EDITORIALE/Renzi-Berlusconi e Salvini-Grillo: manovre estive per le politiche

14 luglio 2017 ore 12:36, Fabio Torriero
Prove tecniche di elezioni politiche. Manovre strategiche e riposizionamenti estivi in vista di un autunno che si annuncia molto caldo.
I partiti stanno tutti a pezzi. Il ceto politico, in piena transumanza e oppresso dalla sindrome da poltrona, pure.
1) Il Pd segue le altalenanti frenate e accelerazioni di Matteo Renzi (Pd di lotta e di futuro governo). Mentre Gentiloni (anatra zoppa) resta a Palazzo Chigi (per volontà quirinalizia), e molto probabilmente terminerà il mandato (a meno che non resti vittima di qualche agguato balneare: troppe fiducie, dalle banche ai vaccini). Sullo ius soli, infatti, la maggioranza rischia di fare autogol. Ma una cosa è certa: ciò che resta del centro-sinistra e del suo più importante partito di riferimento, si trova nella condizione molto particolare di gestire politicamente la propria sconfitta culturale. Su identità, Ue, economia, sicurezza e specialmente immigrazione (accoglienza e cittadinanza), tutte le sue ricette, dati alla mano, si sono dimostrate insufficienti e fallimentari. Quando Renzi si trova
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costretto a rincorrere la Lega (ad esempio, nella distinzione tra migranti economici e rifugiati politici, la questione dei porti e l’aiuto a casa loro), vuol dire che il dato è tratto. E in politica, si diffida dalle imitazioni. Tra la copia e l’originale si sceglie sempre l’originale (ossia, Salvini).
2) Tramortito dalle rivelazioni della Bonino circa l’accordo con la Ue (i nostri porti in cambio di flessibilità e soldi), lo stesso Renzi sta navigando (non del tutto convinto, lui spera ancora in una grande affermazione elettorale) verso la prospettiva di una Larga Coalizione anti-Grillo, che con questo sistema elettorale (se non viene ritoccato in zona-Cesarini), dovrebbe vedere l’intesa tra lui e Silvio Berlusconi. Un accordo che dovrebbe basarsi sull’ipotesi di un governo Calenda, il massimo punto di equilibrio tra Fi e Pd, una sorta di riedizione montiana in salsa progressista. Un nuovo patto del Nazareno, un nuovo partito della Nazione? Saranno i fatti a chiarirlo.
3) Il “piano b” di Renzi al momento è in cantina. Cioè, recuperare la vecchia categoria del centro-sinistra ulivista, dove i suoi ex sodali (compagni coltelli) lo attendono: da Bersani a D’Alema. Un orizzonte ulivista ben visto da Orlando e Franceschini, da Cuperlo etc. Sono i nemici interni di Matteo.
4) La Lega, dal canto suo, rischia di veder gestita da altri la sua vittoria culturale (immigrazione e sicurezza). Logico che Matteo (l’altro), fiutando il nuovo patto del Nazareno, abbia aperto mediaticamente ai 5Stelle (ricevendo picche), che a loro volta, in crisi da consenso, si sono anche loro avvicinati alle tesi leghiste, perdendo pezzi sinistri del movimento. Le uscite della Raggi in merito e le recenti dichiarazioni di Di Maio, dimostrano inequivocabilmente questa inversione di rotta.
5) Salvini del resto, non può farsi cuocere a fuoco lento. Se sta all’angolo perde su tutti i fronti, al massimo vince (nel prossimo Parlamento) un diritto di tribuna più solido, ma inutile (la Lega ormai nazionale, aumenterà i consensi, ma sarà ininfluente ai fini del governo). Se apre ai grillini rompe gli schemi, ma rimane col cerino in mano. Se resta nel centro-destra di ora, pur di guidare lo schieramento sarà costretto a ridimensionare le sue idee e trasformarsi in un giovane berlusconiano: annacquando fortemente la sua battagli anti-Ue, anti-euro, e spostandosi sempre più verso una linea conciliante “liberale e moderata” (una linea non da lui); strategia che in parte ha già adottato.
6) Il centro-destra viaggia  a fasi alterne tra il decoder berlusconiano e lo schema amministrativo (tutti insieme, più liste civiche) chiamato “modello-Toti”, rinvigorito dal voto. Uno schema non condiviso da Arcore. Secondo precisi boatos pare che il risultato delle scorse elezioni più che avere soddisfatto il Capo, lo ha disturbato. Avrebbe preferito un basso profilo, più in linea con le Larghe Intese in progress.

L’estate porterà consiglio o il definitivo caos. 

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