Ape volontaria pronta, ma il Consiglio di Stato indica modifiche

28 luglio 2017 ore 15:07, Luca Lippi
È alla fase finale di composizione il decreto attuativo per l’Ape volontaria. Il via libera da parte del Consiglio di Stato c’è e secondo quanto riportato da Pmi.it le novità in rampa di lancio riguardanti l’Ape volontaria sarebbero la non retroattività, l’assegno minimo, l’incompatibilità e la procedura di presentazione della domanda. è comunque utile ricordare che da un punto di vsta burocratico, per quanto possa esserci stata premura da parte dell'esecutivo e da parte del Consiglio di Stato per verificare nella forma e nella legalità il provvedimento, i tempi per la concessione dell'Ape volontaria non saranno proprio solleciti.
RETROATTIVITA’
Sembra che non sia prevista nessuna retroattività. Il parere del Consiglio di Stato interviene sul testo originario suggerendo per lo meno di introdurla come opzione facoltativa, “a domanda dell’interessato”: “di modo che i richiedenti possano beneficiare degli effetti della misura fin dalla data del primo maggio 2017 (data prevista in origine per la partenza del provvedimento), maturando conseguentemente il diritto alla corresponsione degli arretrati dei ratei dell’anticipazione pensionistica.
Ape volontaria pronta, ma il Consiglio di Stato indica modifiche
ASSEGNO O QUOTA MINIMA APE
Dovrebbe essere possibile richiedere la quota minima di Ape di 150 euro per almeno sei mesi. La quota massima, invece, dovrebbe essere quella già nota:
-90% della pensione netta per chi chiede un anticipo fino a un anno,
-85% se l’indennità viene percepita per un periodo da uno a due anni,
-80% dai due ai tre anni, 75% per periodo oltre i tre anni

INCOMPATIBILITÀ ALL’APE VOLONTARIA 
Il Dpcm esplicita una serie di cause di incompatibilità che potranno determinare la mancata certificazione Inps del diritto all’Ape Volontaria: esposizioni creditizie scadute e non pagate o sconfinanti da oltre 90 giorni. Il Consiglio di Stato ha suggerito di riformulare prevedendo che l’esposizione creditizia debba intendersi nei confronti di banche e altri operatori finanziari, per evitare che la norma possa assorbire qualsiasi altra ipotesi di debito verso altri fornitori (che, fra l’altro, gli assistiti potrebbero aver contratto con la speranza di farvi fronte grazie all’Ape).
Non bisogna poi essere registrati negli archivi della centrale dei rischi della Banca d’Italia (protesti, insolvenze relative ad assegni e carte di credito). Il Consiglio di Stato chiede di eliminare la parte in cui viene limitato l’accesso anche a coloro che siano iscritti a registri di cattivi pagatori di altri soggetti privati. Ultimo, ma non ultimo, non si devono avere pignoramenti in corso. 

DOMANDA 
La domanda di Ape Volontaria, come quella per Ape Sociale e per la pensione precoci, si presenterà in due tempi: richiesta di certificazione Inps e, in caso di risposta positiva, istanza di anticipo pensionistico vero e proprio, da accompagnarsi alla domanda di pensione futura. Dal Dpcm si possono già vedere i moduli che in totale saranno 5.
-Domanda di certificazione del diritto all’Ape
-Domanda di Ape
-Proposta di assicurazione
-Istanza di adesione al fondo di garanzia per l’accesso all’Ape
-Domanda di pensione di vecchiaia

ENTRATA IN VIGORE
L’entrata in vigore ha tempi relativamente lunghi: entro 30 giorni dalla pubblicazione del Dpcm dovranno essere pubblicati gli accordi quadro con le banche e con le compagnie assicurative per l’erogazione del prestito.

LE ALTRE INDICAZIONI DEL CONSIGLIO DI STATO
Inoltre il Consiglio di Stato:
-sollecita conclusione degli accordi quadro, che condizionano la pratica operabilità dell’istituto;
-affiancare alla già prevista assistenza fornita dagli intermediari a ciò autorizzati (essenzialmente, i patronati), altre forme di comunicazione, informazione, interlocuzione e orientamento al pubblico, quali, per esempio, sportelli di ricevimento e di accoglienza presso l’Inps e numeri verdi, serviti da un adeguato call center;
-introduzione di strumenti di mediazione e di conciliazione che contribuiscano in via preventiva a elidere il contenzioso oppure a risolverlo in via successiva attraverso modalità alternative al sistema giurisdizionale ordinario, da attivarsi anche presso l’Inps;
-distinguere gli elementi la cui attestazione ricade sotto la responsabilità personale del richiedente e quelli, invece, rientranti sotto la piena responsabilità dell’Inps;
-disciplinare più compiutamente il diritto di recesso dal contratto di finanziamento e dal contratto di assicurazione;
-specificare nelle condizioni generali di contratto, mediante clausole chiare e immediatamente intellegibili, gli effetti conseguenti, in corso di erogazione dell’Ape, all’adeguamento dei requisiti pensionistici all’aspettativa di vita, quali che essi saranno (rideterminazione del piano di ammortamento, della relativa rata mensile, durata del finanziamento).
È necessario ricordare che il meccanismo dell’Ape Volontaria prevede come condizione necessaria almeno 63 anni di età, 20 anni di contributi, un assegno pari a 1,4 volte il minimo, massimo tre anni e sette mesi dalla pensione di vecchiaia. Non si tratta di un ammortizzatore sociale o di una pensione anticipata, ma di un prestito finanziato dal sistema privato ed erogato dall’Inps, da restituire in 20 anni con trattenute sulla pensione vera e propria.

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autore / Luca Lippi
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