Francia, TORRIERO: Macron a rischio anatra zoppa

08 maggio 2017 ore 12:30, Fabio Torriero
Chi ha vinto, ha veramente vinto? E chi ha perso, ha veramente perso? Prendiamo il futuro presidente della Repubblica francese. Dovrà dimostrare con i fatti quello che ha detto a voce e con efficacia. Marine Le Pen, nel bene e nel male, è nota, se vogliamo, scontata. Lui no.
Certo, la simbologia usata e i concetti ribaditi dal giovane neo-presidente nel discorso auto-celebrativo, fanno pensare. E in una certa misura, confermano la sua appartenenza culturale alle caste finanziarie e bancarie, e alle lobby filo-Ue: l’Inno alla Gioia, la bandiera europea (con automatica negazione di quella francese e quindi, dell’identità nazionale), la frase “con me la Francia dei lumi”, segno evidente di un dna che sopprime, cancella la tradizione cristiana; una tradizione ben precedente l’Illuminismo, laico e giacobino. Infine, la scelta di festeggiare al Louvre, dove campeggia la piramide. Anche questo molto chiaro. I simboli non sono un’opinione.
Francia, TORRIERO: Macron a rischio anatra zoppa
Macron dovrà dimostrare, inoltre, che il suo movimento “En Marche”
non è il classico partito di plastica che nasce sulle ceneri dei vecchi soggetti classici (gollisti e socialisti) che hanno governato la Francia per decenni. Movimento concepito per rispondere ai populismi non con lo scontro frontale, ma svuotandoli dall’interno (mossa intelligente e abile): un nuovo soggetto politico “formalmente antipolitico”, sostanzialmente espressione della continuità dei poteri forti.   
Macron dovrà dimostrare, infine, che la sua appartenenza ai governi socialisti, con tutte le politiche di precarizzazione del lavoro e compagnia cantando, sono state solo un incidente di percorso, non una convinzione ferrea, destinata a tradursi in una piattaforma su cui costruire le sue politiche.
Ora la partita si sposta inevitabilmente alle prossime politiche. C’è il rischio che Macron possa diventare un’anatra zoppa. Vedremo nei numeri la tenuta della sua maggioranza presidenziale. Come si comporterà se l’Assemblea nazionale desse un’altra maggioranza? Questa volta la coabitazione non più tra forze omogenee (socialisti e gollisti), ma tra forze incompatibili, quale quadro politico partorirebbe? Il far west, il Vietnam? La terza Repubblica?
Una cosa è certa: Marine le Pen aspira ad essere l’unico capo dell’opposizione al giovane presidente della Repubblica. Lei, però, dovrà obbligatoriamente trasformare il Fronte nazionale nella reale nuova casa di tutti i patrioti e di tutti i veri gollisti.
Perché se un insegnamento queste elezioni francesi hanno dato è la scomposizione e la ricomposizione su basi nuove degli schieramenti. 
Fine delle vecchie dicotomie destra-sinistra, fine del duello gollisti-socialisti, ma sovranisti contro globalisti, anti-Ue contro filo-Ue. 
Un argomento interessante pure per gli sviluppi della partita in Italia.

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