Istat, più fiducia dei consumatori e imprese nel mese di giugno

27 giugno 2017 ore 15:15, Anna Lisa Renoldi
L’Istat riferisce che la fiducia di consumatori e imprese è in recupero a giugno, dopo il calo di maggio. Aumenta di un punto percentuale (passando da 105,4 a 106,4), mentre l'indice composito del clima di fiducia delle imprese (Iesi) sale da 106,2 a 106,4. I progressi più marcati riguardano il clima economico e il clima futuro. I giudizi e le aspettative dei consumatori riguardo la situazione economica del Paese migliorano mentre continuano ad aumentare, per il terzo mese consecutivo, le aspettative sulla disoccupazione. Vedono "un deciso aumento" i giudizi e le attese su un incremento dei prezzi.
Nel complesso, spiegano dall'Istituto di statistica, nonostante "i segnali positivi", la fiducia delle imprese "resta su un livello abbastanza basso rispetto agli ultimi mesi".
Istat, più fiducia dei consumatori e imprese nel mese di giugno
La disamina per settore:
Manifatture, costruzioni e servizi - si evidenzia un miglioramento dei giudizi sugli ordini, mentre si registra un lieve calo delle attese sulla produzione e le scorte di magazzino che sono in flessione . Nel settore delle costruzioni, i giudizi sugli ordini migliorano, ma le aspettative sull'occupazione sono in diminuzione. Per quanto riguarda i servizi, aumentano le aspettative sugli ordini e i giudizi sull'andamento degli affari sono in deciso miglioramento. I giudizi sugli ordini appaiono invece in peggioramento.
Commercio al dettaglio - Nel commercio al dettaglio si registra una diminuzione del saldo relativo alle vendite correnti ed aumenta quello relativo alle aspettative sulle vendite future. Le scorte di magazzino sono infatti giudicate in accumulo.
Tuttavia il controsenso regna sovrano, giacché il commercio al dettaglio (quello regolare) tende a commercializzare quello che l’industria produce all’ingrosso, non si capisce perché gli ordinativi crescono e soprattutto chi è che ordina! Inoltre, non è chiaro perché i consumatori hanno fiducia e quindi sono pronti a spendere, ma poi di fatto non spendono mettendo in ginocchio il commercio. C’è qualcosa che non torna!
A giudicare dalla partecipazione alle recenti comunali tutta questa ‘fiducia’ pare non ci sia, forse neanche sfiducia, ma l’arrendevolezza può essere anche peggiore della presa di posizione. 

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