C.A', Hsbc e JPMorgan multati dall'Antitrust Ue: questione di cartello

09 dicembre 2016 ore 11:36, Luca Lippi
Passati due anni e mezzo, durante i quali l’antitrust Ue ha dovuto procedere a un supplemento di indagini dopo il filone principale sull’accordo illegale sui derivati di diverse banche.
Nello specifico, secondo l’antitrust Ue le principali banche d’investimento mondiali hanno violato le regole Ue sulla concorrenza stringendo accordi illegali sul mercato dei derivati tra il 2006 e il 2009. 
Questa è stata la conclusione preliminare a cui è giunta l’Antitrust Ue, che ha informato i 13 istituti coinvolti. Cioè Goldman Sachs, Deutsche Bank, Bank of America Merrill Lynch, Barclays, Bear Stearns, BNP Paribas, Citigroup, Morgan Stanley, Credit Suisse, HSBC, JP Morgan, Rbs, Ubs. Oltre all’International Swaps and Derivatives Association (Isda) e la banca dati Markit.
L’Antitrust Ue guidato da Margrethe Vestager era giunta a puntare il faro su sette banche, accusate di aver siglato un’intesa tra il settembre 2005 e il maggio 2008 relativa al tasso Euribor. Ma Barclays, Deutsche Bank, Rbs e Société Générale avevano accettato di risolvere la questione accettando l’accordo proposto dalla Commissione. Per le altre tre, che si erano rifiutate, l’inchiesta è proseguita e oggi sono arrivate le sanzioni.
Quasi mezzo miliardo di multa per le banche Crédit Agricole, Hsbc e JPMorgan Chase, le multe sono diverse per ogni banca e tengono conto del valore delle vendite realizzate, dalla loro durata e dall’estensione geografica. 
La più salata è per JPMorgan Chase, che dovrà pagare 337 milioni di euro (5 mesi). Per Crédit Agricole la sanzione è invece di 114,6 milioni di euro (5 mesi), mentre per Hsbc è di 33 milioni (un mese). 

C.A', Hsbc e JPMorgan multati dall'Antitrust Ue: questione di cartello

Da anni quasi tutte le banche internazionali sono state chiamate a pagare altrettante multe miliardarie: nel 2013 la JP Morgan per 13 miliardi di dollari, nel 2014 la Citibank per 7 miliardi e la Bank of America per circa 17 miliardi, e poi la Goldman Sachs per 5,1 miliardi, la Morgan Stanley per 3,2 miliardi...
Sono cifre importanti che pongono una serie di domande pressanti e inquietanti. Quanto hanno incassato le banche negli anni della “bonanza”, se sono disposte a pagare decine di miliardi? Si può presumere che abbiano incassato centinaia di miliardi, ingigantendo a dismisura i loro bilanci tanto da superare persino quelli di molti Stati. Non solo dei più piccoli o meno industrializzati.
Inoltre, il danno prodotto all’intero sistema economico e finanziario globale è stato devastante. Si stanno ancora pagando gli effetti della recessione che ne è derivata. 
È ormai convinzione diffusa che sia stata proprio la grande speculazione sui mutui subprime e sui derivati connessi a scatenare la più grande crisi finanziaria della storia. Con spregiudicatezza e arroganza le grandi banche hanno giocato forte ai “casinò della speculazione” usando “fiches” non di loro proprietà, ma quelle dei risparmiatori, delle imprese e persino dei governi. E dopo il disastro hanno chiesto di essere salvate dalla bancarotta con i soldi pubblici! 
Quanto ci sono costate la speculazione e la crisi? È molto complicato cercare di quantificarne i danni e le perdite che hanno prodotto alle economie e alle popolazioni di tutti i Paesi colpiti. 
Sono sicuramente immensi, tanto quanto le responsabilità dei principali attori. Se si tratta di frodi conclamate, come è possibile che, con il semplice pagamento di una multa, i responsabili vengano sollevati da qualsiasi condanna civile e penale?
Le multe sono di fatto pagate dai correntisti e dai clienti delle banche in questione. Tutto ciò fa sì che i cittadini perdano ulteriormente fiducia, e non solo nel sistema bancario.

autore / Luca Lippi
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