Pensioni: cumulo contributi, Opzione Donna e dramma età pensionabile

05 luglio 2017 ore 17:19, Luca Lippi
Ieri, 4 luglio, si è tenuto l’atteso incontro tra governo e sindacati dando così avvio alla famosa fase 2 del cronoprogramma sulla riforma delle pensioni (di fatto già in enorme ritardo). Doveva essere un incontro interlocutorio e di preambolo a quello previsto a prossima settimana, nella sostanza non si è discusso di molto e di fatto, la notizia più importante è appunto questa, c’è stato un drammatico silenzio riguardo il congelamento dell’età pensionabile.
Andiamo con ordine e facciamo un rapido riassunto dell’incontro tenutosi nel pomeriggio di ieri presso la sede del ministero del Lavoro.
Pensioni: cumulo contributi, Opzione Donna e dramma età pensionabile
Cumulo contributivo - C’è un buco di due miliardi! Di fatto servirebbero per la copertura finanziaria del cosiddetto cumulo contributivo, esteso dall'ultima legge di Stabilità anche per i professionisti (medici, ingegneri, avvocati e via dicendo), che abbiano nel corso della loro vita lavorativa effettuato versamenti contributivi all'Inps ma anche ad altre gestioni previdenziali e che ora vogliano unificare le quote per andare in pensione prima o per avere una pensione più alta. Tutto questo gratuitamente e non con i costi esorbitanti delle ricongiunzioni. L'estensione di questa possibilità anche ai professionisti riguarda centinaia di migliaia di lavoratori. Solo la cassa degli ingegneri e architetti (Inarcassa) ha fatto presente che sono circa 65mila i professionisti delle due categorie interessati, per un onere di 550 milioni di euro. I tecnici dell'Adepp (Associazione degli enti privatizzati) hanno fatto una stima dei costi complessivi che supera i due miliardi di euro.
Il pasticcio è dovuto al fatto che quando la misura è stata introdotta nella legge di Bilancio, ai ministeri del Lavoro e dell'Economia hanno previsto una copertura finanziaria pari a meno di 100 milioni di euro per l'anno in corso. 

Proroga opzione donna - è stato proposto come argomento anche quello relativo alla proroga di Opzione Donna al 2018, come promesso alla vigilia dal segretario confederale della Cgil Ghiselli. Sull’argomento l’onorevole Rizzetto ha dichiarato che si è in una posizione di stallo totale. Tuttavia, il ‘numero due’ della Commissione Lavoro alla Camera ha però aggiunto che qualcosa potrebbe muoversi entro non molto tempo. Ha inoltre ribadito di credere fortemente nell'equità della misura, affermando che si potrebbe rendere strutturale, svincolandola così dal carattere sperimentale che ha avuto fino ad oggi. A conclusione del suo pensiero, Rizzetto ha anche detto che, se fosse al governo, proporrebbe OD come prima misura, anche per i maschi. 

Congelamento età pensionabile - "Ancora nessuna risposta dal governo" sul congelamento dell'eta' pensionabile. I sindacati sono usciti dall’incontro al ministero del Lavoro facendo notare una mancata presa di posizione del governo sullo stop al meccanismo che porterebbe a 67 gli anni necessari per uscire a partire dal 2019. Martedì 11 luglio è prevista un nuovo vertice in cui Cgil, Cisl e Uil torneranno alll'attacco sulla questione, considerata una sorta di precondizione per poter passare a parlare della 'fase due' della riforma. Spiega il segretario confederale della Cgil, Roberto Ghiselli: "Il Governo deve scoprire le carte, anche oggi non abbiamo avuto proposte specifiche". Pronta "una mobilitazione" se non si troverà una soluzione.
L'obiettivo dei sindacati non è solo bloccare a 66 anni e 7 mesi l'età d'uscita, ma anche "differenziare" i tetti e renderli più bassi in caso di lavori gravosi. E i sindacati sono uniti su questo tema. 'Il governo sta procedendo un po' troppo lentamente", sottolinea la Uil con Domenico Proietti: "chiediamo un'accelerazione per un pacchetto di interventi, in modo da sottoscrivere un verbale a settembre, da recepire nella legge di bilancio”. In primis c'è il no all'inasprimento dei requisiti per la pensione (67 anni di età e 43 anni e 3 mesi di lavoro per gli uomini, 42 anni e 3 mesi per le donne). Sull'argomento, dice la Uil, "il governo non si è pronunciato".
Il ministro del Lavoro Giuliano Poletti rispondendo a una domanda dei giornalisti che a margine della presentazione del rapporto Inps gli chiedevano di possibili interventi per bloccare l'automatismo che innalza l'età pensionabile in relazione alle aspettative di vita, ha risposto: "Siamo in largo anticipo: l'Istat ci darà i dati in autunno, quando saremo in condizioni di valutare cosa fare lo faremo. Questa è una scelta che viene da lontano il tema non è solo del ministero del Lavoro, bisogna farla a ragion veduta".

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