EDITORIALE, Francia al voto. Tutti appaiati: destra contro sinistra o anti e filo-Ue?

21 aprile 2017 ore 10:12, Fabio Torriero
A pochi giorni dal voto per le presidenziali transalpine aumentano gli indecisi, la confusione e la paura.
L’indecisione e la confusione, legate agli ultimi sondaggi, e alla crescita esponenziale del “partito dell’astensione”, riflettono il momento magmatico e incerto che sta vivendo la Francia. Ancora ferma alle categorie ideologiche del Novecento, con partiti, leader, tutti in crisi e a corto di idee.
La paura dipende, invece, dalla recente cronaca: gli scontri di Pasquetta a Parigi, durante il comizio della Le Pen; ]ossia, le aggressioni violente da parte dei collettivi di estrema sinistra. Concitazione e surriscaldamento del clima elettorale che in parte ripropone il comodo alibi dell’antifascismo: bene che va, se la Le Pen farà la vittima, porterà
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qualche voto in più al Fn; se, al contrario, i suoi avversari imporranno la comunicazione che lei è divisiva e alimenta l’odio, a causa delle sue battaglie, prenderanno loro qualche voto in più. Ma è poca cosa. Più preoccupante l’arresto dei due presunti terroristi islamici, radicalizzati in carcere e naturalizzati francesi. Il che evidenzia, ancora una volta, se ce ne fosse bisogno, l’inefficacia delle politiche di integrazione francese, ispirate all’assimilazione e al primato della laicità repubblicana: sono, come gli altri terroristi che hanno colpito a Parigi, immigrati francesizzati di terza e quarta generazione, che abbracciano la lotta armata.

E sorpresa, la foto nel loro video di Fillon, il candidato moderato e cattolico, espressione di quel mondo che ha mobilitato milioni di francesi contro il matrimonio egualitario (Manif pour tous), considerato quindi, più pericoloso della stessa Marine, sostenitrice di politiche anti-Islam e anti-immigrazione.
I sondaggi sono emblematici. Dal duello bipolare che sembrava tenere e vincere (Macron-Le Pen), ora secondo i rilevamenti più freschi, sono tutti appaiati. Una sorta di effetto-Palio. Dal 24% di Macron, al 22% della Le Pen. 
Tiene Fillon, nonostante i guai giudiziari. E avanza Melenchon, l’esponente della sinistra di base, che sta polverizzando Hamon, il vessillo del reddito di cittadinanza universale, in rapida discesa.
Se osserviamo queste tendenze, naturalmente virtuali, alla luce delle categorie classiche destra-sinistra, la Francia è e resta di destra: la somma tra la Le Pen, Fillon e Macron (che da centrista liberista non è certo di sinistra), supera il 60% dei consensi.

Se invece, aggreghiamo i dati usando categorie alternative come “pro-Ue” e “contro-Ue”, il risultato è altrettanto interessante e trasversale: la Francia è ostile a questa Ue. La Le Pen è sovranista, Fillon auspica un’altra Europa che parta dalle sue radici cristiane e non illuministe; Melenchon raccoglie le sensibilità dei lavoratori e del lavoro francese contro la globalizzazione liberista (una specie di nazional-laburismo). La loro somma oltrepassa il 50%.
Quale saranno le categorie vincenti al voto? Vedremo i risultati di domenica.


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