Istat, casa troppo cara: per una famiglia su 20 è crisi mutuo e affitti

09 dicembre 2016 ore 12:45, Luca Lippi
I dati sono quelli ufficiali dell'Istat, relativi al 2015. Troppe famiglie sono in ritardo con le rate del mutuo e il pagamento degli affitti.
Si fa riferimento all'indagine sul reddito e le condizioni di vita delle famiglie, per cui sono appena state aggiornate le serie, e all'indagine sulla spesa per consumi, in cui viene anche evidenziato che sono poco più di 3,2 milioni le famiglie che pagano un mutuo (il 17,7% di quelle che vivono in abitazioni di proprietà). 
La fetta dei nuclei in affitto è invece pari al 18,0% del totale (poco più di 4,5 milioni).
Diversi mesi fa ne avevamo prevista la china, l’aumento dei mutui richiesti non può essere un segnale di ripresa, a fronte dell’aumento di lavoro precario, in troppi hanno creduto di poter sostenere delle spese, ma la natura dell’impiego (precaria appunto) è poi arrivata alla resa dei conti. 
Le banche hanno anche aumentato e ripreso a concedere mutui, ma dietro ci sono redditi da pensione a garanzia e tanti, tantissimi prolungamenti di vecchi mutui che nel tempo avevano trasformato rate ‘normali’ in insostenibili dai contraenti che nel frattempo, colpa della crisi, avevano visto i propri redditi falcidiati.
Mutui convenienti e compravendite immobiliari in ripresa si sono trasformati in un oltre il 5% delle famiglie che non riesce a stare dietro alle scadenze con le banche e con i proprietari per gli affitti. 
Quindi, le condizioni economiche delle famiglie restano precarie. Lo dice l'Istat. Ed è il Sud a rivelarsi il peggiore pagatore.

Istat, casa troppo cara: per una famiglia su 20 è crisi mutuo e affitti

Nel dettaglio
Nel 2015 il 6,9% dei nuclei familiari meridionali non era in regola con le rate. Un po' più diligenti gli abitanti delle isole, dove si scende al 5,4% dei ritardatari. 
La percentuale si riduce al Nord-est, 5,2%. 
In sostanza, con il costo del denaro inchiodato al minimo storico e tassi d'interesse bassissimi, l'anno scorso si è tracciato il negativo primato degli inadempienti del mutuo. 
Con il 5,4% si è raggiunto infatti il livello più alto dall'avvio delle serie storiche dell'Istat nel 2004, quindi almeno da undici anni.
Il popolo delle famiglie che hanno sottoscritto un contratto di mutuo è ridotto rispetto al numero dei nuclei che vivono in abitazioni di proprietà. Si tratta di una fetta del 17,7%, pari a 3,2 milioni di persone. 
Il numero dei nuclei in affitto misura invece il 18%, poco più di 4 milioni e mezzo. È su queste due fasce che l'Istituto ha puntato i riflettori nell'indagine sul reddito e le condizioni di vita delle famiglie, per cui sono appena state aggiornate le serie, e nell'indagine sulla spesa per consumi. 
Nel 2015 quasi il 60% delle famiglie ha dichiarato di ritenere insostenibile l’aumento delle spese per mantenere un tetto sulla testa. 
Anche se vi sono delle differenze. Sono ancora gli anziani a reggere finanziariamente la società. I più puntuali sono infatti i pensionati (1,4%), i più ritardatari, come del resto era prevedibile, sono invece i disoccupati (18,9%).

autore / Luca Lippi
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