Mps news, attacco al "salva-risparmio": chiesta commissione d'inchiesta

03 gennaio 2017 ore 21:53, Luca Lippi
Levata di scudi di Enrico Zanetti intervenendo a nome dei gruppi parlamentari, alla Camera e al Senato, di Scelta Civica – Ala: Nostro sostegno a Decreto MPS? Vogliamo pari trattamento retroattivo anche per gli obbligazionisti subordinati delle quattro banche e vogliamo la commissione parlamentare d’inchiesta. Troppo comodo chiedere senso di responsabilità quando si tratta di aumentare ai contribuenti il debito pubblico e non avere alcun senso di responsabilità quando si tratta di fare chiarezza per i cittadini
Nei fatti, il salvataggio della stato di Mps non è altro che la misura di ultima istanza non solo per impedire danni a milioni di risparmiatori che hanno avuto fiducia nell’istituto, ma anche per evitare un vasto contagio in Italia e in Europa. 
Lo dimostrano chiaramente nel saggio “Crisis Transmission in the Global Banking Network” (IMF working paper No. 16/91), in cui Galina Hale (Federal Reserve Board of San Francisco), Tümer Kaplan (Fannie Mae, l’istituto di riassicurazione di mutui edilizi) e Camelia Minoiu (Fmi) studiano la trasmissione degli shock bancari internazionali. 
Ciò indica che le stesse autorità europee hanno autorizzato un’operazione di aiuti di Stato non solo nell’interesse dell’Italia, ma in quello del più vasto contesto europeo. D’altronde, già lo scorso giugno, nella sua funzione di autorità di vigilanza, la Banca centrale europea aveva scritto a Mps indicando le misure da prendere per evitare il collasso dell’istituto. 
Quindi il negoziato tra il ministero dell’Economia e delle Finanze e le autorità europee è stato verosimilmente meno difficile di quanto mostrato sulla stampa.
Con questo non si vuole intendere che i danneggiati dal salvataggio in bail-in delle quattro banche di cui parla Enrico Zanetti, debbano patire conseguenze per tutti. Tuttavia nei fatti il ministro Padoan non ha escluso affatto una ripresa della situazione pregressa per non fare ‘figli e figliastri’.

