corso politico del neo presidente Usa Donald Trump, orientato al protezionismo. "I rischi al ribasso per le prospettive degli investimenti delle aziende riguardano fattori geopolitici, ivi comprese le incertezze legate all'uscita del Regno Unito dall'Ue e le politiche commerciali degli Stati Uniti".

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