Russia 'banna' Vpn e server proxy: stop navigazione anonima

01 agosto 2017 ore 17:05, Stefano Ursi
Putin ha firmato la legge approvata dalla Duma per mettere al bando vpn e server proxy. Nella sostanza, la legge approvata in Russia vieta agli utenti di vpn (virtual private network) e altri di ricorrere a server proxy tali da consentire la navigazione anonima su siti vietati dalla legge. Stesso provvedimento ha tempo fa adottato la Cina. Il provvedimento, si legge, entrerà in vigore il 1 novembre prossimo e gli internet provider saranno obbligati, in virtù di questa legge, a bloccare i siti web che ospitano servizi di questo tipo.

Russia 'banna' Vpn e server proxy: stop navigazione anonima
Il provvedimento, secondo quanto spiega all'agenzia Ria Novosti Leonid Levin, presidente del comitato parlamentare russo sulla politica dell’informazione e le comunicazioni, verte sul contrasto all'accesso a materiali illegali e comunque riguarda la restrizione di accesso a informazioni già vietate dalla legge o da un tribunale. In sostanza sarà dal 1 novembre in Russia impossibile accedere a siti vietati dalla legge russa, impossibile sarà utilizzare dunque sistemi informatici come vpn e proxy per aggirare questo divieto. Nonostante il governo abbia spiegato che questa legislazione serva per bloccare contenuti a potenziale carattere terroristico, e dunque andrebbe incontro ad esigenze già normate in precedenza, non sono in pochi quelli che obiettano come questo possa divenire nei fatti un modo per bloccare contenuti politici ritenuti scomodi.

Come detto anche la Cina ha adottato un provvedimento simile nel tempo per, così recitano le comunicazioni ufficiali diramate dal governo, evitare l'accesso a contenuti censurati. Stando a quanto spiegano i media internazionali, poi, la stretta su portali e meccanismi ritenuti ricadenti nella normativa starebbe aumentando gradualmente; notizia di questi giorni è che nello Store di Apple per il mercato cinese non esistono più alcune delle più importanti VPN. Gli sviluppatori di queste app hanno infatti ricevuto un’email nella quale veniva spiegato che la loro app veniva rimossa in quanto capace di consentire l’accesso a contenuti illegali sul territorio cinese.

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autore / Stefano Ursi
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