Mps news, attacco al 'salva-risparmio': chiesta commissione d'inchiesta

In concreto La situazione di Monte dei Paschi di Siena, dopo il salvataggio ricevuto da parte dello Stato (diventato il suo principale azionista) è molto più stabile di qualche settimana fa. L'istituto senese, però, negli ultimi giorni ha potuto accogliere l'appoggio di un alleato sulla carta insospettabile: Silvio Berlusconi. Il leader di Forza Italia ha ribadito la volontà di sostenere Mps anche nell'ultima intervista esclusiva rilasciata il 31 dicembre al quotidiano Libero. Ecco le sue parole in proposito: "Al di là dell' affetto che mi lega al Monte Paschi, la sua saldezza e la credibilità del sistema bancario sono un interesse nazionale prioritario. Il Monte dei Paschi è la banca più antica del mondo, una nostra gloria nazionale. La sua caduta innescherebbe un effetto¬ domino incontrollabile. Per questo bisogna assolutamente intervenire al di là del fatto che sia stata una pertinenza della sinistra. Io non ragiono così, quando è in gioco l'interesse nazionale".
Montepaschi potrebbe emettere delle obbligazioni per raccogliere degli importanti capitali sul mercato. Lo ha scritto Il Sole 24 Ore, ricordando che in questo modo si potrebbe contribuire positivamente alla predisposizione del nuovo piano industriale della banca toscana che dovrà tenere conto della richiesta di ricapitalizzazione da 8,8 miliardi di euro formulata dalla Banca centrale europea. Nello specifico si vorrebbe procedere con due emissioni, che molto probabilmente sarebbero destinate agli investitori istituzionali, entro febbraio. Da un certo punto di vista la banca toscana potrebbe raccogliere capitali approfittando di un tasso relativamente basso. Da un’altra prospettiva, non sarà facile convincere gli investitori a puntare su una banca visto il già fallito tentativo di aumento di capitale. Tuttavia le obbligazioni dovrebbero essere più appetibili delle azioni, considerando che non verrebbero colpite da bail¬in. Anche se non darebbero diritto di voto.
La situazione allo stato dell’arte
Mps prepara il primo intervento del 2017 per cercare di ripristinare la propria liquidità e fermare la fuga dei depositi. Secondo quanto scrive Milano Finanza, la banca starebbe quindi pensando di dar vita a un’emissione obbligazionaria da 15 miliardi di euro in due tranche. La prima dovrebbe partire nell’arco delle prossime settimane. I vertici di Rocca Salimbeni dovranno poi mettere mano al piano industriale, che dovrà essere riscritto entro febbraio, a seguito del fallimento dell’aumento di capitale privato, così da poter far scattare la ricapitalizzazione pubblica e l’ingresso massiccio del Tesoro nella banca, che dovrebbe arrivare a detenere il 70% del capitale. Resta solo da capire quale sarà la cifra che dovrà stanziare lo Stato rispetto agli 8,8 miliardi indicati dalla Bce.
Il decreto "salva banche" che è stato approvato prima di Natale per il salvataggio di Monte dei Paschi di Siena doveva cominciare il suo iter dalla Camera, ma ieri è stato passato al Senato. La decisione non è ufficiale, ma è stata rivelata da fonti parlamentari e desta qualche preoccupazione in particolare all'interno di Forza Italia. Presentare un provvedimento in un ramo del Parlamento per poi ritirarlo e depositarlo nell'altro costituisce un'operazione procedurale alquanto anomala e irrituale” ha dichiarato Renato Brunetta, che non sa spiegarsi la ragione di una simile decisione anche perché al Senato la maggioranza ha numeri meno sicuri e legati a rapporti “non ancora del tutto chiari”. Dietro questa decisione ci sarebbero motivi politici? Si cerca un incidente di percorso sulla pelle dei risparmiatori? Sono questi gli interrogativi di Brunetta, intervenuto in merito allo spostamento del decreto "salva banche" importante per il salvataggio di Monte dei Paschi.
Le dichiarazioni
Pompeo Locatelli, liberista e consulente aziendale, dalle pagine de Il Giornale commenta la vicenda di Montepaschi spiegando che a suo modo di vedere lo Stato deve rimanere nella banca toscana solo per la fase di ristrutturazione. Inoltre, rimprovera al ministro Padoan di criticare i controllori europei senza ammettere le proprie colpe, condivise con l’ex Premier Renzi, per aver aggravato la situazione di Monte dei Paschi di Siena. Locatelli lancia poi una provocazione: “Si introduca per Mps un'addizionale (ne esistono e resistono tante!) una tantum in misura percentuale e che preveda una franchigia per i redditi molto bassi. Chi paga l'addizionale si veda assegnate azioni della banca. In tal modo prenderebbe vita una public company dove, grazie alle proprie azioni, sarà possibile dar vita ad aggregazioni per incidere nella scelta del management e nei programmi”.
Anche Roberto Ciambetti chiede la costituzione di una Commissione parlamentare d’inchiesta su Mps, ma non solo. Secondo il Presidente del Consiglio regionale del Veneto, anche le vicende delle popolari venete e delle quattro banche fallite a fine 2015 devono avere un chiarimento definitivo. Del resto il solo salvataggio di Montepaschi costerà circa 333 euro a cittadino, secondo le stime di Federconsumatori e Adusbef. Dunque il debito pubblico aumenterà, facendo sentire il suo peso sulle generazioni future. Per Ciambetti è quindi diritto dei cittadini sapere “chi sono i colpevoli di questo disastro finanziario, perché il sistema della vigilanza non ha funzionato e se vi sono state delle collusioni e coperture a qualsiasi livello politico come nelle istituzioni di controllo a iniziare da Bankitalia”. “Che il caso delle banche sia di pubblico interesse è fuor di dubbio, e fuori da ogni dubbio dovrebbe essere il principio per cui la rifondazione del sistema bancario deve avvenire nella massima trasparenza e chiarezza, sulla base di principi etici tra i quali la cristallinità e la pulizia sono imprescindibili”, aggiunge.

autore / Luca Lippi
Luca Lippi
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