Fca non teme l’Epa: “No accantonamenti per l’indagine” e azzera il debito

27 gennaio 2017 ore 12:45, Luca Lippi
Nessun accantonamento da parte di #Fca per un’eventuale sanzione sulle emissioni dei modelli diesel della casa. A margine della presentazione dei risultati 2016 del gruppo #Fiat Chrysler #Sergio Marchionne ha deciso di non destinare risorse per sanare eventuali #contestazioni dell’agenzia statunitense per l’ambiente (#Epa).
La decisione del manager si configurerebbe nella valutazione del cambio di amministrazione alla Casa Bianca. Più nel dettaglio, il cambio di amministrazione alla Casa Bianca e la nomina al vertice dell’Epa di un avvocato repubblicano dichiaratamente favorevole ad ammorbidire le regole in favore dei produttori fa ben sperare il manager italoamericano, che due giorni fa insieme ai numeri uno di Ford e General Motors ha incontrato Donald Trump incassando la promessa di meno regole in cambio della creazione di posti di lavoro negli Usa. E Marchionne su questo fronte si è mosso d’anticipo, visto che già prima dell’insediamento del nuovo presidente ha annunciato 1 miliardo di investimenti nel Paese.

Fca non teme l’Epa: “No accantonamenti per l’indagine” e azzera il debito

Marchionne dunque prevede un’evoluzione ‘favorevole’ dell’inchiesta promossa dall’Epa nei confronti di Fca. Tuttavia la stessa valutazione non corrisponde alle disposizioni che sono state predisposte in Europa. La Germania ha chiesto alla Commissione di far ritirare alcuni modelli Fca sospettati di violazioni delle regole.
Proprio ieri (giovedì 26 gennaio) Bruxelles ha pubblicato linee guida per gli Stati membri mirate ad “aiutarli” ad applicare in modo rigoroso il divieto dei ‘defeat devices’, cioè i famigerati software che truccano le emissioni dei motori diesel.
Il commissario al mercato interno Elzbieta Bienkowska ha avvertito:Non si possono tollerare imbrogli. Le indagini nazionali stanno rivelando che un ampio numero di costruttori auto usano strategie che aumentano le emissioni al di fuori dei test e questo è illegale a meno che non sia tecnicamente giustificato in casi eccezionali, e l’onere della prova è carico del costruttore”. 
Analisi dei conti Fca considerando eventuali sanzioni
Il gruppo Fca, ha chiuso il 2016 con utili in crescita rispetto all’esercizio precedente e debito in calo, le uniche incognite sono le indagine di cui sopra. 
Fca ha venduto in Nord America 2,58 milioni  nel corso dell’esercizio (-5% sul 2015) sulle 4,7 totalizzate a livello globale, 69 miliardi di euro di ricavi netti e un risultato operativo rettificato, prima degli oneri finanziari, di 5,1 miliardi (+15%). In Europa, Medio Oriente e Africa l’azienda ha totalizzato lo scorso anno 1,3 milioni di consegne (pur in crescita del 14%), 21,8 miliardi di ricavi e 540 milioni di risultato operativo rettificato (+154%).
Complessivamente nel 2016, Fiat Chrysler ha registrato ricavi netti per 111 miliardi, quasi invariati rispetto all’anno precedente, e un utile netto rettificato (cioè al netto di plusvalenze e minusvalenze da cessione di partecipazioni, oneri di ristrutturazione, svalutazioni di attività e proventi o oneri atipici) di 2,5 miliardi contro gli 1,7 del 2015. 
In conclusione, Marchionne sta valutando ininfluente il rischio di eventuali sanzioni rispetto al mercato di riferimento di Fca e quindi prosegue a puntare l’obiettivo rispettando il piano industriale 2014-2018 che prevede l’azzeramento del debito il prossimo anno. Oggi il debito è passato dai 27,7 miliardi del 2015 a poco più di 24 miliardi.

autore / Luca Lippi
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