Mps, i numeri definitivi: il piano ufficiale presentato da Morelli

05 luglio 2017 ore 16:34, Luca Lippi
Diffuso il piano di ristrutturazione di Mps 2017-2021 approvato da Bruxelles. È lo stesso amministratore delegato di Mps, Marco Morelli, durante la presentazione del piano agli analisti a spiegare nel dettaglio tutti i passaggi del salvataggio. Dopo l'approvazione della Commissione europea che ha accolto la ricapitalizzazione precauzionale del Monte dei Paschi di Siena, il Tesoro entro la fine di questo mese potrà entrare nel capitale, salendo al 70% circa della Banca senese con un costo complessivo di 5,4 miliardi. In linea con il "principio di condivisione degli oneri" previsto dalla normativa sugli aiuti di Stato dell'Ue.
Marco Morelli ha descritto il lavoro di questi mesi come quello di un "pronto soccorso: un'emergenza ogni cinque minuti". L'Ad ha dedicato alcuni pensieri all'impegno e alla dedizione mostrata da tutte le risorse umane del gruppo in occasione dell'esposizione dei punti essenziali del piano di ristrutturazione: "Il Monte dei Paschi ora potrà recuperare il suo posto nel mercato bancario retail italiano". Nei primi tre mesi del 2017, ha aggiunto, Morelli, sono stati recuperati 5,5 miliardi di depositi.
Mps, i numeri definitivi: il piano ufficiale presentato da Morelli
I numeri definitivi - riduzione di 600 sportelli e la cessione delle due banche estere del gruppo: la francese Mps Banque e Mps Belgio Per quanto riguarda il personale, Mps mette in conto una riduzione di 5.500 unità entro il 2021. Di questi, 4.800 uscite attraverso l’attivazione del Fondo di Solidarietà, 450 uscite legate alla cessione o chiusura di attività, 750 uscite derivanti dal turnover fisiologico e circa 500 nuove assunzioni. Riguardo le sofferenze, dismissione di 28,6 miliardi lordi (dati al 31 dicembre 2016), di cui 26,1 miliardi attraverso una struttura di cartolarizzazione e 2,5 miliardi, costituiti da posizioni unsecured di piccolo importo e leasing, tramite procedure dedicate. Nell'ambito della cartolarizzazione, le obbligazioni Junior e Mezanine saranno cedute al Fondo Atlante ad un prezzo pari al 21% del valore lordo contabile: il deconsolidamento del portafoglio di sofferenze è previsto per il primo semestre del 2018. 

Ritorno in Borsa - Il primo passo da compiere dopo lo sblocco della situazione di stallo di Mps sarà quello di riavviare entro fine luglio le quotazioni in Borsa del titolo Mps, sospese dal 23 dicembre 2016 e tuttora "congelate" da quella lontana giornata invernale a 15,08 euro ad azione. Il ritorno alla contrattazione in Borsa dovrebbe avvenire a fine settembre, dopo la presentazione del prospetto alla Consob ma niente dividendi in vista: "Uno dei divieti richiesti dalla Ue è quello sulla distribuzione di dividendi, finché si resta nel regime di aiuti di Stato", ha detto Morelli. 

Ritorno all’utile – dai calcoli fatti dallo staff diretto dall’ad Morelli emerge che Mps potrà tronare all’utile dal 2019 con una stima di profitti netti per 570 milioni. Il numero emerge da una tabella della presentazione agli analisti. Il risultato operativo netto al 2019 è indicato in 700 milioni. L'insieme degli interventi di ristrutturazione porterà un utile netto di 1,2 miliardi al 2021 secondo le previsioni del management. Il Roe a fine periodo è stimato al 10,7%. Tra i tagli non manca quello del compenso all’amministratore delegato. Morelli taglia se stesso a 466mila euro annui, rinunciando a qualunque forma di indennizzo e bonus per tutta la durata del piano, e la situazione rimarrà tale fino a che l'Unione europea non si pronuncerà sull'uscita dal regime di aiuto. Morelli ha dichiarato a tale proposito: "Saranno 5 le persone con decurtazione dello stipendio oltre a me". Si tratta di una decurtazione di circa il 70% rispetto all'attuale retribuzione dell'ad. Il piano prevede anche un tetto alle retribuzioni: non potranno superare 10 volte la media dei dipendenti.

La situazione allo stato dell’arte - Il gruppo ricapitalizza per complessivi 8,1 miliardi. Di questa cifra, 4,3 miliardi ricadono sui detentori di obbligazioni subordinate e gli azionisti, attraverso la conversione delle obbligazioni subordinate in azioni e la diluizione degli azionisti esistenti.
Il Mef parteciperà all'operazione con 3,9 miliardi (al netto del rimborso dei detentori retail di bond senza le compensazioni per 1,5 miliardi) entrando nel capitale di Mps con acquisto di azioni a prezzo ridotto.
Mps da parte sua ha raccolto capitale privato vendendo attività per complessivi 536 milioni di euro.

In conclusione – il nuovo piano è totalmente differente dal primo del luglio 2016, gli esuberi previsti erano appena 3000. Il vecchio piano fu confermato il 24 ottobre e definitivamente tramontato a dicembre 2016. In quel caso si prevedeva un aumento di capitale da 5 miliardi e la cartolarizzazione delle sofferenze a una società veicolo, Sec.Co, per 9,4 miliardi. Già allora era prevista la partecipazione di Atlante, per 1,6 miliardi alle junior e mezzanine. La scadenza dell'aumento, il 22 dicembre 2016, senza aver raccolto fondi aveva poi spinto alla sospensione del titolo e al decreto d'urgenza del governo per il sostegno alle banche, apripista anche dei soccorsi alle banche venete.

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autore / Luca Lippi
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